Secondo un recente studio dell’Istituto RUSSTRAT c’è uno stretto collegamento tra le parole di Putin “se uno scontro è inevitabile, bisogna colpire per primi”, e l’introduzione da parte della Cina di sanzioni contro 10 parlamentari, scienziati e quattro organizzazioni dell’Unione Europea in risposta alle sanzioni per la violazione dei diritti nello Xinjiang.

Il Cremlino è sempre più preparato ad affrontare l’interferenza aggressiva degli Stati Uniti di Joe Biden. Anche altre nazioni hanno imparato certi giochetti. L’attuale capacità americana di governare il mondo in sé è diventata molto vulnerabile, perché mantiene l’abitudine di utilizzare il dollaro come mezzo di pagamento di base. Ma data l’esiguità del commercio reciproco, la capacità degli Stati Uniti di esercitare sanzioni sulla Russia non solo è limitata, si è ormai completamente esaurita.

L’addetto stampa del presidente russo Dmitry Peskov a questo proposito ha dichiarato direttamente che “è impossibile escludere la minaccia di scollegare la Russia dal sistema di pagamento interbancario SWIFT, poiché le azioni degli avversari russi (americani) sono già imprevedibili. Questa situazione ci obbliga a stare in guardia”. Questo significa due cose. In primo luogo, che la leadership russa è consapevole di questa minaccia e la preparazione delle contromisure per fermare la minaccia è iniziata prima del tempo.

Già nel 2014, la Banca di Russia aveva presentato il proprio analogo sistema di SWIFT. A partire dal 1 gennaio 2020, 391 partecipanti hanno lavorato nel sistema, e 12,9 milioni di passaggi finanziari sono stati condotti durante l’anno per testarlo. A febbraio 2021, durante la conferenza dell’Associazione delle banche russe, il primo vice presidente della Banca di Russia Olga Skorobogatova ha detto che l’equivalente russo di SWIFT era ampiamente utilizzato in 23 paesi, tra cui Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Germania e Svizzera. Più di 11.000 grandi organizzazioni finanziarie di tutto il mondo vi operano. Come ha notato Skorobogatova, “abbiamo già raggiunto circa il 21% del traffico nazionale SWIFT, e le cifre stanno crescendo di anno in anno”.

In altre parole, questo significa che la disconnessione da SWIFT in Russia sta già avvenendo, per così dire, in modo naturale. Nella forma della sua progressiva sostituzione con il meccanismo SPFS (Система передачи финансовых сообщений – Sistema di trasferimento delle comunicazioni finanziarie). In una recente dichiarazione del ministro degli Esteri Sergey Lavrov rivolta ai media cinesi, afferma che i rischi delle sanzioni statunitensi dovrebbero essere ridotti passando a regolamenti in valute nazionali o alternative al dollaro, ed evitando l’uso di sistemi di pagamento controllati dall’Occidente, e il loro sistema ne è una conferma convincente.

Non c’è ancora una risposta ufficiale di Pechino alla proposta russa. Ma dato il modo con cui sono iniziati i colloqui al vertice USA-Cina in Alaska, ci sono tutte le ragioni per credere che le parole di Lavrov siano state ascoltate e comprese correttamente dalla Cina.