Rivoluzionaria, sostenitrice della violenza politica, negava ogni forma di dialogo con i bianchi, si impegnò nel organizzare la resistenza armata. Sostenne in pubblico la pratica del necklacing (bruciare vive le persone con copertoni e benzina), affermò che: “con le nostre scatole di fiammiferi e le nostre collane libereremo questo Paese”.

Fu coinvolta e processata per una brutta storia dove 15 ragazzi vennero rapiti, torturati e uccisi. Non fu del tutto assolta dal tribunale, per il rapimento ottenne la mite condanna a sei anni di carcere e questa fu ridotta, dopo vari gradi di giudizio, a una multa. Fu anche coinvolta in un altro processo che la vedeva imputata per aver ordinato l’uccisione del dottore e amico di famiglia, uno che aveva visto troppo. Anche in questo caso dopo varie udienze la sua immagine non ne uscì molto bene: in fase processuale alcuni testimoni affermarono di aver subito ritorsioni e minacce della serafica Winnie.

Sostenne e lavorò per l’ANC (African National Congress), ma ne fu allontanata con l’accusa di corruzione. Alcuni membri dell’ANC fecero scoppiare una grande polemica secondo cui Winnie non consegnò alla Lega una grande donazione ricevuta da Benazir Bhutto. L’arcivescovo Desmond Tutu ammise che la signora Madikizela-Mandela aveva il grande merito di aver lottato attivamente contro l’apartheid, ma la esortava a chiedere scusa e ad ammettere i suoi errori.

Nella sua vita subì vari processi per frode e furto, alla fine se la cavò sempre bene nelle revisioni dei processi e venne graziata con multe o con pochi anni di carcere che venivano alla fine sospesi. Un giudice arrivò a sentenziare che Madikizela-Mandela aveva avuto un difficile ruolo nella vita pubblica e che nel corso della sua vita aveva sostenuto cause più grandi di lei. Insomma crimini commessi non per guadagno personale, così dichiarò il giudice Eberhardt Bertelsmann. Comunque negli anni ha accumulato processi per 43 accuse di frode e 25 accuse di furto.

Una santa donna che ha pensato solo al suo Paese, infatti è conosciuta come la “Madre della Nazione”. Un apartheid combattuto con un ritornello che lei spesso intonava incantando la folla al ritmo di “lotta ad oltranza”.

Nel periodo in cui il Sud Africa intraprendeva il suo percorso verso una società multi-razziale il suo atteggiamento non fu affatto conciliante, emerse che le sue idee politiche erano molto differenti da quelle del marito Nelson, dal quale divorzierà nel 1996.

Nemmeno le critiche sono mancate al suo funerale, Winnie è scomparsa il 2 aprile 2018. Durante il funerale ufficiale molti leader politici hanno intimato ai detrattori “chi accusa Mamma Winnie è reo e colpevole di tradimento”, altri politici hanno accusato l’ANC di non essere stati al fianco di Winnie nei tanti anni di processi e problemi legali. Una delle figlie ha attaccato i diffamatori della madre chiamandoli “ipocriti”.

Lei stessa affermò che non era un prodotto di Mandela, lei era un prodotto Made in South Africa. Il marito predicava per un Paese multirazziale e pacifico, lei predicava lotta e i gruppi che la sostennero portarono orrore e violenza ovunque. Infatti fu esclusa da molte organizzazioni politiche, alla fine il marito prese debita distanza da lei. La sua vita è stata durissima, ha passato carcere, tortura, processi, arresti, messa al bando per anni con due figlie da crescere.

Tutti hanno descritto e parlato del suo lato oscuro, ma lo hanno candidamente minimizzato. Tutti la lodano e la difendono: ma difendono lei o l’apartheid del Sud Africa? Passano in secondo piano anche scandali politici e legali. Quindi dimentichiamoci anche di Winnie’s Palace tra le baracche di Soweto: modesta villetta di 20 camere con piscina. Fu più volte accusata di cercare di fare soldi col nome di Mandela.

Eroina o rivoluzionaria violenta? Sono più le ombre o le luci? Le durezze della vita rendono le persone rudi, approfittatrici, spietate, si segue un obiettivo e non si guardano i mezzi. Il fine giustifica i mezzi.

OK HO CAPITO: salviamola e dimentichiamoci delle tante ombre. Era pasionaria e dobbiamo perdonarle tutto, ma proprio tutto. Incoraggiò la violenza per lottare contro il regime segregazionista, quindi tutto il resto passa in secondo piano vero? Ha solo una reputazione ammaccata qua e là da miseri e piccoli reati, vero? Non ho mai capito perché l’ex marito Nelson non la incluse nella sua eredità: lei tutta piccata fece una lunga causa per reclamare una casa e quello che le spettava. Questa volta però finì in un nulla di fatto. Madame Mandela c’è sempre una prima volta!

ALESSIA C. F. (ALKA) http://liberticida.altervista.org E https://www.orazero.org

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-04-02/il-tradimento-winnie-mandela-madre-sudafrica-201214.shtml?uuid=AEe0tjRE&refresh_ce=1

https://www.theguardian.com/century/1980-1989/Story/0,,110268,00.html

https://www.nytimes.com/1990/05/26/world/winnie-mandela-aide-guilty-of-murder.html

https://www.nytimes.com/1995/03/28/world/winnie-mandela-out-of-cabinet-for-defying-presidential-orders.html

https://mg.co.za/article/2018-04-06-00-how-the-anc-betrayed-winnie

https://web.archive.org/web/20070930225731/http://www.news24.com/News24/South_Africa/News/0,,2-7-1442_1553061,00.html

http://www.repubblica.it/esteri/2018/04/02/news/morta_winnie_mandela-192798984/

https://www.panorama.it/news/esteri/sudafrica-winnie-mandela/

https://en.wikipedia.org/wiki/Winnie_Madikizela-Mandela

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.