La lotta affinché Donald Trump non venga rieletto come Potus è entrata nella sua fase decisiva, varcando purtroppo la soglia della violenza. I caotici eventi negli Stati Uniti di questi giorni non sono la banale e super sfruttata guerra razziale tra bianchi e afroamericani, anche se è quello che vogliono far passare i media. La verità è molto diversa, semmai è una vera lotta tra sinistra e borghesia.

Spicca in questa campagna elettorale – che oltre ogni evidenza nega il BidenGate – l’attacco dei social media contro Trump per costringerlo a lasciare il suo incarico.

Ricapitoliamo, il 25 maggio 2020 un uomo di colore è stato ucciso a Minneapolis in seguito a un’operazione della polizia. Chi era costui?

  • George Floyd aveva una fedina penale lunga
  • era un criminale abituale conosciuto dalla polizia
  • era un abituale consumatore di droga

La morte di Floyd è sì collegata a un intervento di polizia, ma dai brevi video non è possibile ricostruire tutta la scena dell’arresto, come e perché il poliziotto sia arrivato ad inginocchiarsi sull’uomo, perché l’incidente si sia svolto accanto all’auto della polizia, non si comprende se ci sia stato un tentativo di fuga dall’auto della polizia dopo un arresto. Rimangono aperti molti interrogativi.

Occasione ed opportunità: la morte di Floyd ha scatenato una rivolta nazionale, anche questa volta è una gradita opportunità cavalcata dai Dem. La morte di George Floyd è l’evento “gradito” per scatenare un qualcosa che comunque era stato pianificato da tempo.

  • Quando e dove è cominciata la violenza?
  • chi l’ha innescata e chi vi ha partecipato?
  • chi sono questi antifa, di cui si parla ormai ovunque?

I disordini negli USA sono scoppiati ovunque, fino ad arrivare a dichiarare lo stato di emergenza in almeno dieci stati e il coprifuoco in alcune città, questo indica un clima di violenza generale in tutti gli Stati Uniti. Ma dai video pubblicati non sembra una rivolta nera, le persone che hanno partecipato sono di più etnie. Una massa molto variegata, non è la rivolta di una minoranza oppressa, siamo davanti a un attacco completamente diverso, si vedono circolare molti antifa che incitano persone che non hanno comunque nulla da perdere. Il principale campo di battaglia dell’antifa prima era il campus del college e l’università, ora sono scesi in strada e manifestano contro i politici indesiderati, hanno introdotto la violenza nel Paese. Le attività dell’antifa sono tante negli USA, queste sono state rese possibili solo perché possono contare su un ampio campo di sostegno che proviene da ambienti consolidati e benestanti. I recenti scoppi di violenza si sono presto trasformati nel nuovo campo di battaglia tra repubblicani e democratici. Una sommossa in piena campagna elettorale: è uno dei tanti metodi che i Dem usano per impedire la rielezione di Donald Trump.

Dal marzo 2020 l’epidemia ha scatenato un gigantesco collasso economico negli Stati Uniti, questa onda è ovviamente cavalcata dagli oppositori di Trump. Molti giornalisti affermano che saranno i dati economici a decidere la prossima campagna elettorale presidenziale. La missione di Trump è di rafforzare la fiducia in una ripresa economica, perché i suoi avversari Democratici non hanno un leader che “trasuda trasparenza”.

Dallo scoppio della violenza girano già le prime accuse – piuttosto concrete – contro i leader democratici che avrebbero utilizzato denaro e logistica per rendere possibile la rivolta, avrebbero utilizzato gli antifa per portarla avanti.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Ezechiele 25:17 - "Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te."Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità. SEMPRE COMUNQUE OVUNQUE ALESSIA C. F. (ALKA)