Domanda che mi è stata posta moltissimo tempo fa, l’ho lasciata nel cassetto e ora alla luce di quanto sta accadendo ho deciso che è giunto il momento di rispondere.

Negli ultimi due anni si è messa in discussione tutta la democrazia occidentale, siamo arrivati alla dittatura dei virologi, alla pandemia che ammazza il tessuto sociale e l’economia, e il finale sarà il grande reset.

In occidente negli ultimi decenni erano morti la meritocrazia a favore di un socialismo diffuso che soffoca la democrazia diretta. Un socialismo puro che ora prevede anche di cancellare il debito di alcune nazioni. Del resto in pochi mesi hanno ucciso i mercati e interi settori, ridotto in povertà milioni di persone, soggiogato la mente umana e infarcita dei soliti diritti (LGBT+BLM). Tanto che ritorno a ripetere quello che penso da anni, destra e sinistra non esistono più https://www.orazero.org/sinistra-e-destra-non-esistono-piu/.

Alla corte dei miracoli sembrano tutti diversi, così tanto diversi… che nemmeno riesci a distinguerli. Alla fine si scontrano due masse: il suffragio universale composto da elettori che poco sanno di economia e politica, ma che conferiscono il potere di legiferare e governare ad una minoranza di eletti. La seconda massa sono gli eletti, aventi la caratteristica di essere incompetenti e corrotti. Cosa mai può andare storto? Il Governo del Popolo dimostra una cosa, la sofia e la conoscenza non la possiedono i governi e nemmeno gli elettori. I risultati li abbiamo sotto i nostri occhi.

Al contrario sarebbe corretta l’epistocrazia, ovvero la “conoscenza scientifica”? Il governo dei competenti, “quello che viene definito il governo dei “sapienti”: di chi sa, di chi comprende e dunque di chi, proprio perché ha tutti gli strumenti per capire, è in grado di prendere decisioni per se stesso e gli altri.” https://www.davidemura.com/epistocrazia-e-suffragio-universale-3389/ ma tutto questo porta una seconda domanda: il suffragio universale è giusto o è dannoso?

Ma se il mondo è davvero già governato da una élite globalista allora la loro epistocrazia è palesemente e manifestamente a danno della popolazione umana, perché il grande reset ci ridurrà in una sorta di medioevo tecnologico dove torneremo a essere tutti schiavi.

Credo che ormai sia anche troppo tardi per demolire il principio di suffragio universale, ormai il danno è irreversibile. Un elettorato non è un individuo, un elettorato è un insieme di soggetti che la pensano diversamente, qua i molti incompetenti impongono decisioni sugli altri danneggiando tutti. In sostanza la famigerata democrazia ha imposto le cattive decisioni agli altri. Tanto che in forma di contrasto si è creata una élite che nemmeno essa possiede l’epistocrazia, ovvero avversano il popolo in tutti i modi, ma sostanzialmente nemmeno loro creano qualcosa di buono per il futuro. Il futuro non è stato creato dagli schiavi ma dalle menti libere e pensanti.

Questo serpente che si auto-fagocita spiega molto bene il periodo che stiamo vivendo.

Jason Brennan nel libro “Contro la democrazia” lo spiega molto bene: “gli elettori sono, o hobbit (apatici che non sanno nulla di politica) o hooligan (si informano di politica ma sono partigiani). Oppure vulcaniani, che invece pensano la politica in modo scientifico e razionale, ma sono una piccola minoranza. Quindi il suffragio universale è giustificabile soltanto se non esiste nulla di meglio. L’epistocrazia potrebbe essere quel meglio.”

Ma alla fine anche qua si cade in un ennesimo tranello. Anche in presenza di epistocrazia – con la desiderata competenza tecnica – le persone rimangono politicamente incompetenti e nel nostro caso gli esperti virologi se ne fregano bellamente dell’economia e del tessuto sociale, tanto che avremo una generazione cresciuta con scarsa scolarizzazione e profondamente apatica. Hanno fatto così male questi famosi esperti solo perché ci sono stati imposti dalle élite? Beh allora siamo fregati alla grande.

Politica e competenza tecnica – sempre ammesso che quest’ultima si sia veramente vista durante la pandemia – vanno tenute nettamente separate, ovvero un Buon Governo dovrebbe avere un importante staff di persone qualificate e competenti, consiglieri a cui attingere costantemente, ma che non influenzano in modo così massiccio sulle decisioni finali. Nell’ultimo periodo il mancato equilibrio ha fatto solo precipitare la situazione e ormai il reset finale è alle porte.

La politica stessa non può essere poi pensata usando un sistema scientifico e razionale, non esiste questa possibilità, perché essa stessa è scelta e non teorema. In passato la politica si è affidata alla tecnica durante le fasi di crisi e di passaggio, ma tecnici e scienziati non dovrebbero mai entrare in un governo in forma definitiva. Sono da usare col bilancino del farmacista.

E’ difficile ottenere una democrazia che produca risultati pieni di sana competenza, ma chi ci dice cosa è giusto o sbagliato? Il bravo e competente tecnico che non vede a un metro di distanza oltre la sua famigerata competenza? C’è stato nell’ultimo periodo poca mediazione tra le due parti, con risultati assolutamente disastrosi.

La giusta compensazione potrebbe essere costituita dalla politica che ascolta “i competenti” valutando poi benefici e danni, pondera, ma ciò implica che i politici siano liberi e non con le mani legate. L’ondata di populismo e l’aberrante guerra condotta dalle élite per osteggiarli ha portato a un risultato che ha distorto in modo significativo la collaborazione tra politica e tecnici competenti. Nessuno era più in gradi di svolgere in modo corretto il proprio lavoro. Ne emerge quindi una enorme pressione da parte delle lobby che hanno fatto enormi pressioni a scapito di tutti.

Se non siamo più in grado di misurare “una gravità” allora vuol dire che sono saltati in aria moltissimi parametri. La falsa (io così la considero) pandemia ha dimostrato la debolezza della democrazia, lo scarso dialogo dei partiti, la liquefazione dei partiti spiega l’inutilità del ricorso agli esperti.

Forse un eventuale suffragio ristretto unito alla epistocrazia ci avrebbe impedito tanti disastri, una sorta di semi-democrazia dove ci saremmo risparmiati decenni di scelte sciagurate, ma dipende sempre da quanto liberi sono chi prende le decisioni, a mani legate nessuna scelta sarà mai buona. Oppure potremmo conservare la democrazia ma dotarla dei contrappesi che vanno a contrastare l’incompetenza.

Bisogna sempre valutare i rischi della manipolazione e di quanto si è ricattabili. E’ un problema che rimane aperto e non è assolutamente semplice trovare la misura in cui le parti si dovrebbero influenzare.