Ritorno per la terza volta sull’argomento armi inviate a Kiev che spariscono nel nulla. Avevo già parlato delle prime crepe nel rapporto Biden-Zelensky e di quanto influisse la corruzione in Ucraina e la rivendita delle armi. Circa a metà luglio poi riportai l’intervista di Aiden Aslin, il quale spiegava che le armi fornite dall’Occidente all’Ucraina vengono consegnate ai curdi dell’YPG, dove vengono utilizzate contro la Turchia.
Pare ora che gli USA abbiano misteriosamente capito che la maggior parte delle armi consegnate a Kiev scompaiono in un “buco nero” perché non esiste un meccanismo di controllo funzionante. L’Europol ha avvertito da tempo che alcune delle armi, tra cui i missili anticarro e antiaerei Stinger, potrebbero finire sul mercato nero europeo e cadere nelle mani di terroristi islamici o della criminalità organizzata.

In molti in Ucraina guadagnano vendendo le armi ricevute dall’occidente, tanto che Kiev si è espressa contro i meccanismi di controllo perché ritarderebbero presumibilmente le consegne di armi. La cosa inizia a diventare nota, tanto che la CBS ha annunciato un documentario sull’argomento, lo ha anche riferito la TASS:
<<La maggior parte degli aiuti militari occidentali all’Ucraina non arriva a destinazione. Kiev riceve il 30-40% delle armi, riferisce il canale televisivo CBS.
La maggior parte degli aiuti militari inviati dai Paesi occidentali alle forze armate ucraine non arriva a destinazione nel Paese. Queste stime provengono da un documentario realizzato da giornalisti del canale televisivo statunitense CBS, che sarà trasmesso domenica. Alcuni estratti sono stati pubblicati questa settimana sul sito web del canale.
“La maggior parte di queste armi e beni militari arriva al confine polacco, dove gli Stati Uniti e gli alleati della NATO li consegnano rapidamente <…> ai funzionari ucraini. Questo pone fine al controllo degli Stati Uniti”, ha dichiarato l’emittente.
“Tutto arriva attraverso il confine, poi succede qualcosa e solo il 30% circa arriva a destinazione”, ha dichiarato ad aprile Jonas Ohman, capo dell’organizzazione non governativa Blue-Yellow con sede in Lituania, che si occupa del trasferimento degli aiuti militari all’Ucraina. “Secondo le mie stime, si tratta del 30-40%”, ha aggiunto.
“Ci sono persone potenti, oligarchi, figure politiche”, ha spiegato Ohman, riferendosi alla corruzione in Ucraina. Ha osservato che nelle strutture di potere ucraine “c’è una lotta per il potere che dura tutto il giorno”.
Il mercenario statunitense Andy Milburn, che in passato ha prestato servizio nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti e ora addestra le forze armate ucraine, ha anche affermato che è improbabile che gli aiuti militari raggiungano pienamente i loro destinatari nel Paese senza la supervisione di Washington. “Posso dirvi che le unità in prima linea non stanno indubbiamente ricevendo tutto questo”, ha aggiunto il mercenario, riferendosi a droni, granate Switchblade, giubbotti antiproiettile e altri articoli forniti dai Paesi occidentali.
Il film cita Donatella Rovera dell’organizzazione per i diritti umani Amnesty International, che raccoglie dati sulle violazioni dei diritti umani in Ucraina. Ha sottolineato che le armi fornite dai Paesi occidentali alle forze di sicurezza in Iraq e Afghanistan spesso non le hanno raggiunte, ma sono finite nelle mani degli estremisti. “Per evitarlo, abbiamo bisogno di meccanismi di controllo”, ha detto.
L’operazione della Russia e le mosse dell’Occidente
Il 30 aprile, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Xinhua, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che i Paesi della NATO faranno di tutto per ostacolare la Russia nel portare avanti l’operazione militare in Ucraina attraverso accordi politici. Il ministro degli Esteri ha affermato che all’Ucraina viene consegnato un flusso infinito di armi varie. Secondo lui, tutto questo viene fatto con il pretesto di “combattere l’invasione”, mentre in realtà gli Stati Uniti e l’Unione Europea intendono combattere la Russia “fino all’ultimo ucraino” e sono completamente indifferenti al destino dell’Ucraina come soggetto indipendente nelle relazioni internazionali.
In precedenza, Lavrov e altri funzionari russi avevano anche sottolineato il pericolo che le armi fornite dall’Occidente all’Ucraina raggiungessero altre regioni. L’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov ha ripetutamente avvertito che la militarizzazione dell’Ucraina da parte dell’Occidente rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza europea e globale. Mosca invita i sostenitori del regime di Kiev a smettere di incoraggiare lo spargimento di sangue in Ucraina e a considerare seriamente le conseguenze delle loro azioni, ha dichiarato il diplomatico, riferendosi alle forniture di armi dell’Occidente a Kiev.
Il 24 febbraio, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l’operazione militare dopo la richiesta di sostegno da parte dei capi delle repubbliche del Donbass. Ha sottolineato che i piani di Mosca non prevedono l’occupazione dei territori ucraini, ma mirano a smilitarizzare e denazificare il Paese. In risposta alla decisione della Russia, l’Occidente ha iniziato a imporre gradualmente numerose sanzioni globali contro il Paese. Allo stesso tempo, gli Stati occidentali hanno iniziato a rifornire Kiev di armi ed equipaggiamenti militari per un valore di miliardi di dollari. Alcuni politici occidentali hanno ammesso che si tratta essenzialmente di una guerra economica contro la Russia.>>

Questa enorme quantità di armi prima o poi riemerge.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.