L’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger ha recentemente affermato in più occasioni che gli Stati Uniti non sono più un potere unico e che devono riconoscere la vera realtà dove la Cina è un eguale rivale.
Gli Usa questa settimana hanno approvato una legge di protezione per Hong Kong per minare l’autorità di Pechino.
Passo molto stupido e bovaro, perché gli Stati Uniti non riescono a trovare un modus vivendi con la Cina, un risultato che potrebbe trasformarsi in conflitto catastrofe, peggiore di qualsiasi precedente guerra mondiale.
Kissinger invita gli Stati Uniti e la Cina a risolvere le loro tensioni economiche in corso in modo cooperativo e reciproco, alla fine si è arrivati alla conclusione che : “Non è più possibile pensare che una parte possa dominare l’altra”.
Kissinger afferma semplicemente che ci sono Paesi che sono diventati rivali. In parole semplici spiega che gli USA non è più un “potere unico” e nemmeno la “nazione indispensabile”. Un qualcosa che si sa fin dagli anni ’90 dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quando gli Stati Uniti si consideravano l’unica superpotenza.

Si credettero una ideologia virulenta atta a dominare tutto. In questo clima come è ben noto abbiamo passato tre decenni in incessanti guerre e operazioni di cambio di regime in tutto il pianeta, perché “la fottuta paura americana getta tutto nel WC del caos” perché mai si fermano ad analizzare.

Kissinger mette a nudo l’arroganza americana e il suo potere. Avverte pure che è obbligatorio da entrambe le parti [USA e Cina] realizzare un futuro che inevitabilmente si suddivide un due mondi che si differenziano per la elaborazione di soluzioni e gestione di grosse difficoltà.
Kissinger spiega di essere cauti sui vari pericoli di conflitti, si parla di una America debole che per risentimento diventa simil-tedesca e porta tutti ad un mondo in guerra.

Da sempre considero Henry Kissinger una figura controversa, ma è pur stato il più importante segretario nel secondo dopoguerra, è lungimirante e ha sempre il garbo di avvisare. Ha militato poi nelle amministrazioni Nixon e Ford, proseguendo i suoi studi su geopolitica e le relazioni internazionali. Ha attraversato il Vietnam, ha sostenuto i bombardamenti aerei in tutta l’Indocina, accusato del golpe in Cile e di aver appoggiato la deriva argentina negli anni ’70 contro i lavoratori e le persone di sinistra.

Non è un santo e nemmeno vuole esserlo, ma è la FALENA realpolitik internazionale più analitica e pragmatica. Allegro compagno di merende di Zbigniew Brzezinski, sostenitori di molti fenomeni e cambiamenti. E che sempre puntavano con chiarezza gli occhi su Russia e Cina.

Persone che trascorrendo in vita il secolo precedente lo sanno analizzare e sanno avvisare cosa cambia e cosa sta per succedere. Usate gli aggettivi che volete, li studio ma non li apprezzo, ma sono vigili guardie americane. Aquile che diventate vecchie sono rimaste TOTALMENTE inascoltate——> col mio totale RUSSO piacere di chi vede un certo orto morire visto che se lo merita senza nessuna compassione ed empatia.

Certi “ritirati” americani presagivano il lungo deterioramento delle relazioni bilaterali tra USA e Cina-Russia fino ad oggi.
1000 difetti ma la controparte Kissinger+Brzezinski erano davvero sublimi a spiegare quali cetrioli potevano evitare o prevedere la attuale politica americana. Chi insegnò… spiegò quali errori non commettere, ma furono inascoltati con totale piacimento sino-russo.

Due persone disposte a interagire con grossi avversari per trovare un modus vivendi. Ma messi da parte purtroppo.

Le recenti amministrazioni di Washington sono manchevoli e sono guidate dalla stupida brama di dominio unipolare da parte degli Stati Uniti sul resto del mondo. Il tutto mentre crolla il consenso verso Washington, traspare solo irrealismo e arroganza ideologica che porta a una mentalità a somma zero di antagonismo nei confronti di Cina e Russia.
A supportare tale periodo ora c’è Trump, ma costui non ha purtroppo abbandonato l’iper-ideologia e al posto di costruire e trovare ricollocazione…. preferisce etichettare la Cina come “la più grande minaccia anti sistema” degli Stati Uniti.

Così si vedono nascere inutili sanzioni alla Cina per la repressione su Hong Kong, incapaci di vedere che Pechino la condannerà come una violazione della sua sovranità. Eh si parla di estrema bovara ignoranza.

Kissinger invitò a non avvelenare i pozzi delle relazioni bilaterali nell’attuale tesa guerra commerciale tra USA-Cina. Kissinger ha notevoli conoscenze storiche e sa apprezzare altre culture che lo hanno portato in modo machiavellico a comprendere il prossimo mondo complesso. Sa come capire e spiegare certe complesse banalità puritane e le le nascenti ignoranze dell’amministrazione di Trump.
Pure Xi Jinping ha capito il suo pensiero e lo ha ringraziato per il suo contributo alla normalizzazione delle relazioni USA-Cina durante gli anni ’70.

kissinger ha spiegato il logoramento della strategia e spiegato cosa sarebbe nato dalla Cina e in che direzione…. Ha visto semplicemente il nascere di un nuovo ordine mondiale multipolare dove si sviluppano differenti cooperazione e partenariato. IL VECCHIO REGIME si rifiuta di contemplare qualsiasi altro ordine diverso dal normale contemplato dominio unipolare. Da qui sono nati come demoni l’attuale conflitto commerciale degli Stati Uniti con la Cina e la implacabile demonizzazione della Russia da parte di Washington.
Infatti Kissinger parla di attuale povertà intellettuale.

Vedo solo guerra e povertà, ma un bel reset a volte ci vuole. E poi i conti sempre vanno pagati. ACF (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.