Giovedì 5/12/19 divampava il massiccio sciopero in Francia, oltre un milione di lavoratori e giovani del settore pubblico hanno scioperato marciato e protestato contro i tagli alle pensioni. Si sono fermati di nuovo venerdì gli impiegati delle ferrovie, gli insegnanti e tutti gli altri lavoratori: la maggior parte dei trasporti pubblici si sono fermati e sono rimaste chiuse molte scuole.

Ormai in Francia è così da un anno, ma non è classificabile come una nuova rinascita della lotta di classe. —-> Non stiamo assistendo al delinearsi di una società dove la classe operaia sta manifestando il suo potere sociale e potenziale rivoluzionario. La questione fondamentale degli scioperi in Francia, come anche in Cile Bolivia Ecuador Libano e Iraq, è la disperazione di aver raggiunto un insanabile livello di disuguaglianza sociale e la continua scomparsa della classe media. —-> Picconato il socialismo, bloccato il vecchio pensiero (del ‘900) della lotta di classe e il ruolo rivoluzionario della classe lavoratrice che aveva avuto un forte impatto nel secolo breve, lentamente è stato cancellato il vecchio pensiero e la società reagisce presa dalla disperazione: è solo un tentativo di resilienza, ma alla base non c’è nulla di rivoluzionario o che abbia tali contenuti. —-> Infatti i ricchi e i politici non sono minimamente preoccupati, perché questa lotta non solleva questioni politiche critiche da parte dei lavoratori, non si è vista nascere nessuna nuova leadership socialista.

E’ un anno che i “gilet gialli” protestano, nessuna/o poche delle principali richieste dei manifestanti è stata realizzata (uguaglianza, migliori standard di vita, fine della miseria sociale, …). Nessuno dei manifestanti si è accorto che l’aristocrazia finanziaria è tranquilla e prospera in santa pace. Infatti in Francia continua ad operare un governo che ha zero sostegno popolare. Da nessuna parte si è creata una strategia, di solito una qualsiasi forma di “lotta” richiede un minimo di corretta identificazione del suo carattere fondamentale e dinamico, ma questo non si verifica da nessuna parte. Al momento attuale riesco ad identificarli come un enorme gruppo che combatte “un qualcosa” preso dalla disperazione. E finché le pancine non saranno veramente vuote e affamate non si creerà nessun vero movimento di lotta sociale.

Nel precedente secolo una lotta del genere avrebbe fatto almeno cadere il governo Macron, ma nulla di tutto ciò si è verificato. Al culmine della protesta i francesi hanno ottenuto dal leader sindacale della Confederazione Generale del Lavoro (CGT) Philippe Martinez una negoziazione di nuove politiche con la CGT. Se non è una chiara sconfitta questa come la posso definire?

Morte e stramorte le concessioni sociali fatte alla classe operaie in giro per il mondo, esaurito il filone rivoluzionario, la attanagliante crisi economica e politica di questo secolo si burla di ogni tipo di protesta, scioperi e proteste che non raggiungono più nessun risultato.

Quando ti senti dire dal Primo Ministro Edouard Philippe: “Gli scioperi e le proteste si sono svolti come previsto” e coglie l’occasione per “rendere omaggio ai sindacati per il loro successo organizzativo”, ecco a me queste frasi fanno scattare mille campanelli di allarme!!! E’ ovvio che è inutile proseguire la lotta appoggiandosi ai sindacati, ma noi in Italia ne siamo consapevoli da anni e molto potremmo spiegare ai cugini francesi. Tipo che morti i sindacati… per contenere il malumore popolare ci hanno rifilato progetti di ingegneria sociale come il M5S: se dobbiamo consigliarli bene evitiamogli certi esperimenti sociali di massa che nulla producono.

  • Sono tante le contraddizioni sociali?
  • Dopo quasi tre decenni dalla caduta dell’Unione Sovietica e giunti allo schianto del 2008 forse è ora di cambiare gli schemi e il tipo di lotta?
  • E’ ora di creare un nuovo tipo di protesta?
  • Avete cogitato che abbiamo raggiunto un livello sbalorditivo di disuguaglianza sociale?
  • Svegliarsi e capire che è ora di cambiare il metodo e il campo di lotta NOOO?

Scioperi e proteste di massa in vecchio stile in tutto il mondo non stanno producendo nessun risultato, ma si delinea che qualcuno “prima o poi” progetterà un nuovo sistema di lotta, nulla di rivoluzionario ma semplicemente più aggiornato all’attuale secolo. Combattere con sistemi anacronistici è da veri miopi, una totale idiozia. Se volete combattere la nuova ricca élite e una parte dell’aristocrazia finanziaria cambiate pensiero, letture e metodi di resilienza. Mi sa che in troppi sono rimasti legati a concetti del secolo passato e non hanno capito che è ora di cambiare strategia. BUONA MEDITAZIONE A TUTTI

Alessia C. F. (ALKA) di Liberticida e OraZero.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità. SEMPRE COMUNQUE OVUNQUE ALESSIA C. F. (ALKA)