Come ho anticipato nel mio precedente articolo l’embargo e le sanzioni hanno poco scalfito i ricavi della Russia, al contrario i contraccolpi sull’Europa saranno molteplici. Questo embargo e sanzioni alla Russia verranno ricordate nella storia della geopolitica internazionale perché affondarono chi le adottò.

<<Non solo per il quantitativo di greggio che dovremmo rimpiazzare con altri greggi, ma anche per la specificità dei prodotti importati, specie il diesel, che contribuisce per larga parte delle disponibilità europee. Rimpiazzarlo sarebbe ancor più difficile. Quanto al greggio, il punto cruciale è che non vi è sostanzialmente capacità alternativa inutilizzata, intorno ai 2 mil. bbl/g, quasi interamente localizzata in Arabia Saudita, che ha confermato la sua vicinanza alla Russia di Vladimir Putin non esprimendo alcuna condanna per l’invasione dell’Ucraina. Il diavolo è nei dettagli: i prodotti raffinati, specie diesel>> https://www.rivistaenergia.it/2022/04/attenti-alla-risacca-dellembargo-sul-petrolio-russo/

In questo periodo di volatilità e di inflazione, lo stesso embargo petrolifero continuerà a produrre un aumento dei prezzi. Una disastro preannunciato per l’economia europea. Come afferma Alberto Clò “Quel che dovrebbe far riflettere su una decisione che, come le sanzioni, finirebbe per ritorcersi contro chi le decide.”

<<PNRR e agricoltura: incongruenze, illogicità e scarsa conoscenza del comparto in Italia, ma soprattutto mancata sinergia col comparto energia. Queste alcune delle criticità che emergono dall’analisi fatta da GB Zorzoli nel suo articolo su ENERGIA 3.21 dedicato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e di cui di seguito si riporta un estratto.>> https://www.rivistaenergia.it/2022/04/agricoltura-e-pnrr-unoccasione-mancata/

Ma poi in Italia arriviamo a livelli assurdi

Vale poi anche la pena ricordarci come utilizzeranno i soldi del PNRR: <<La questione è la seguente: siamo nella provincia di Pisa, a Coltano, una frazione agricola che fa parte di un parco naturale. Qui, fino al 2006 sorgeva un centro militare, poi dismesso e oggi in stato fatiscente. E qui oggi il governo progetta di costruire nuovamente una grande base militare, grande 730 mila metri quadrati – ripeto, di area protetta all’interno del parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli – che saranno recintati per far spazio al quartier generale del primo reggimento carabinieri paracadutisti “Tuscania” e dei centri cinofili dell’Arma. Qui sorgeranno, fra le altre cose, 440 mila metri cubi di nuovi edifici costruiti per completare un progetto che prevede, tra le varie strutture, una pista di atterraggio per elicotteri, caserme, magazzini, piscine, palestre, mensa, 2 poligoni di tiro e 18 villette a schiera. In un’area protetta (se non l’ho già detto), e in un paese, l’Italia, in cui ogni secondo – come ci ricorda Scomodo – si perdono circa 2 metri quadrati di terreno a causa della cementificazione. Gli esperti del parco hanno fin da subito presentato una relazione molto critica, in cui analizzano il rischio idrogeologico di un’operazione del genere, e i vincoli legati al fatto che parliamo di un’area naturale protetta (l’ho detto?) e la gravità del consumo di suolo per un territorio rurale ancor privo dei segni dell’urbanizzazione. I danni che genererebbe questo intervento sono da considerarsi, secondo il responso dell’ente toscano, “irreversibili”, e quindi è da ritenersi parimenti “inammissibile” la costruzione di nuovi edifici in quell’area. Di fronte a tale parere, arrivato da un ente autorevole il governo ha… fatto finta di nulla. Per un anno. Poi il 23 marzo è stato pubblicato un decreto del presidente del consiglio dei ministri, firmato in data 14 gennaio da Draghi e controfirmato anche dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che toglie al Parco ogni voce in capitolo nel processo decisionale sulla costruzione della base, visto che si tratta di un’opera di difesa nazionale e che quindi è prevista una procedura semplificata. E poi c’è il fatto che, come anticipavamo, vengono usati i fondi del Pnrr, quindi fondi europei pensati per far ripartire le economie del continente in un’ottica di transizione ecologica. Quindi energie rinnovabili, efficienza energetica, lotta all’inquinamento, riduzione dei rifiuti e costruzione di basi militari nei parchi naturali. Tutto coerente. Di fronte a questa assurdità il presidente della regione Toscana, Giani, si mostra stupito e dice che ha scoperto tutto a giochi fatti, anche se le carte mostrano il contrario. Il buon Cingolani, che è direttamente responsabile attraverso il MiTe della gestione di 34,9 miliardi di euro destinati nel piano alla transizione ecologica, non perviene nemmeno questa volta, non commenta, non dice niente.>> https://www.italiachecambia.org/rassegna-stampa/una-base-militare-in-un-parco-naturale-coi-fondi-del-pnrr/

Quello che vedete sotto era il primario piano PNRR

https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/

Se poi va tutto a favore di guerra e del complesso militare, ebbene vien da pensare che giocherà solo a favore della forte volontà di Draghi di ottenere la poltrona NATO come scrissi qua https://www.orazero.org/poltronificio-nato-e-la-candidatura-di-draghi/ .
Parigi val bene una messa = PNRR val bene la poltrona di Segretario generale della NATO
E come colonia americana ora sapete dove finiranno i soldi del PNRR, tasse, accise e tutti i comparti statali che verranno ulteriormente tagliati.

Ehm… Draghi molto impegnato… <<Ucraina, Draghi sarà prima a Kiev e poi il 10 maggio volerà da Biden. Fitta di impegni l’agenda del premier Mario Draghi, che incontrerà Zelensky e Biden per parlare del sostegno da fornire a Kiev. Il presidente Mattarella, per raggiungere la pace, invoca il modello ‘Helsinky’ basato sul dialogo>> https://www.globalist.it/world/2022/04/28/ucraina-draghi-pima-kiev-poi-10-maggio-da-biden/.
Vi ricordo che Draghi è dal 2021 che rilancia la NATO https://www.agi.it/politica/news/2021-06-14/draghi-vertice-nato-alleanza-forte-storia-12915264/. Alessia C. F. (ALKA)