Come più volte scritto su OZ, continua la scarsità di materie prime ed energia. Forse quest’anno leggeremo qualche analista in più parlare del picco del petrolio.
Credo che la crisi economica si aggraverà perché con l’aumento dei prezzi dell’energia molte fabbriche chiuderanno o sospenderanno la produzione (in Italia dubito si trovino i fondi per la cassa integrazione usata in modo folle durante il 2020-2021 per la pandemia).

Al momento non prevedo tempeste petrolifere, è salito fino a 85 dollari al barile nel 2021 ma poi è sceso. Qualcuno mi suggerisce che al momento non ci sono grossi investimenti per cercare nuovi campi petroliferi.

Perché calano gli investimenti nel petrolifero?
Semplicissimo, i grossi investimenti saranno dirottati altrove, in molti sanno che è l’ora di tornare a investire nel nucleare per mantenere stabile la fornitura di energia elettrica, servono ingenti investimenti per cambiare l’opinione pubblica a livello mondiale, costruire le centrali, attivarle e solo così si può arrivare alla fantomatica transizione green tanto auspicata nel mondo occidentale.
Vediamo se in tale ottica arrivano però i small modular reactors che potrebbero essere un buon compromesso per moltissime nazioni. Nuove centrali + small modular reactors in modo bilanciato. Ma questa è una previsione per il futuro e non per il 2022.

La crisi energetica è ora ed è molto forte, manca il gas e quindi prosegue l’aumento dei prezzi dell’elettricità. Il peso della transizione energetica che spinge solo sul modello dell’elettricità rinnovabile è opprimente, rischiamo freddo, buio e fallimenti aziende a ogni livello. Questa NON è una previsione, è un dato di fatto che negli articoli di fine anno 2021 ho scritto sul blog. Diventate prepper…
Il covid sarà un lontano pallido ricordo di cui più nulla vi interesserà, perché non arriva gas. E ricordatevi che vi diranno che è colpa dei kattifi russi, perché “ha stato putin” se la berranno tutti, del resto si sono bevuti anche la salvezza vaccinatoria, figuratevi se non credono a tutto il resto…. quando funziona la rete elettrica, la massa ascolta i soliti media.
Nessuno ha mai abbandonato la nave dei pazzi, ricordatelo!

Capitolo disordini: ne prevedo tanti, io da donna LIBERA so che sono contro producenti, chi si prepara lo fa per se stesso e la propria famiglia, state lontani dai disordini e comportatevi da veri Fratelli Giardinieri. In tempi duri ci si prepara e i disordini a noi non interessano nel modo più assoluto.

Ripassatevi qualche lettura di medicina classica e capirete che il covid prenderà (anche se chimera) il suo processo naturale di adattamento al suo nuovo ospite umano, diventerà una malattia endemica contagiosa ma meno pericolosa: i virus si adattano per vivere e non per sterminare. Nessun virus sopravvive se non si adatta, muta per convivere.
Vorrebbero friggerci fino al 2023 col mantra vax=salvezza, ma avanzano altri problemi e nessuno si curerà più di tali problemi. A parte i danneggiati da vaccino.

I problemi della catena di approvvigionamento diventeranno enormi, persisteranno per quasi tutte le materie prime. Fertilizzanti, rame, acciaio, alluminio, terre rare e uranio, diventeranno il focus di molte riunioni internazionali. Ma la realtà 2022 sarà drammatica, sarà tempestata di fallimenti di aziende e di interi settori in alcuni paesi.
Alcuni analisti affermano che tale catena porterà alla caduta del prezzo delle materie prime coinvolte, ma l’impatto economico sociale sarà peggio di uno tsunami. Se si blocca l’agricoltura altro che covid!

Qualche analista afferma che nel settore petrolifero c’è un forte disinvestimento, e potrebbero esserci una forte oscillazione nel 2022, con due picchi di prezzo: il primo all’inizio dell’anno, prima della primavera, e il secondo nella seconda metà dell’anno. Questi picchi porterebbero il prezzo del barile fino a 100 dollari, ma probabilmente non molto di più.
Ricordiamoci che attualmente c’è un calo della produzione di diesel, ma il diesel non è sostituibile nel settore dei trasporti, quindi vi troverete davanti con una logistica che impone alti costi dei trasporti e la solita manfrina assurda della necessità di “decarbonizzare i trasporti”. Tutto questo dopo aver per anni distrutto il settore logistico in mille modi. E dopo aver demonizzato le scorte di magazzino per venti anni.

Crisi del gas: Le difficoltà con l’approvvigionamento globale di gas temo che aumenteranno, alcuni indicano che la produzione globale di gas è già molto vicina ai valori massimi che può raggiungere: ovvero stiamo piccando anche con il gas. Quindi in Europa mancherà la produzione di energia, impatto sull’industria ad alta intensità di calore, sull’industria chimica e la produzione di fertilizzanti.

Blackout e crisi dell’elettricità: i prezzi dell’elettricità in Europa rimarranno e diventeranno carissimi e ci saranno interruzioni temporanee di corrente. Si risolve a primavera la situazione, ma i prezzi rimarranno folli per tutto l’anno. Il momento prepper poi arriva con l’inverno 2002, forse dovremo prepararci a costanti interruzioni di corrente intermittenti e le restrizioni d’uso. PS: volete ancora davvero l’auto elettrica?

Crisi economica immane per il 2022. Credo che abbia proporzioni bibliche e ovviamente alta inflazione, quindi disoccupazione e forte movimento sociale. Perché la crisi alimentare (legata agli alti costi dei trasporti e del diesel) porteranno a un mancato lavoro agricolo, a un susseguente scarso raccolto di cereali invernali a causa della carenza di fertilizzanti che ha caratterizzato la seconda metà del 2021. Quindi in Europa molti alimenti di base moltiplicheranno il loro prezzo di base, altrove ci sarà una carenza alimentare diretta. E la prevedo già per fine primavera ed estate 2022.

Vivremo non un 2022 di covid, ma di rivolte diffuse determinate dai problemi di approvvigionamento alimentare e dalla mancanza di reddito determinata dalla crisi economica globale. Quindi grandi rivolte e crisi umanitarie.

E come mi hanno insegnato i miei amici di https://www.attivitasolare.com/ l’emergenza climatica non si fermerà, perché il pianeta si sta raffreddando.

L’instabilità europea prenderà maggior corpo quest’anno, molte nazioni dell’Est Europa prenderanno una forte connotazione nazionalista ed entreranno in competizione a causa delle scarse risorse.

La Vostra Cassandra Alessia C. F. (ALKA)