Fu Rino Formica, noto politico ai tempi della Prima Repubblica, senatore tra le fila del PSI nonchè ministro del governo Spadolini, a creare il famoso aforisma “la politica è sangue e merda” intendendo con questo dare alla politica due visioni differenti e coesistenti: impegno, passione, abnegazione, mettersi al servizio del paese (sangue) ma allo stesso tempo mediazione, compromesso, negazione di alcuni principi quando occorre, cioè in poche parole, sporcarsi le mani (merda).

Da quando mi interesso di politica, oltre 40 anni, di sangue ne ho visto sempre meno, dall’inizio della cosiddetta Seconda Repubblica per trovarne traccia occorre utilizzare il Luminol, e per quanto riguarda gli ultimi anni, si è esaurita anche l’ultima goccia, lasciando campo libero alla seconda materia organica citata da Formica.

Se dovessi elencare tutte le incongruenze, le giravolte, i compromessi e i sotterfugi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, ci vorrebbe un post lungo come il Vecchio Testamento. Ma tranquilli, non oserò mettere a dura prova la vostra pazienza e mi limiterò a occuparmi di quello che sta succedendo in occasione della nascita del governo Draghi, che costituisce comunque un ottimo campione riassuntivo.

Draghi, ancor prima di rendere nota la lista dei ministri e di elencare i punti programmatici del suo governo, ha già ottenuto enormi consensi, sulla fiducia. Mai visto nulla del genere. Qualcosa di vagamente simile si verificò all’epoca del governo Monti ma, con una differenza fondamentale: Monti sostiuì l’odiato Berlusconi promuovendo a principale partito sostenitore del suo governo il solito PD, prima all’opposizione, quello che non vince mai le elezioni e fatalmente, si ritrova sempre a governare. E poi il compito di Monti era decisamente più semplice: raccogliere la “ricotta” per conto dei cravattari di Bruxelles tartassando il popolo italiano e facendo macelleria sociale, tra cui anche la riduzione dei posti letto in TI! E ci volevano i professoroni per fare questo? Bastavano i bidelli.

Vedere tutti o quasi i partiti gioire per la nomina di un PdC non politico, che non ha mai amministrato nemmeno un comune, le cui capacità politiche sono tutte da dimostrare sancisce la presa di coscienza della politica stessa di essere rimasta totalmente priva di sangue e sprofondata nella “merda” vista l’incapacità di presentare una figura politica di alto profilo in grado di far fronte per lo meno alle emergenze del momento.

Il governo Draghi avrebbe dovuto essere essenzialmente un governo tecnico, ma i tecnici sono solo 8 su 23. Avrebbe dovuto segnare una profonda discontinuità col precedente governo Conte e invece i ministri riconfermati sono ben nove! A meno di non voler credere che sia bastato fare fuori Conte e Casalino per avere la piena discontinuità. E per ultimo doveva essere un governo costituito da ministri di alto profilo: e allora che ci azzecca Di Maio confermato agli esteri? e Speranza e i disastri sulla gestione covid? e Gelmini, da molti reputata il peggior ministro della pubblica istruzione di tutti i tempi? o Brunetta (lasciando da parte la facile ironia con l’aggettivo “alto”) da sempre uno dei ministri berlusconiani più disprezzati dalla maggioranza di chi sostiene oggi il governo di cui è ministro?

Lamorgese riconfermata agli interni: voglio vedere Salvini che dirà e che farà quando ci saranno nuovi sbarchi, visto che ci ha frantumato i coglioni con il mettere a confronto gli sbarchi avvenuti con lui agli Interni e quelli con la Lamorgese. E con i processi come finirà? Lasciamo stare va’! Del resto Salvini e i suoi ci avevano abituato a cambi di direzione in corso d’opera: da euroscettici e sovranisti a “cambiare la UE dall’interno”. Dal creare una Lega europea dei sovranisti al prendere in considerazione l’idea di aderire al PPE. Dall’euro è una schifezza da cui dobbiamo uscire subito al “mai detto che volevamo uscire, era solo una ipotesi di scuola” come ha dichiarato, senza alcuna vergogna, l’ineffabile Antonio Maria Rinaldi.

Meno incoerente forse, la Meloni e il suo FdI, che ha deciso di stare all’opposizione, unica forza politica ad aver operato questa scelta. Ma non dimentichiamo che lei stessa propose a tutto il cdx di astenersi compatto alla fiducia a Draghi, lasciando il governo nelle mani delle sinistre e optando per una opposizione blanda o inesistente (astenersi non è essere contro).

Berlusconi invece è il più coerente di tutti, poichè la sua politica è sempre stata “merda”, inteso come compromessi, giochetti e giravolte, anche se i suoi detrattori ne danno un significato più colorito. Far parte della maggioranza pro Draghi (lo avrebbe appoggiato anche con la Lega all’opposizione) ma al contempo sostenere consigli regionali e comunali con Lega e FdI, è molto berlusconiano. Fianco a fianco con M5s e LeU al governo, ferocemente contro in tutte le altre occasioni. Come sono lontani i tempi in cui il cav. dichiarava che non poteva credere che gli italiani fossero così coglioni di votare contro i loro interessi, per la precisione a sinistra.

A sinistra non è che siano messi meglio. LeU che appoggia un governo guidato da un banchiere, uno che naturalmente non potrà fare politiche di tipo socialista. E poi fianco a fianco con Berlusconi e Salvini! Ma Fratoianni, uno degli ultimi comunisti in circolazione, non aveva dichiarato che mai e poi mai avrebbero appoggiato un governo insieme ai “fascisti”?

Del PD ce ne sarebbe da dire, mi limito a sottolineare come l’altro ieri oltre Conte c’erano solo le elezioni, mentre Orlando sosteneva che non avrebbero appoggiato nessun altro PdC al di fuori di Conte, nemmeno se si fosse trattato di Superman. Per la cronaca, non solo lo appoggiano un governo senza Conte, ma Orlando entra pure come ministro. Ma non è tutto meraviglioso?

Un’occhiata veloce ai tre partitucoli intermedi tra il PD e il centro, praticamente uguali, non si capisce perchè non creino un partito unico. L’unica risposta plausibile è che i rispettivi leader seguono pedissequamente la massima antico-romana secondo cui “meglio primi ad Ostia che secondi a Roma”. La Bonino ha rotto l’alleanza col PD per non stare al governo con i giustizialisti del M5s, Calenda ha operato una scissione dal PD per non sedere fianco a fianco con gli incompetenti del Movimento e ora ci si siedono allegramente “vicini vicini”. Sì però, ora c’è Draghi, eccheccacchio!

Renzi era quello che più di ogni altro ha fatto straordinarie piroette, ma per molti è grande tattica. Cioè merda, allora! L’accettazione del MES sembrava una cosa a cui non avrebbero rinunciato, e invece Draghi lo ha gelato dichiarando che il MES in questo momento non serve anzi, potrebbe essere dannoso. Allora le cose sono due: o Draghi mente, e lo fa da politico scafato, per evitare che i 5s si sfilino rendendo il suo governo debolissimo, oppure Renzi non capisce una mazza di economia.

Dulcis in fundo, il M5s. Nessun altro come loro, è “nato tondo per morire quadrato”. Dicevano che mai avrebbero accettato un governo senza Conte, e lo hanno accettato. Mai avrebbero rinunciato a Bonafede e soprattutto al ministero di Giustizia, e ci hanno rinunciato. Mai con Berlusconi, mai più con Renzi, mai più con la Lega, ma hanno accettato tutti. Una volta assaporata l’ebbrezza del potere, ormai non possono farne più a meno, come una droga. “Toglietemi tutti i miei principi, ma non la cadrega” per parafrasare un celebre slogan pubblicitario. L’ultima briciola di decenza l’hanno buttata via con la votazione su Rousseau: si doveva votare per l’appoggio o meno al governo draghi tra le 13 di mercoledì e mezzanotte di giovedì. poi annunciano che le votazioni sono sospese a data da destinarsi, per non si sa quale motivo. Poi le riaprono all’improvviso alle 13 di giovedì per chiuderle alle 18 del giorno stesso, forse per fare in modo che votassero meno iscritti possibile rendendo la votazione più controllabile? E perchè far votare prima dell’annuncio della squadra dei ministri? Per non far vedere che manca Bonafede e che il superministero per l’ambiente non c’è? Il sospetto è fortissimo.

Ho letto da più parti che c’è chi comincia a sospettare che più che un governo Draghi si tratta di un governo Mattarella, con Draghi usato come specchietto per le allodole. A lui si deve la scelta di confermare alcuni ministri del vecchio esecutivo, di distribuire i ministri politici col manuale Cencelli, e la scelta degli stessi, e di creare un governo che sia tecnico e politico allo stesso tempo, per evitare problemi. Sta di fatto che Draghi ha scelto solo alcuni ministri tecnici tra i “suoi”, per la precisione quelli che dovranno gestire i denari del Ricovery Fund, gli altri ministeri, compresi quello della sanità che dovrà gestire la pandemia…lasciati ai partiti, come a dire “su questioni non economiche non metto becco, fate voi”. Se così fosse ci sarà da stare poco allegri.