Cavolo ragazzi, viviamo davvero in tempi interessanti.

La gente cambia e il Donald del 2013 non era il simpatico zuzzerellone di adesso.

Ma pure Salvini. Noto anche nell’inossidabile leader della lega qualche piccolo, impalpabile cambiamento.

Più che un cambiamento qui siamo davanti ad un bel frullo carpiato con doppio avvitamento. Una roba tipo vedere Di Maio che recita L’iliade in greco. Senza sbagliare i congiuntivi. Una cosa che non ti aspetti.

Pazzi, Pazzi Dappertutto.

Le convulsioni causate dalla uccisione di Sulemaini stanno avendo eco in tutto il mondo.

Una delle persone che ha decisamente sbroccato, e di brutto (nel silenzio dei media occidentali) è il primo ministro iracheno, Ādil ʿAbd al Mahdī al-Muntafik.

Esponente di primo piano della maggioranza sciita del paese prende la parola, in modo paradossale. Non appena comica a parlare il presidente del parlamento iracheno Muhammad al-Halbusi gli spegne fisicamente il microfono, lui e altri esponenti della minoranza sunnita lo circondano e cercano di impedirgli di continuare, senza successo. Ma cosa ha detto di tanto pericoloso?

  1. Si narra di con una prima telefonata tra lui e Trump. Gli americani si sarebbero rifiutati di aiutare il paese che hanno distrutto se il 50% delle entrate petrolifere non viene versato a loro: in pratica vogliono essere pagati per ricostruire.
  2. Al Mahdī lo manda a cagare in senso diplomatico e sigla nell’ottobre 2019 un accordo con i cinesi, che già controllano la maggior parte delle operazioni di estrazione nel paese.
  3. Trump telefona di nuovo, e intima di annullare subito l’accordo con la Cina: minaccia altrimenti di organizzare enormi manifestazioni di protesta contro il suo governo, cosa che puntualmente avviene.
  4. Durante le manifestazioni Trump telefona di nuovo, e questa volta avvisa che cecchini da lui assoldati spareranno sulla folla e sui poliziotti per fargli pressione:e pare che anche questo sia avvenuto. Il resto lo sappiamo, morti per le strade e il paese scollegato da internet per un certo periodo, per impedire ai manifestanti di organizzarsi. (nota di Nuke, non ho trovato traccia di attività dirette del mitico Audrius Butkevičius, il “mastermind” lituano che ha tanto avuto a che fare con praticamente tutti gli episodi di “misteriosi cecchini” che sparano sulla folla dal 1991 ad oggi durante le manifestazioni. Certo è che la Lituania ha selezionato attentamente negli scorsi anni una settantina di rifugiati iracheni andandoli a prelevare direttamente in Turchia ed in Grecia, per poi fornirgli rifugio . Il motivo? Mistero… Il mio personale Dottor Moriarty è sempre più inafferrabile) LINK + LINK
  5. Il segretario della Difesa iracheno e il primo ministro iniziano a parlare di una “terza parte” che cerca di fomentare la rivolta sparando sui manifestanti e sulla polizia. Trump riprende il telefono e ordina ai due di smetterla, altrimenti “li farà uccidere“. Cazzo.

Purtroppo non sono arrivate smentite, dato che probabilmente il primo ministro iracheno ha conservato una registrazione delle telefonate. Siamo davanti ad un genio sottile della diplomazia. Il primo ministro iracheno, fatto questo discorsetto interessante si è dimesso. Così forse non lo ammazzano.

Il resto lo sapete, il parlamento iracheno vota a stragrande maggioranza una risoluzione per l’abbandono di ogni forza americana nel territorio iracheno.

Come reagiscono le forze americane? Il governo dichiara che “i soldati rimarranno“. Ovvio, ma un altro importante personaggio sbrocca, preso dal momento.

William H. Seely III.jpg

Il generale William H. Seely III invia questa lettera:

“rispettando la decisione del parlamento iracheno inizieremo lo spostamento delle forze americane nel paese nelle prossime settimane”

Troppo bello per essere vero, infatti ci si affretta a smentire la lettera inviata ai vertici iracheni, scritta dal Generale, esponente importante dei servizi militari statunitensi.

Qui vediamo il capo di gabinetto dell’esercito della difesa statunitense, il generale Milley che spiega “l’errore”. La sua faccia ha fatto il giro del web.

IL segretario di stato per la difesa, il Generale Mattis e l’ambasciatore USA iracheno danno le dimissioni, nel frattempo. Così forse non li ammazzano.

Vedi la Libia e poi muori.

Come vedete i giornalisti italiani sono leggermente al di fuori della realtà.

Le parti in rosa sono quelle controllate dalle truppe di Haftar, chiamate “insorti”, di solito. Quelle in verde sono le zone controllate , più o meno dalla truppe di SarraY, chiamate “governo libico”. dalla mappa appare chiaro che il “governo libico ufficiale” non è messo tanto bene.

Nelle ultime ore uno dei battaglioni di Sarray ha cambiato casacca e la città di Sirte è caduta, riducendo ancora di le zone verdi. Attualmente si sta combattendo a Misurata e a sud di Tripoli.

la guerra ha preso una piega molto tecnologica come saprete le artiglierie di haftar sono diventate molto più precise, forse animate da misteriosi gnomi provenienti da lontano e piccoli droni cominciano a fare danni seri, mentre quelli grossi occidentali ( e quelli turchi) cadono misteriosamente.

In questo video si vede un drone che, alcuni giorni fa colpisce i militari dell’accademia marittima di Tripoli durante una parata. Questo tipo di avvenimenti diventa sempre più comune, ormai. La stessa strategia ha colpito duramente anche l’aeroporto di Mitig, vicino a Tripoli.

Nel frattempo l’Egitto, che sostiene il generale Haftar decide di spiegare navi militari al largo di Tripoli, per impedire l’arrivo delle truppe turche, che, probabilmente, passeranno per il territorio tunisino, visto che l’aeroporto è inagibile e sotto bombardamento e la via marittima complicata.

Una triste battaglia, i turchi che corrono per cercare di salvare il salvabile e l’altra coalizione che lotta per conquistare più territorio possibile prima che arrivino. E i libici perdono, sempre. Che casino.

Pazzia Iraniana

I funerali di Sulemaini si trasformano in massacro, 56 almeno le vittime, in aumento: persone scacciate dalla folla lungo le strette stradine. Tipico avvenimento durante le manifestazioni oceaniche nei paesi musulmani, ricordo gli oltre settecento morti alla Mecca in casi simili negli scorsi anni. Pazzi.

Nel frattempo in Siria…

Il kurdistan siriano ha festeggiato la notte di Natale scorso con una proposta del governo di Damasco:

  1. controllo dei confini effettuato dai militari siriani
  2. niente esercito curdo
  3. niente indipendenza politica
  4. formale partecipazioni dei leader curdi alle decisioni del governo, ovvero state zitti e non rompete oppure vi ammazziamo.

Un irrigidimento estremo rispetto alle trattative precedenti, spiegato dagli avvenimenti degli ultimi giorni. Qualcuno sapeva qualcosa?

La situazione delle rimanenti truppe americane in Siria diventa problematica, stante le frizioni in Iraq. I rifornimenti faticheranno a passare e gli iraniani impazzeranno ai confini.

Intanto, mentre Trump telefona e minaccia di uccidere primi ministri, Putin vola in Siria oggi e domani in Turchia a cercare di trovare una quadra tra fazioni contrapposte.

Speriamo che a Trump, il genio della strategia, circondato da un branco di elementi eccezionali come lui, non venga voglia di far fuori Putin con un drone birichino.

Questa volta andrebbe a finire davvero male.

By Nuke di www.liberticida.altervista.org e www.orazero.org