Chi e Cosa è veramente ArcelorMittal? E’ una compagnia europea con sede in Lussemburgo, ma con la testa in India. E’ un colosso. In 19 anni Lakshmi Mittal (indiano e industriale miliardario) si è comprato:

  • Spagna-Aceralia
  • Francia-Usinor
  • Brasile-Acesita
  • Lussemburgo-ARBED
  • Canada-Dofasco
  • UK-International Steel Group
  • USA-Bethleem, ISG e LTV steel
  • Zelzate-Beglio
  • Kryvry Rih-Ucraina
  • Ostrava-Rep.Ceca
  • Katowice e Cracovia-Polonia
  • Hunedoara e Galati-Romania
  • in affitto ILVA di Taranto
  • Dodici gli impianti ativi negli USA, dodici in Europa, un indotto difficilmente calcolabile, nel 2013 i dipendenti diretti erano circa 260mila, in Lussemburgo dove ha la sede ha 9000 impiegati.
  • Possiede partecipazioni in impianti minerari in Cile, in USA e Mozambico.

Quindi non conviene fare voce grossa con un colosso del genere, semmai c’è solo da piangere o da stare zitti. Nel 2017 l’ILVA era sull’orlo della chiusura e commissariata, il governo italiano ha dato il solito calcio al barattolo e l’ha consegnata ad Arcelor. Per quest’ultima non è un’ottima base per produrre in Europa, ma tramite l’ILVA aveva il mezzo di vendere in Italia e in Europa usando il marchio e la rete commerciale, questo era il maggior interesse e affare.

Quando Giuseppi Conte afferma che Arcelor ” è stata scelta rispetto ad altri dopo una gara e ora ha degli impegni da rispettare“, vien da sorridere. Le altre aziende che hanno annusato l’affare ILVA sono scappate a gambe levate, non potevano garantire nulla e se ne sono andati. Non dimentichiamo poi un problema non di poco conto: l’Italia è il decimo produttore di acciaio al mondo con 24,5 milioni di tonnellate (Cina oltre 900, India 100, USA 86 e Germania 42), ma non abbiamo un briciolo di minerale e viene tutto trasportato via mare.

Prendere in mano una azienda che da sola produce il 90,6% delle emissioni di diossina di tutta Italia ed è pure in perdita, diventa una patata bollente difficile da pelare, ecco il motivo dello scudo penale che le è stato concesso. Questa immunità penale è un presupposto essenziale su cui la holding ha fatto affidamento e in mancanza di questo requisito non avrebbe ma accettato di partecipare all’operazione. Quindi la sua retrocessione dal contratto è sacrosanta e un bel indianvaffa ci sta pure bene.

Si sono presi in carico una azienda che inquina, decotta, in svendita totale, ma non dimentichiamo che ora si devono pure sorbire i dazi statunitensi su acciaio e alluminio. Le conviene abbandonare tutto e potenziare la produzione altrove visto che già possiede tanti impianti in USA dove è già presente (vedi elenco sopra). L’attuale guerra dei dazi obbliga gli indiani ad investire negli impianti americani e Trump con i dazi sull’acciaio ci ha visto lungo.

Pure Matteo Salvini lo ha capito, infatti ecco cosa afferma: “Una rinazionalizzazione di Ilva? Un Governo normale il problema se lo doveva porre prima. Chi ci mette i soldi? Con quale commissario? Quale piano industriale? Questi son dei matti, non hanno un piano B“. E ha ragione, stiamo dando l’idea di essere dei Mister Patacca con i governi che firmano gli accordi e poi li disdicono. Per decrescita infelice ringraziare M5S+PD.

Giulio Sapelli affonda la lama nella tenera carne frollata. Parla di desertificazione e marginalizzazione totale, del resto OBOR (Nuova Via della Seta) in Italia non ha prodotto nessun risultato positivo, l’adesione italiana non ha prodotto nulla perché le esportazioni italiane in Cina faticano a decollare, i forti malumori a Washington hanno bruscamente fermato il progetto. Lo stesso afferma che in caso di eventuale uscita di Arcelor Mittal sarebbe devastante in questo momento, sarebbe come gambizzare la siderurgia italiana, significherebbe per l’Italia rinunciare all’acciaio.

Sapelli afferma che il 70% dell’acciaio prodotto da ILVA entra nel nostro mercato interno e nell’industria italiana, acquistarlo all’estero farebbe aumentare il prezzo dell’acciaio, elemento strategico e importante per molte produzioni industriali italiane. Giulio aggiunge che l’eventuale chiusura di Taranto fa già gola a molte aziende all’estero.

Chi investirebbe più in Italia dopo quello che è accaduto con ILVA? Fare dietrofront rispetto ad accordi già fatti è pura idiozia. Vuol dire che siamo una nazione dirottata totalmente. Il serpente bicefalo italiano sa come avvelenarsi da solo. Alessia C. F. (ALKA)

ArcelorMittal scarica l’Italia per salvare i conti: l’Ilva brucia oltre un miliardo di euro solo nel 2019

https://www.investireoggi.it/forums/threads/ilva-di-taranto.93980/

http://www.ilnazionalista.it/i-9367_IMMAGINE_PESSIMA_DELLITALIA

https://formiche.net/2019/11/cina-di-maio-ilva-crisi-industria-sapelli/

https://en.wikipedia.org/wiki/Lakshmi_Mittal

https://en.wikipedia.org/wiki/ArcelorMittal

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Ezechiele 25:17 - "Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te."Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità. SEMPRE COMUNQUE OVUNQUE ALESSIA C. F. (ALKA)