Una immagine val più di mille parole.

Prima di iniziare di discutere seriamente parliamo di due aspetti importanti:

eterogenesi dei fini e modalità del linguaggio.

L’eterogenesi dei fini è in senso filosofico la teoria secondo la quale ad ogni azione umana, tendente ad un determinato fine ,corrispondono effetti non desiderati.

Proviamo da ipotizzare ad un mondo occidentale durante la guerra fredda (non quella attuale, quella contro l’impero sovietico).

Le élite al potere, ovvero le persone ricche e potenti avevano davanti a loro un impero comunista, che, non era certo il paradiso, ma era il nemico giurato delle élite stesse. in quegli anni avvennero diversi eventi importati, alcuni dei quali possiamo chiamarli con il risultato di “lotta per i diritti” dei lavoratori.

Lotta per i diritti che ebbe successo, paradossalmente, proprio grazie alla disposizione delle élite. Esse ritennero, e non a torto, che fosse meglio accontentare le pretese dei lavoratori piuttosto che rischiare l’avvento dei comunisti.

Le migliorate condizioni dei lavoratori ebbe anche un effetto molto positivo per l’economia, ovviamente, ma comunque alle élite dispiace separarsi del proprio capitale. Finito il comunismo, lentamente vengono erosi i diritti dei lavoratori e delle persone più sfortunate, tanto i comunisti non ci sono più, e nessuno lotterebbe per gli oligarchi russi o cinesi…

Il risultato è che l’economia “reale” stagna mentre la “finanza” prospera. Chi ha studiato macroenomia saprà che la differenza tra “finanza” ed “economia reale” non è così netta, e mi perdonerà. Ma questa differenza esiste, eccome. e le attuali , improponibili strategie per “salvare il pianeta” forse non sono altro che strategie per deprimere ancora di più “l’economia reale” a favore di forme di consumo più “sostenibili”e controllate dai vertici. Cattive notizie per chi spera di riuscire ad avere una esistenza dignitosa grazie ai soli frutti del proprio lavoro.  L’eterogenesi dei fini, però teorizza che non sempre ,anzi praticamente mai i piani riescono come previsto. Vedremo.

L’altro aspetto invece è quello inerente alla comunicazione e all’uso che si fa del linguaggio. Se fossi stato più magro, più bello e con una bella voce , probabilmente avrei comunicato con un video o in altri modi, rispetto alle parole scritte. ma, ahimè non lo sono. e meglio così, altrimenti adesso sarei a Casablanca alla ricerca di un martini agitato e non mescolato, e non qui alla tastiera, astemio e dedito alla dieta del cento per cento.

Ma il linguaggio scritto è assai diverso rispetto a quello parlato, e aziona “trigger”, interruttori mentali ben diversi

Detto questo adesso sapete due cose, che nessun piano riesce mai come previsto e che chi vi scrive non vuole creare una nuova religione o altro, vuole solo parlarvi.

Pseudo realtà e “persone normali”

Le persone normali non accettano la pseudo-realtà e interpretano la realtà in modo più o meno accurato, grazie ai soliti pregiudizi e limitazioni della prospettiva umana. La loro euristica comune è chiamata buon senso, sebbene esistano forme molto più raffinate nelle scienze incorrotte. In realtà, entrambe sono ancelle del potere, ma nelle pseudo-realtà questo è invertito. Nella pseudo-realtà, il senso comune è denigrato come pregiudizio o una sorta di falsa coscienza, e la scienza è sostituita da uno scientismo che è esso stesso uno strumento di potere. Nonostante tutti i suoi difetti e gli errori della sua filosofia (che consentono molta pseudo-realtà ideologica), Michel Foucault ci ha messo in guardia da questo abuso in modo abbastanza convincente, specialmente sotto le etichette “biopotere” e “biopolitica”. Queste accuse di pregiudizio e falsa coscienza sono, ovviamente, proiezioni dello pseudo-realista ideologico, che, con la pura forza della retorica, trasforma i limiti del potere in applicazioni di potere e quindi le sue stesse applicazioni di potere in liberazione da esso. Foucault, è solo uno dei tanti filosofi che ha esplorato il concetto di potere e biologia. Ovvero il dare il controllo del proprio corpo ad una autorità politica in nome del “bene surpremo”.

Va osservato che le persone che accettano le pseudo-realtà come se fossero “reali” non sono più persone normali. Percepiscono la pseudo-realtà al posto della realtà, e più a fondo assumono questa posizione delirante, più psicopatia funzionale esibiscono necessariamente e quindi meno normali diventano. È importante sottolineare che le persone normali costantemente e di conseguenza non riescono a rendersene conto sui loro vicini riprogrammati. 

Percependole come persone normali quando non lo sono, le persone normali fraintenderanno in modo affidabile le motivazioni degli pseudo-realisti ideologici: il potere e l’installazione universale della propria ideologia in modo che tutti vivano in una pseudo-realtà che abilita le loro patologie, di solito fino a quando non lo sono. troppo tardi.

Come risultato di questo fallimento della prospettiva, molte persone normali particolarmente aperte dal punto di vista epistemico e morale reinterpreteranno le affermazioni della pseudo-realtà in qualcosa che è plausibile nella realtà secondo la logica e la morale usuali che guidano il nostro pensiero, e questa reinterpretazione funzionerà per il beneficio degli pseudo-realisti che li hanno irretiti. Ognuno è artefice delle proprie illusioni.

Questo tipo di persone, che si frappone tra il mondo reale e lo pseudo-reale, sono utili idioti per l’ideologia, e il loro ruolo è quello di generare copiose quantità di camuffamento epistemico ed etico per gli pseudo-realisti. Questo fenomeno è la chiave per il successo, la diffusione e l’accettazione di pseudo-realtà perché senza di esso pochissime persone al di fuori delle piccole persone psicologicamente, emotivamente o spiritualmente malate accetterebbero una pseudo-realtà come se fosse una caratterizzazione superiore dell’articolo autentico .

Le pseudo-realtà possono avere un qualsiasi grado di plausibilità nelle loro descrizioni distorte della realtà, e quindi possono reclutare un numero diverso di aderenti. Spesso si dice che siano accessibili solo applicando una “lente teorica”, risvegliando una “coscienza” specializzata o per mezzo di qualche forma patologica di fede. Sia per “lente”, “coscienza” o “fede”, questi costrutti intellettuali esistono per rendere la pseudo-realtà più plausibile, per trascinare le persone a parteciparvi contro la loro volontà e per distinguere coloro che “possono vedere”, “Sono svegli” o “credono” da coloro che non possono o, come alla fine accade sempre, non lo faranno. Cioè, sono il pretesto per dire alle persone che abitano la realtà invece della pseudo-realtà che non stanno guardando correttamente la “realtà”, il che significa come pseudo-realtà. Ciò sarà tipicamente caratterizzato come una sorta di ignoranza intenzionale della pseudo-realtà, che verrà successivamente descritta paradossalmente come sostenuta inconsciamente. Si noti che questo pone il peso della responsabilità epistemica e morale sulla persona che abita la realtà, non sulla persona che postula la sua sostituzione con un’assurda pseudo-realtà. Questa è una manipolazione funzionale chiave degli pseudo-realisti che deve essere compresa. La capacità di riconoscere questo fenomeno quando si verifica e di resistergli è, su larga scala, la vita e la morte delle civiltà. Ricordate quando, lentamente il “riscaldamento globale” è diventato “cambiamento climatico”? la formazione dei ghiacci polari a livelli record ha portato a questo ed altro. Ma non solo, ricordate le “iniezioni di democrazia” a suon di bombe, la libertà di espressione” scandita da censura feroce e tanto altro. si tratta sempre di giocare con le parole, con i termini ed il significato.

Per questo motivo l’inginocchiamento rituale dei “bianchi” a favore delle “persone di colore”, celebrante quello che non è altro che la morte accidentale di un pregiudicato drogato morto di infarto durante l’arresto non rappresenta un’azione casuale, ma una vera e propria , intenzionale distorsione della realtà. Non ci si libera inginocchiandosi, e non si cambiano le dinamiche sociali applicando il razzismo al contrario.

L’adozione di una pseudo-realtà tende a dipendere dalla mancanza di capacità o volontà di mettere in discussione, dubitare e rifiutare loro e i loro presupposti e premesse fondamentali della pseudo-realtà. Pertanto, i sistemi “logici” e “morali” che operano all’interno della pseudo-realtà cercheranno sempre di produrre questo fallimento ovunque possibile, e gli attacchi pseudo-realisti riusciti svilupperanno queste caratteristiche come un virus sociale fino a quando la loro efficacia non sarà molto alta. Questa carenza è spesso il risultato diretto di una malattia mentale, di solito paranoia, schizoidia, ansia o psicopatia, tuttavia, il mantenimento e la produzione di questi stati in se stessi e nelle persone normali è fortemente incentivato dalla falsa “logica” e dalla falsa “moralità” del pseudo-realtà ideologica. Questo è, i metodi e i mezzi applicati al servizio di una pseudo-realtà creeranno e manipoleranno le debolezze psicologiche nelle persone per indurle a portare l’acqua per una bugia distruttiva. Più bella, più tollerante e più caritatevole è una comunità, supponendo che non sia in grado di individuare queste contraffazioni all’inizio, più i suoi membri tenderanno ad essere sensibili a queste manipolazioni.

Un esempio è la gestione assolutamente parziale di praticamente tutti i mezzi informativi occidentali. tutti i media, in blocco appoggiano il pensiero unico e ai “debunkers”, ovvero servi prezzolati del potere rimane il compito di convincere i dubbiosi.

Pseudo-realtà e potere

Lo scopo ultimo della creazione di una pseudo-realtà è il potere, che la pseudo-realtà costruita concede in molti modi. Sebbene questi mezzi siano molti, dovremmo citarne alcuni. In primo luogo, la pseudo-realtà è sempre costruita in modo tale da avvantaggiare strutturalmente coloro che la accettano rispetto a coloro che non lo fanno, spesso con evidenti doppi standard e trappole linguistico-morali. 

Tipo il vaccinato che “non contagia”, oppure la completa, illogica gestione del “Green pass”. Ti vaccini, ovvero ti adegui pedissequamente al volere superiore e diventi “libero”.

I doppi standard in questo senso favoriranno sempre coloro che accettano la pseudo-realtà come realtà e sfavoriranno sempre coloro che cercano la verità. Una pseudo-realtà ideologica deve sostituire la realtà in una popolazione sufficiente per concedersi il potere di raggiungere i suoi obiettivi. Le trappole linguistiche impiegheranno spesso doppi significati strategici delle parole, spesso mediante ridefinizione strategica (creando un motto e un ponte tra diversi concetti), solleverà la domanda in modi che costringono le persone a partecipare alla pseudo-realtà per rispondere (spesso in stile Aufhebung , cioè trappole dialettiche hegeliane), o inizierà con un’assunzione di colpa e chiederà la prova dell’innocenza tale che la negazione o la resistenza sono prese come prova della colpevolezza di qualche crimine morale contro il sistema morale che serve la pseudo-realtà (una trappola kafkiana). Le richieste saranno fatte con sufficiente vaghezza in modo tale che non si possa mai dire che siano state soddisfatte e in modo tale che la responsabilità del fallimento sarà sempre colpa dei nemici dell’ideologia che le ha “fraintese” e quindi implementate in modo errato.

In secondo luogo, la stessa affermazione della pseudo-realtà demoralizza tutti coloro che sono spinti a impegnarsi con essa dal semplice fatto di essere qualcosa di falso che deve essere trattato come vero. Non dovremmo mai sottovalutare quanto sia psicologicamente dannoso essere costretti a trattare come vero qualcosa che non è vero, con l’effetto rafforzante quanto più evidentemente è falso. Nonostante il fatto che l’evidenza della distorsione pseudo-reale concentri il suo potere demoralizzante, la pseudo-realtà è solo pseudo- reale quando la distorsione non è immediatamente e del tutto trasparente e anche quando è sufficientemente accettata socialmente da diventare una pseudo-verità socialmente costruita. Indipendentemente dal fatto che la distorsione sia o meno evidente, tuttavia, la situazione che crea è molto demoralizzante per coloro che la vedono attraverso perché rendere evidenti le distorsioni di una pseudo-realtà a coloro che non le vedono già è sempre eccezionalmente noioso e sarà resistito vigorosamente non solo da seguaci ma da utili idioti.

Vi sottopongo due frasi, quello che si sente dire un seguace del pensiero unico e le conclusioni che ne trae una mente libera dalle pseudo realtà.

dobbiamo vaccinarci per essere liberi. I vaccinati sono a rischio per via dei non vaccinati e , data la perdita dei efficacia dei vaccini dobbiamo vaccinarci di nuovo.prepariamoci per la quarta dose”

Lo so, la frase zoppica abbastanza di suo, ma non posso farci niente, è questo il messaggio ripetuto dai media.

il messaggio che arriva invece ad una mente raziocinante è il seguente.

“dobbiamo vaccinarci per essere liberi (vaccinatevi o vi impediremo di vivere). I vaccinati sono a rischio per via dei non vaccinati(quindi il vaccino non funziona) e , data la perdita dei efficacia dei vaccini (i vaccini non funzionano) dobbiamo vaccinarci di nuovo.(perchè continuano a non funzionare) Prepariamoci per la quarta dose(errare è umano, ma perseverare è diabolico

Quindi, in terzo luogo, scambiando le convinzioni delle persone normali secondo cui le persone apparentemente serie si preoccupano di ciò che è vero, costringono con successo le persone normali a verificare aspetti della pseudo-realtà anche nell’atto di negarla facendo incontrare la persona normale e la parte ideologica. Questa è l’importanza della pseudo-realtà come pseudo- reale , con una maggiore plausibilità che rafforza l’effetto. Cioè, molte persone normali non riusciranno a rendersi conto che la pseudo-realtà è falsa perché non possono vedere al di fuori della cornice della normalità che estendono caritatevolmente a tutte le persone, normali o meno.

Questa dinamica è semplice. Le persone normali non tendono a riconoscere che una logica errata e una moralità contorta vengono usate per sostenere una visione ideologica – una pseudo-realtà – e che gli stati mentali delle persone al suo interno (o tenute in ostaggio da essa) non sono normali . Alcuni di loro, in particolare le persone capaci  ma non eccezionalmente intelligente, così abilmente reinterpretano rivendicazioni assurde e pericolose di ideologi pseudo-realisti in qualcosa ragionevole e sensato quando, in effetti, essi sono irragionevoli (“vaccinato contagiato da non vaccinato!”).Questo, a sua volta, rende la pseudo-realtà più appetibile di quanto non sia in realtà e nasconde ulteriormente le distorsioni e la sottostante volontà di potere presentate dagli pseudo-realisti ideologici. Tutte queste caratteristiche, e altre, avvantaggiano l’ideologo che, come un moderno Zarathustra, parla di una pseudo-realtà nell’esistenza, e tutte queste conferiscono potere a quell’ideologo mentre lo rubano a ogni partecipante alla loro finzione sociale, volenterosa o non.

E la Mazurka, direte, cosa c’entra?. Niente, bambini, mi sembrava stesse bene, per cui, danzate!

Fine seconda parte.

P.S. Ma forse non è altro che una allegoria, il Potere granitico e invincibile si scontra con la Realtà (eterogenesi) e da il via all’Inaspettato.

By Nuke il Birichino di Liberticida e OraZero