Open Society si trasferisce a Berlino, aprirà i propri uffici a Potsdamer Platz. Tutto questo mentre in Germania tira grossa aria di incertezza a seguito del risultato delle elezioni regionali in Baviera e in Assia. Il quadro politico tedesco è stravolto e in questo frangente Soros fa trasferire la sede della sua organizzazione umanitaria da Budapest a Berlino.

Attualmente il Parlamento Europeo controlla Ungheria e Polonia (su consiglio diretto di Soros), considerate “poco democratiche”.

In Italia del resto gli abbiamo permesso – per moltissimo tempo e senza mai controllare nulla – di sostenere le sue varie ONG (finanziate da lui stesso), che hanno contribuito a fare sbarcare migliaia di migranti africani sulle coste italiane.

Dunque Open Society sbarca in Germania nel complicato governo Merkel. La decisione di trasferirsi in Germania risulta naturale, questa Nazione ha accolto un milione di siriani.

Ma ai tedeschi questa decisione non è piaciuta, molti chiedono maggiore controllo dell’immigrazione. Dopo Chemnitz molti tedeschi iniziano a sbandierare il malumore e si stanno aprendo grossi dibattiti sulla immigrazione. Rimane sempre una corposa parte della popolazione tedesca che si dichiara a favore dell’accoglienza. Quindi – in questo contesto – il trasferimento di Open Society a Berlino dimostra la volontà di Soros di imporre il solito movimento culturale che depone a favore della società multiculturale.

Approda in un momento dove è sempre più forte la critica nei confronti delle politiche immigratorie di Merkel. Berlino è sempre più teatro di cortei e manifestazioni, gli animi sono esacerbati, aumentano le tensioni interne tra i pro-immigrazione e la sempre maggiore fetta di cittadini impoveriti dalle politiche neoliberiste.

In questo bel minestrone Open Society giocherà un ruolo importante, di sicuro appoggerà Friedrich Merz: probabile successore di Merkel e attuale presidente di BlackRock per la filiale tedesca, una figura che proviene dal mondo della finanza e che ascolterà i preziosi consigli di Soros.

Le disparità economiche aumentano in Germania, si avvicinano le elezioni europee e Soros ha spostato la sua base operativa a Berlino: perfect timing.

https://www.huffingtonpost.it/2017/05/03/che-ci-fa-soros-a-palazzo-chigi-da-gentiloni_a_22067575/

http://www.spiegel.de/lebenundlernen/uni/rechte-an-hochschulen-warum-deutschen-unis-das-engagement-schwerfaellt-a-1224632.html

http://www.spiegel.de/politik/deutschland/unteilbar-demonstration-berlin-erwartet-den-hoehepunkt-des-protestsommers-a-1232996.html

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.