È interessante vedere come proteste sempre più decise ed estese contro la marchiatura di tipo zootecnico che esistono nel mondo reale siano inesistenti nel mondo “dell’informazione”.

La tattica consiste nel farti credere che sei un solitario, un diverso, un unico caso isolato di dissidente mentre la “maggioranza” la pensa come il governo.

Risulta così che se ogni individuo pensa di essere l’unico dissidente non realizza che insieme con tutti gli altri diventa la maggioranza, il solito ‘divide et imperat’ che tutti conoscono benissimo nel modo ma che in pochi riescono a vedere nei risultati. Per ora.

Ecco, il problema è che a forza di ragionare in termini di democrazia abbiamo l’abitudine di cercare conforto per la nostra opinione rispecchiandoci in quella di tutti gli altri, che di fatto è identica, ma che dai media viene rappresentata completamente diversa.

Allora si dovrebbe far prevalere come obbiettivo quello di piegare governo e stato alle nostre volontà, come oltretutto dovrebbe essere in una normalità democratica, anziché pensare che l’obbiettivo più importante sia essere maggioranza, come se poi al governo fregasse qualcosa…

Un modo per uscirne c’è. 

Rivolta fiscale! Ma non solo. Serve un megafono, e c’è già: è tutta la stampa serva del potere.

L’idea è che una parte dei soldi non versati allo stato li si usi per pagare i servi della stampa. Cambierebbero padrone e quindi ciò che dovranno raccontare. 

Il nuovo trend avrebbe una rapidissima escalation poiché anche la stampa è pecora e va dove si guadagna di più. 

Inoltre se parte dei soldi delle imposte li uso per pagare i servi dei media questi diventano complici nostri e non potranno che narrare quello che ci fa comodo e schierarsi contro lo stato. 

Perché?  Perché a quel punto se non lo fanno i soldi non arrivano più, e non arrivano neanche più da parte dello stato, visto che li abbiamo in mano noi. 

Stessa tattica al contrario, si divide lo stato dai media, e in questo momento ci servono più i media che i “servizi”, ormai solo virtuali, dello stato.