By Paul C. F. – Dopo la sbornia elettorale di questi giorni vorrei prendere distanza dalla politica e dalle sue stanche liturgie con dichiarazioni, distinguo e tutti che hanno vinto, per proporre un argomento meno impegnativo: una bella rubrica culinaria!

Oggi vorrei proporvi una ricettina tipica della tradizione emiliano-romagnola, una torta salata che tradizionalmente viene preparata per festeggiare i Santi Tito e Timoteo, festa che cade il 26 gennaio.

Prendete una teglia, imburratela e cospargete di pangrattato, poi ricoprite con delle belle fette di Mortadella, ma mi raccomando, la mortadella mettetela sotto che non si deve vedere, poi prendete delle Sarde di piccole dimensioni, togliete la testa (che tanto quella non serve) e fate un’ulteriore strato, in fine, per lo strato superiore ricoprite tutto con dei grossi rapanelli che vi avanzano, (quegli ortaggi rossi fuori e bianchi dentro). Sale e Pepe q.b.

Cottura a fuoco lento in forno rigorosamente statico.

Il segreto del piatto è la stratificazione: la Mortadella e le piccole Sarde servono da rinforzo per i grossi Rapanelli.

Di solito si consiglia il consumo a fine pasto, quando si è alla frutta, soprattutto per pulire la bocca dal Gorgonzola, forte formaggio Lombardo di colorazione bianco-verde che in passato veniva apprezzato solo in Nord Italia ma che ultimamente ha conquistato i palati anche del Sud del Paese.

Si sconsiglia invece l’abbinamento con vini di colore giallo intenso, indice che ormai, come si dice in gergo, sono “passati”.

Questo è il tipico piatto di risulta, fatto con quello che avanza, personalmente lo ritengo una ciofeca, ma a molti emiliano-romagnoli piace così, in fondo la tradizione non si cambia!

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.