Strano che a tutti quanti sfugga il motivo recondito a cui si ispira questa proposta avanzata sia dai 5Babaciu che dai Bibbianesi.
Nel dare la notizia appena uscita della proposta di estendere il voto ai 16enni, apparentemente giustificata dal capo dei 5Babaciu dal fatto che già vanno a lavorare e già pagano le tasse, Alexis Di Maio la accompagnava sostenendo che fosse giusto concedere il diritto di voto ai 16enni in quanto già godono di diritti e doveri tipici degli adulti.

Indipendentemente dall’essere a favore o meno, l’altro giorno scrissi in un commento che l’evidenza e la logica impongono che debba essere la maggiore età ad essere abbassata a 16 anni, non la concessione di diritti allargati discrezionalmente limitandoli ad alcuni campi, poiché non si capisce come uno possa essere considerato adulto a 16 anni solo per ciò che concerne l’abilitazione al lavoro, il pagare le tasse e il diritto di voto, mentre non possa andare in galera come gli adulti se commette un reato, anziché godere delle attenuanti e delle esimenti per la minore età. La stessa cosa andrebbe estesa anche alla patente di guida, a maggior ragione, visto che già oggi possono guidare l’auto senza il foglio rosa i 17enni, sia pure a determinate condizioni e con il tutor indicato al fianco. https://disqus.com/home/discussion/orazero-2/tra_sinodo_e_scisma_mi_sa_che_il_passo_e_breve_ aria_pesante_in_vaticano/#comment-4634726339

Ma ora veniamo al punto recondito che è il vero motivo di questa proposta all’apparenza condivisibile nei termini da me indicati.
Per comprendere la realtà che si cela dietro questi politici e dietro ogni loro proposta legislativa, dobbiamo ragionare come se ci trovassimo di fronte alla malavita organizzata. Nella fattispecie sono degli affiliati a Organizzazioni Criminali Politiche (OCP) il cui fine è, o mantenere il potere di cui godono con tutti i benefit derivanti, non disdegnando di mettersi anche al servizio dello straniero come nel caso del PD, oppure sono degli invasati insipienti di cui il fanatismo riempie il vuoto lasciato dall’insipienza come nel caso del M5S.
Entrambi comunque non disdegnano – condividendoli – i metodi come l’inganno, la negazione della democrazia popolare e la rappresentazione politica nella sua forma più ciarlatana ossia quella teatrale, dove interpretano come attori ruoli da perfetti intercambiabili.
Tradotto: Il teatro dell’alternanza senza alternative.

La proposta è stata avanzata da Letta, un prodotto delle cattedrali del globalismo elitario, un fanatico dispoto a morire sulla Croce per l’€uro, per la U€, per tutto ciò che non sia italiano e che non abbia a che fare con una riscossa nazionale, che secondo lui non può e non deve prescindere da un nostro collocamento internazionale che necessariamente deve castrare qualsiasi nostra ambizione di indipendenza, autonomia e interesse nazionale, gerarchicamente superiori a quelli globali in salde mani di una cupola assai sfocata che ha potere d’azione senza l’onere della responsabilità delle conseguenze derivanti dall’azione.
Il suo modus operandi di dissimulare queste sue finalità ideologiche, lo abbiamo tastato durante il suo governo quando era PdC, ingloriosamente finito trollato da un Cazzaro del suo stesso partito, per poi sparire in esilio dopo l’onta subita che ha minato ipotecandolo, il suo radioso futuro da politico nel Paese che più di ogni altro acquista a prezzi di saldo nel supermercato chiamato ItaGlia. Un posto di prestigio lo si trova sempre per chi ha svolto grandi servigi al Paese. Lo vediamo anche da noi con i sindacalisti al parlamento e al governo, con i palamari, con i figli dei giornalisti di TelePD, con i giudici costituzionali, con i rampolli dei big economici e via discorrendo, tutti quanti, il caso vuole ma è solo dissimulazione, per la quasi totalità approdano nel PD.
Il metodo legislativo è il seguente: Si vara un provvedimento dove all’interno coesistono due sotto- provvedimenti che mal si coniugano tra loro, come ad esempio dare soldi ai ricchi in difficoltà per sostenere l’occupazione e dare soldi e cibo ai bambini che vivono di stenti. Chi non lo vota verrà additato come colui che egoisticamente se ne frega dei bambini che vivono di stenti.

Lo abbiamo visto all’epoca con il varo del provvedimento sulla rivalutazione del capitale della Banca d’Italia (caso unico al mondo in cui la rivalutazione del capitale non è in capo agli azionisti ma allo Stato dopo che la BdI era stata privatizzata. Si noti!) con diversi miliardi regalati agli azionisti al cui interno c’era anche l’abrogazione dell’IMU sulla prima casa. Il M5S si oppose, e per questo venne additato come la forza politica che non voleva abrogare l’IMU sulla prima casa. Capito? Questo è il metodo applicato e tale vale anche al contrario, ossia scindere un provvedimento elettoralmente indigesto e rischioso, in due provvedimenti solo apparentemente slegati tra di loro.

Orbene, Il M5S si dice essere sempre stato a favore dell’abbassamento dell’età per godere del diritto di voto, il PD idem.
Condividono le mire sullo stesso potenziale bacino di voto, quello dei 16enni ma con motivazioni differenti.

Il M5S sta cercando di allearsi con i Verdi in €uropa rivendicando di essere da sempre e in tempi non sospetti ecologista quando predicava il chilometro zero e le nuove tecnologie eco-compatibili, quindi spera di cavalcare il Gretinismo diffuso che sta dilagando contro ogni logica, senso e ragione, tra i minorenni e/o i più giovani, vittime di questa campagna ossessiva a tutto campo che premia i partiti Verdi, come abbiamo visto alle scorse €uropee, e contagiato anche la conservatrice Austria alle recenti politiche con l’exploit dei Verdi.
Il PD invece punta al bacino degli immigrati e il voto ai 16enni è una ghiotta occasione. Questo è ciò che li accomuna.
Il voto ai 16enni chiaramente ha per destinatari solamente i cittadini italiani, quindi gli immigrati sarebbero esclusi se non in possesso della cittadinanza italiana, che come noto possono attualmente richiedere una volta raggiunta la maggiore età, ossia i 18 anni, quindi richiedere l’abbassamento della maggiore età a 16 anni non li favorirebbe.
Esisterebbe un provvedimento unico che metterebbe d’accordo M5S e PD e che in un sol colpo renderebbe possibile agli immigrati di votare già a 16 anni:
si chiama IUS SOLI abbassando contestualmente la maggiore età a 16 anni.
Ma chiaramente parlare di IUS SOLI oggi, in questo momento, significherebbe perdere ulteriori consensi sia tra le fila del M5S che del PD, che difficilmente verrebbero compensati dal voto dei 16enni, inoltre sarebbe un favore politico ed elettorale a Salvini.
Ecco che allora bisogna dissimulare lo IUS SOLI, bisogna farlo passare con un altro nome perché ormai troppo sputtanato tra il popolame; serve spacchettarlo in due provvedimenti apparentemente scollegati tra loro e tali a fronte dei quali nessuno si opporrebbe per ragioni di civiltà e diritto, comunque presentati a distanza di tempo l’uno dall’altro per evitare di suscitare qualche sospetto. Cosicché lo IUS SOLI spacchettato sarà: Per iniziare Diritto di voto ai 16enni proposto dal M5S e riversato ai soli possessori di cittadinanza italiana per evitare qualsiasi strumentalizzazione, dopodiché tra qualche tempo, verrà presentato lo IUS CULTURAE ossia il riconoscimento della cittadinanza italiana ai minori immigrati che non la possiedono, se hanno completato il percorso scolastico obbligatorio, che il caso vuole, termini proprio poco prima dei 16 anni.
Ed ecco qui! Di fatto vi avranno rifilato lo IUS SOLI a tutti gli effetti, votano i minorenni italiani, votano gli immigrati minorenni trasformati in italiani benché non vi sia alcuna traccia dell’impresentabile IUS SOLI che a quel punto sparirà dalla scena politica per sempre, non essendoci più la necessità di evocarlo in quanto realizzato dissimulato dietro due provvedimenti distinti.
Capito cosa ha proposto in realtà Letta e perché si siano buttati a capofitto? Questa è l’ideona di Letta abbracciata dal governo dei traditori dei Babaciu e dei Bibbianesi.

Questo dimostra quel che ho sempre sostenuto: La politica è metodo prima ancora che idee, il metodo è importante ancor più delle idee, perché con il metodo è possibile far passare e far accettare quel che con la forza delle idee non si riuscirebbe a far accettare se non pagandone un alto costo elettorale.

Del resto anche il fascismo è metodo, non esiste un’ideologia fascista o nazista o anche la stessa democrazia, perché è il metodo che fa la differenza: anche una democrazia, se applicata con metodo fascista o nazista non sarebbe più una democrazia, ma una dittatura pur formalmente conservando i crismi e la struttura tipica della democrazia.

Ricordate: Metodo. Ricordate anche che dovete riconoscere il Metodo adottato da ognuno di Loro, tenendo sempre a mente che avete a che fare con gli affiliati alle OCP. Dopodiché tutto vi apparirà più chiaro e semplice da capire.

Eugenio Bongiorno