Prosegue il cammino al rialzo del debito: in soli 5 mesi siamo a +149 miliardi e ben 170 miliardi da inizio anno. Le stime Mazziero Research indicano un debito a 2.580 miliardi ad agosto con una proiezione a fine anno tra 2.578 e 2.598 miliardi. Il ritmo di crescita dovrebbe così rallentare da qui a fine anno https://www.mazzieroresearch.com/indice-degli-osservatori-trimestrali-sui-dati-economici-italiani/

Stime PIL

Ma i dati potrebbero peggiorare, tutto dipende dal ritorno autunnale del Covid.

Il valore cumulativo raggiunto nel 2° trimestre 2020 è 78,7 oltre 20 punti al di sotto del valore 100 di inizio 2008, posto come base iniziale del grafico; la linea tratteggiata mostra inoltre che il recupero dei prossimi due trimestri riuscirà solo parzialmente ad assorbire il crollo della prima metà dell’anno.
La linea rossa evidenzia inoltre come l’Italia non sia mai stata in grado di recuperare i valori precedenti alla crisi finanziaria del 2008.

Il Tesoro ha emesso debito con scadenze molto lontane, ma sfrutta l’onda del basso costo degli interessi.

Outlook e rating da terzo mondo: eh così ci vedono!

Attualmente non si vedono impatti negativi e le imponenti emissioni di titoli di Stato vengono abbondantemente acquistate dalla BCE, che ha ormai superato il 20% di detenzione rispetto al circolante. Questa situazione apparentemente tranquilla rischia però di non dare la reale misura dell’affanno del Paese: nei primi sei mesi dell’anno si sono persi oltre mezzo milione di posti di lavoro e il timore di una nuova estensione del contagio condiziona la fiducia di imprese e famiglie. Il Governo ha predisposto le linee guida per richiedere i finanziamenti a Bruxelles, ma sembra non avere fretta nel definire i dettagli necessari per ottenere i contributi https://www.mazzieroresearch.com/situazione-tranquilla-di-un-paese-in-affanno-39-osservatorio-conti-italiani/

L’Italia, unico Paese in Europa insieme alla Grecia, non ha saputo o non ha voluto recuperare i livelli precedenti la crisi finanziaria della decade scorsa ed ora è giustificato domandarsi se mai riuscirà a recuperarli dopo aver accusato il colpo del Covid-19. Fortunatamente l’Unione Europea ha aperto i cordoni della borsa, beneficiando l’Italia ben più di altri; fortunatamente nessuno a Bruxelles sta ora guardando alla sostenibilità dei conti pubblici; fortunatamente la BCE sta acquistando copiosamente l’ingente mole di emissioni di titoli di Stato. Ma tutto ciò non va inteso come una cuccagna che durerà a lungo: presto o tardi si tornerà a guardare i conti pubblici e a come i prestiti siano stati spesi. Se i frutti resteranno miseri, come nel passato, dopo i prestiti non resteranno che le elemosine https://www.mazzieroresearch.com/introduzione-al-39-osservatorio-sui-conti-italiani/

Altri dati ghiotti su https://www.mazzieroresearch.com/wp-content/uploads/2020/09/Italia-economia-a-meta-2020.pdf del 23/9/2020. Attenzione: Le immagini sopra pubblicate sono un aggiornamento Mazziero del 5/10/2020. Fresche Fresche.