Steve Keen per zerohedge.com

Tradotto da “ what you see is a fraud “

Ero in procinto di prendermi di un po’ di relax con la famiglia e gli amici a Sydney per capodanno,  quando Phil  Dobbie ha rovinato tutto con questo Tweet :

Phil Dobbie: “mi meraviglierei se i Greci la vedessero in questa maniera”

Jean-Claude Juncker:  “Per venti anni , l’euro ha dispensato prosperità e protezione ai nostri cittadini. E’ diventato un simbolo di unità, sovranità e stabilità”

Avevo dimenticato che era il ventesimo anniversario dell’introduzione dell’Euro . 

Ma i burocrati di Brussels non lo avevano scordato . 

Alcune ore prima dell’inizio del nuovo anno, Juncker e soci pubblicarono un documento che promuoveva le virtù dell’Euro.  Virtù come “Unità, sovranità, stabilità, prosperità. 

In qualità di uno degli unici firmatari del trattato di Maastricht ancora in attività, ricordo gli importanti e accesi negoziati sul varo dell’Unione Economica e Monetaria. Dopo 20 anni sono convinto si sia trattata della più importante firma io abbia mai posto. L’euro è diventato un simbolo di unità, sovranità e stabilità. Ha dispensato prosperità e protezione ai nostri cittadini e dobbiamo assicurarci che continui a farlo.”

Beh! alla faccia del nuovo anno! Con questo tweet, la UE ha messo il 2019 su un binario persino peggiore del 2018. Usare ciascuna di quelle parole per descrivere l’Euro – a parte forse “Unità”, da quando la stessa moneta viene usata dalla maggior parte dell’Europa continentale – é una distorsione dei fatti che anche Donald Trump esiterebbe a fare.

Sovranità?  Dillo ai Greci , agli italiani o ai francesi, che hanno subito l’annullamento delle loro politiche nazionali economiche da parte di Brussels .

Stabilità? La crescita economica é stata molto più instabile sotto l’euro che prima, e l’Europa oggi é piena di instabilità politica che può essere ricondotta direttamente a quella specie di camicia di forza che l’Euro e il trattato di Maastricht imposero. 

Prosperità?  Aggiungiamo un po’ di fatti alla gaffe di Juncker.

Comincerò con il punto di Phil sulla Grecia. Il GDP della Grecia e’ precipitato sotto i livelli di grande depressione da quando l’Eurozona ha imposto le sue politiche di austerità. E il GDP di oggi e’ piu’ del 25% sotto il picco massimo . 

Naturalmente su questo fatto si potrebbero biasimare gli stessi greci, perciò guardiamo e paragoniamo la crescita economica dell’intera eurozona agli USA (meno l’Irlanda e il Lussemburgo,  poiché nel primo caso i dati sono pesantemente distorti dalle revisioni dei dati stessi e nel secondo siamo in presenza di dati molto volatili e trattandosi di un paese di solo 600 mila persone, si puo’ ignorare). 

Prima dell’Euro la crescita economica era in media 2.5 % l’anno, contro 2.4 % negli USA . 

Dopo l’Euro ma prima della Crisi Finanziaria Globale, la crescita in media era del 2.6% con un miglioramento dello 0.1% sopra i livelli pre Euro, ma la crescita USA aumento’ al 2.7%,  in altri termini, l’Eurozona  scese rispetto agli USA . Quindi il piccolo miglioramento della crescita dell’ Europa puo’ essere dovuto a fattori non dipendenti dallo stesso euro. E il suo miglioramento fù sostanzialmente minore rispetto agli USA . 

Il crudo paragone favorisce immeritatamente ancora l’Eurozona, perchè la maggior parte dell’alta crescita tra l’inizo dell’Euro e la crisi beneficia della crescita fittizia di Spagna e Grecia. Se si tiene conto del peso della popolazione risulterebbero anche peggiori .

Ma il paragone reale e’ con la crescita dopo la crisi. La crescita media post crisi degli USA e’ stata un anemico 1.4% ma questo risulta positivamente dinamico paragonato alla crescita dell’intera EU dello 0.2%. L’Europa é in stato di stagnazione economica da oltre un decennio, grazie all’Euro e alle politiche di austerità che sono inseparabili da esso, cortesia del trattato di Maastricht che Juncker e’ orgoglioso di aver firmato .  

In realtà, l’euro ha portato poca crescita, instabilità economica, e conflittualità politica in Europa. E ancora i leaders irresponsabili pretendono che il risultato sia positivo, quando cittadini normali in Europa indossano i gilet gialli e si lamentano della loro situazione . 

Come Winne Godley argomentò così eloquentemente quando il trattato di Maastricht fù firmato nel 1992, le restrizioni che avrebbe imposto in futuro all’Europa avrebbe condotto al suo impoverimento, non alla sua prosperità. 

Maastricht e tutto il resto 

Wynne Godley

Tanta gente in tutta l’Europa ha improvvisamente concluso di non sapere molto del Trattato di Maastricht, e allo stesso tempo ha capito che potrebbe fare molta differenza nella loro vita. Questo senso legittimo di ansieta’ ha indotto Jacques Delors a dichiarare che i punti di vista dei normali cittadini, in futuro, devono essere presi in considerazione. Ma di questo avrebbero dovuto pensarci prima. 

Godley prescientemente concluse che :

Se un paese o una regione non ha il potere di svalutare, e se non beneficia di un sistema di perequazione fiscale, allora non c’e’ niente che possa fermare il soffrire un processo di declino crescente e terminale che, alla fine condurrà all’emigrazione come alternativa alla povertà e alla fame. ( Winne Godley 1992 )

Se queste menzogne concordate dai boss della Eurozona – mi rifiuto di chiamarli “leader“ perche’ questo termine suggerisce che essi possono essere rimossi – é il meglio che possono fare, allora il 2019 sarà politicamente instabile proprio come il 2018 .