“A che serve leggere se si rimane in silenzio?
Che giova a voi ascoltare, se io non spiego? Ma che giova spiegare se non è possibile capire? Siccome, però, sono convinto che tra voi ci sono alcuni che non solo possono capire le mie spiegazioni, ma sono in grado d’intendere anche prima che io spieghi, non voglio privare della mia parola questi che sono in grado d’intendere, per il solo fatto che temo di parlare inutilmente per quelli che non riescono a capire.”
Agostino – Commento al Vangelo di Giovanni

Boanerges, Voce del tuono, così Cristo chiamava Giovanni perché in lui si manifestavano sia la potenza che l’autorità della Dignità Regale che la Sacerdotale ribadite nel suo Vangelo e nell’Apocalisse (ἀποκάλυψις); egli sarebbe stata la Voce che avrebbe parlato solo a coloro che avrebbero scelto la luce del cuore invece che le tenebre dell’ignavia1.

I due corpi Regale e Sacerdotale di Gesù, secondo l’Ordine di Melchisedech, si trovarono congiunti nell’Apostolo più iniziato, colui che seppe ascoltare la Voce del Cuore di Cristo che rivelava i segreti celati nelle parabole pubbliche ma anche nei discorsi agli apostoli, creando un cerchio sempre più ristretto di persone al corrente dei pensieri e delle parole celate e non riferite dal Risorto. Giovanni sotto la Croce non rappresenta, nel modo in cui, in maniera inesatta, l’ermeneutica moderna lo presenta, come rappresentante dell’umanità, perché se così fosse non esisterebbe nel mondo l’inimicizia perché Cristo-Dio avrebbe donato l’iniziazione dell’Amore unificatore a tutti2. Giovanni rappresenta sé stesso e la sua investitura regale e sacerdotale ricevuta sotto la croce; egli è l’Erede vero di Cristo.

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla Madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. (Giovanni 19,25-27)

In questa frase è racchiusa la promessa e la visione che emerge sulla natura iniziatica di cui Giovanni è parte attiva. Se la visione è Cristocentrica, dalla Croce la donazione della Madre al Prediletto crea allora una visione Giovanneo-centrica che rende più perfetta l’armonia del patto di amicizia iniziatica tra Cristo e Giovanni. Cristo procede dalla Croce con parole rivolte sia alla Madre che verso il discepolo investendolo di una autorità attraverso il legame con Maria SS. che diviene Madre del Prediletto.

Vi sono sette immagini:

  1. Cristo morente sulla Croce
  2. Cristo dona alla Madre, Giovanni come suo figlio (quindi Giovanni diviene fratello di Cristo ma anche Suo Erede)
  3. Giovanni la prende con sé. Maria diviene la Madre putativa dell’erede.
  4. Le altre donne sono le testimoni dell’eredità e delle parole di Cristo a Giovanni.
  5. Il Prediletto piange la sofferenza del Figlio di Dio.
  6. Giovanni diventa fratello di Cristo ma anche figlio perché Cristo è Volto del Padre3
  7. Nella fratellanza Cristo-Giovanni quest’ultimo eredita la posizione del Nuovo Patto di Amicizia siglato nel passaggio del Figlio di Dio, Logos Divino, della Sua Regalità e Sacerdotalità secondo l’ordine di Melchisedech.

Si può notare anche qui una circolarità giovannea: come Cristo ebbe Giuseppe come Padre Putativo, Giovanni ebbe allo stesso tempo la Madre di Gesù nella stessa funzione.

Il Vangelo di Giovanni è dedicato per metà proprio all’ora finale di Cristo dove tutto si compie ma tutto rinasce attraverso il Nuovo Consolatore che sarebbe rimasto sulla Terra per insegnare dopo la Resurrezione e l’Ascensione in Cielo di Gesù4.

“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.” Giovanni 15-18

Nella comunità cristiana tutti sono uguali e allo stesso tempo tutta la struttura della comunità è gerarchica. Intorno al Cristo ci sono alcuni circoli concentrici che conoscono più e più profondamente, a misura che si restringono. Partendo dall’esterno ci sono “le masse del popolo”; poi l’entourage del Cristo; poi i discepoli e seguaci segreti come Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea, Lazzaro e le sorelle, le donne che seguivano Cristo, ecc.; poi ancora gli eletti, “i settanta”, poi “i dodici”, poi “i tre”, cioè Pietro, Giacomo e Giovanni, infine “uno che il Signore amava” (Gv. 13, 23; 19, 26; 20, 2; 21, 7, 20). Occorre ancora ricordare la predicazione per parabole, la scelta dei testimoni, la spiegazione delle parabole in privato? “I suoi discepoli poi lo interrogavano sul significato di quella parabola. Egli disse: “A voi è stato dato di conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri sono proposti in parabole, affinché vedano senza vedere e ascoltino senza ascoltare”” (Lc. 8, 9-10).

Pavel Florenskij – La colonna ed il fondamento della Verità – Capitolo “l’amicizia”.

«Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte» (la tradizione ha precisato che si trattava del Tabor). «E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». Una variante dice: «come la neve» (Mt 17,1-2). Luca precisa: «candida e sfolgorante» (9,29).

“Quanto a coloro che hanno ricevuto la pace per annunciarla al popolo, essi hanno contemplato la Sapienza stessa, per quanto almeno è concesso al cuore dell’uomo di raggiungere ciò che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrò in cuore di uomo. Ma se questa sapienza mai entrò in cuore di uomo, come poté raggiungere il cuore di Giovanni? Forse che Giovanni non era un uomo? Oppure diremo, non che la Sapienza raggiunse il cuore di Giovanni, ma che fu il cuore di Giovanni a raggiungerla? Ciò che infatti sale al cuore dell’uomo, è più in basso rispetto all’uomo, mentre ciò a cui il cuore dell’uomo si eleva è all’uomo superiore. Credo, o fratelli, che possiamo esprimerci anche in questo modo: che salì nel cuore di Giovanni, in quanto egli stesso non era uomo. Ma che cosa vuol dire “non era un uomo”? In quanto, cioè, egli aveva incominciato ad essere Angelo; poiché tutti i santi sono Angeli, in quanto sono Messaggeri di Dio… Non potete farvi un’idea di ciò che esso superò, se non considerate a quale altezza è giunto. Pensi al cielo e alla terra? Sono stati fatti. Pensi alle cose che sono in cielo e sulla terra? A maggior ragione, anch’esse sono state fatte. Pensi alle creature spirituali, agli Angeli, agli Arcangeli, ai Troni, alle Dominazioni, alle Potenze, ai Principati? Sono tutti esseri creati. Il Salmo, infatti, dopo aver enumerato tutte queste cose, così conclude: Egli disse e furono fatte, egli ordinò e furono create (Sal 148, 5). Ora, se disse e furono fatte, è per mezzo del Verbo che furono fatte; e se tutto fu fatto per mezzo del Verbo, la mente di Giovanni non avrebbe potuto raggiungere quel vertiginoso mistero che egli rivela proclamando: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio, se non si fosse elevato al di sopra di tutte le cose che per mezzo del Verbo furono fatte.”

Sant’Agostino. “Commento al Vangelo di San Giovanni”

Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Gv 21,22

Se lo spirito di Giovanni deve rimanere sulla terra ciò indica che deva tenere in vita la sua Fratellanza Regale con il Cristo pertanto la Sua Eredità.

Se esiste un’eredità, esiste anche un erede che è colui che è stato sotto la Croce: l’Apostolo Prediletto. Pietro al contrario non ha investitura regale ma solo Sacerdotale validata solo dal “TU SEGUIMI” che significa non distrarti con le cose, le idee ed i dialoghi col mondo segui Me che Sono Via, Verità e Vita.

“Io sono la Via e la Verità e la Vita”, risponde Gesù. Solo chi ripone fede in lui, accetta i suoi insegnamenti e imita il suo esempio può entrare nella dimora celeste di suo Padre. Infatti Gesù aggiunge: “Nessuno arriva al Padre se non tramite me” (Giovanni 14:6).

Solo il Prediletto apre la via iniziatica verso la comprensione della Trinità e la visione misterica di alcune attività di Gesù durante la sua vita5.

Infatti Giovanni medesimo ci dice: “Vi sono ancora molte altre cose compiute da Cristo che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere”. ) Gv. 21 20,25) Possiamo pertanto formulare una tesi:

Se il Padre avesse avuto il volto di Melchisedech non avendo genealogia rappresenterebbe il Primo Eone confermato nel Primo Patto di Alleanza con Abramo.

Quando Abram fu di ritorno, dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del re. Intanto Melchisedech, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole: Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici. Abram gli diede la decima di tutto. Genesi (14, 17-20)

 Questo Melchisedech infatti, re di Salem, sacerdote del Dio altissimo, andò incontro ad Abramo mentre ritornava dall’avere sconfitto i re e lo benedisse; 2 a lui Abramo diede la decima di ogni cosa. Anzitutto il suo nome significa «re di giustizia»; poi è anche re di Salem, cioè «re di pace». 3 Egli, senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote per sempre. Ebrei (7-3)

La venuta del Figlio del Padre attraverso la Maternità della Madre rappresenta il Secondo Eone dove Cristo prende su di sé tutti i peccati del mondo per salvare coloro che crederanno in Lui.

Il patto con il Prediletto, Spirito che sarebbe rimasto sulla terra, lo colloca anche come Erede del Cristo pertanto apertura e chiusura di tutti e tre eoni con l’Alfa e l’Omega.

“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Giovanni 1:1, CEI).

Houtos ēn en archè pros ton Theon

Notare la circolarità tipicamente giovannea che, ricapitolando, rappresenta i tre eoni:

In principio era il Verbo – Primo Eone: il Padre – Creazione dell’Universo nel volto Sapienziale di Maria – Melchisedech è senza genealogia ed è Volto del Padre e del Figlio.

Il Verbo era presso Dio – Secondo Eone: il Figlio – Primo Consolatore nella Verginità Sapienziale di Maria e Giuseppe padre putativo, che obbedisce alla coscienza del proprio cuore ricco di bontà, nel prendere la Vergine come Madre del Figlio annunciato da Gabriele.

Il Verbo era Dio – Terzo Eone: Lo Spirito Santo annunciato da Cristo come secondo Consolatore è consolidato da Giovanni medesimo perché usa il verbo greco Houtos che significa Persona/Ipostasi – Giovanni eredita la Regalità di Melchisedech e la Vergine Sapienziale Maria come Madre putativa, ed è la Voce del Tuono (Boanerges) che annuncia il nuovo tempo e la chiusura dei tempi nell’Alfa e Omega (ἐγὼ τὸ Α καὶ τὸ Ω)6. Le tre Ipostasi sono pertanto Persone effettive che si manifestano nei tempi per mantenere l’equilibrio nell’umanità allo scopo di pervenire ad una sempre maggiore comprensione della rivelazione dei Misteri di Dio.

Si tratta di una temporalità circolare perfetta e tipicamente giovannea.

Maria si colloca all’interno delle Tre Ipostasi come Quarta Ipostasi e Volto della Sapienza presente nella Trinità Eonica.

Pietro ha un destino diverso da quello di Giovanni; egli è sempre invitato e richiamato a seguire Cristo e questo gli viene riaffermato e richiesto costantemente, ma quando la chiesa, ovverosia la Sacerdotalità pastorale invecchierà, questa perderà lo slancio creativo verso la Trinità, si incanutirà ed alla fine dovrà andare dove non vorrà.

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».  Gv 21, 15-19

Queste parole “un altro ti porterà dove tu non vuoi” a livello iniziatico potrebbero significare che Pietro seguirà una via diversa da quella di Cristo, per questo vi sono i continui richiami al “TU SEGUIMI”. Ma se Pietro va per le cose del mondo vi è un erede, uno spirito che sarebbe stato sempre sulla Terra a mantenere viva lo Spirito di Verità, vale a dire lo spirito di Giovanni7 che riceve infatti l’investitura Regale e Sacerdotale sotto la Croce e segue la Via di Cristo, non facendosi distrarre dalle cose del mondo, per questo viene rappresentato come un’aquila che guarda fissa il sole della Verità.

Pietro viene crocifisso con la testa orientata verso il basso al contrario del Cristo e simbolicamente questo significa sempre quella tensione alla volontà di potenza e alle cose del mondo ad una visione tellurica che si allontana nei tempi dal «TU SEGUIMI8».

Il Separatore – ilseparatore@protonmail.com – Ilseparatore@yandex.com

  • 1 Il modo con cui Giovanni chiama Gesù esplicitamente «Dio» (l, l e 20,28) è a lui esclusivo e ha un peso particolare, perché costituisce una grande inclusione, illuminante per tutta la narrazione evangelica. «Logos, Verbo, Parola», senza specificazione, è usato solo nel prologo (l, 1. 14) e predica di Gesù la preesistenza e la vita divina in seno al Padre e poi la sua funzione soteriologica. Anche l’allocuzione «lo sono» è indicativa dell’appartenenza di Gesù al mondo divino, specialmente quando è usata nella forma assoluta e non in funzione copula­tiva: (6,20); 8,24.58; 13,19; quando invece è seguita da un predicato (il pane di vita: 6,35.5 1; la luce del mondo: 8,12; 9, 1; la porta: 10,7.9; il buon pastore: 10, 14; la risurrezione e la vita: 11,25 ; la via, la verità e la vita: 14,6; la vite vera: 15, 1), dice in modo solenne ciò che Gesù è per gli uomini, se accettano di credere in lui…Accanto a Gesù è presente la persona dello Spirito. Essa è intimamente unita alla sua missione e ha rapporti con tutti coloro che sono in rapporto con Gesù. Nella sua opera di rivelazione egli ha una presenza misteriosa, richiamata in passi rari ma significativi, e dopo la sua partenza ha una funzione importante nella comunità dei discepoli. Cfr. Opera Giovannea a cura di Giuseppe Ghiberti – Pag. 51/52
  • 2 Il problema della Chiesa di Pietro che al netto della menzogna di essersi proclamata tenutaria del Vicariato di Cristo attraverso il falso della Donazione di Costantino. è che ha anche alterato l’ermeneutica di Giovanni sotto la Croce.
  • 3 Gv. 14,1-12 – In quel tempo, Gesù disse: «1 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? 3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4 E del luogo dove io vado, conoscete la via».
    5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
    8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. 12 In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre
  • 4 Di fronte alla venuta e alla rivelazione di Gesù si dividono i comportamenti e le sorti degli uomini. Ha origine qui il cosiddetto dualismo giovanneo,81 cioè la concezione della realtà divisa in due campi: l) Il primo ha il suo capo in Dio e nel suo inviato Gesù; vi entrano gli uomini che rispondono a Gesù con la fede; il loro comportamento si fa guidare dall’esempio e dal comando di Gesù («amatevi»: 15, 17); la loro sorte è il raggiungimento della vita, la salvezza. 2) Il secondo ha il suo capo nel «principe di questo mondo»; vi entrano gli uomini che rifiutano Gesù; il loro comportamento è «peccato», odio, volontà omicida; la loro sorte è la «condanna». Opera Giovannea di Giuseppe Giberti Pag. 54
  • 5 Solo dal Vangelo di Giovanni veniamo a sapere che Gesù conservò l ‘usanza di recarsi al tempio di Gerusalemme per le grandi feste anche dopo l’inizio della sua predicazione. Proprio a Gerusalemme hanno luogo i dialoghi e i miracoli di Gesù narrati da Giovanni. Il suo Vangelo, quindi, colma una grande lacuna, dovuta al fatto che gli evangelisti sin ottici concentrano l’attenzione sulla Galilea e sulle altre regioni della Palestina, passando sotto silenzio la città più importante del popolo ebraico, centro della sua vita politica e religiosa.
  • Gli evangelisti descrivono Gesù come un uomo che sapeva non solo di dover morire in croce, ma anche che questo sarebbe accaduto a Gerusalemme. Lo spiegava dicendo che «non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme» (Le 13,33). Dietro questa spiegazione, all’apparenza semplice e sbrigativa, c’è tutta la storia del rapporto tra Dio e il popolo di Israele – una storia in cui i profeti occupavano un posto particolare. Cfr. Morte e Resurrezione di Ilario Alfeev – Ed. San Paolo
  • 6 Clemente di Alessandria (II secolo, filosofo e commentatore su informazioni pagane e cristiane) parla della Parola come “l’Alfa e l’Omega di Colui solo la cui fine diventa principio, e finisce di nuovo al principio originario senza alcuna interruzione” (Stromata, iv, 25).
  • 7 Maria è Madre del Verbo, fatto la carne del corpo dell’uomo morente sul Legno della Croce. Il Verbo fatto Carne del Corpo dell’Uomo Figlio guarda Maria e Giovanni dall’Alto della Sua Croce di morte della carne. La Donna Madre è piangente il dolore della carne dell’uomo figlio suo, che muore sulla croce per offrire al suo fedele Giovanni, la Luce del Verbo suo fatto libero nella morte del corpo carne. Giovanni il Prediletto sta piangente il suo Gesù che tanto lo ama e lo chiama: «Figlio!» L’uomo Gesù morente in Croce chiama figlio il Suo prediletto e a lui il Verbo Figlio si dona nell’unità d’Amore della Donna fatta Madre del Verbo di Dio vivente in Giovanni. Il Verbo di Dio Padre, disceso come Figlio della Donna, si è fatto, nel cuore prediletto di Giovanni, figlio dell’Uomo morente sulla Croce e figlio dell’Amore vivente del Cuore della Donna Madre.
    Il cuore del prediletto Giovanni è fatto la Chiesa del Verbo (Parola Figlio) dove stabilmente abita l’amore materno della Donna fatta Madre del prediletto Figlio che è la Chiesa del Verbo dell’Amore vivente. Il dolore dell’Uomo Gesù, sofferente in sua carne di uomo, si trasfigurò in Amore accresciuto per il suo prediletto Giovanni. Gesù, sofferente della Passione della carne inchiodata dagli uomini al maledetto legno, volle trasformare in Bene tutto il male sofferto sul legno della croce dove era appeso per amore degli uomini. L’amore del Prediletto Giovanni ha potuto trasfigurare in Beni dell’Amore tutti i mali fatti all’uomo Gesù dai crudeli uomini che lo inchiodarono al legno della croce. L’amore di Gesù per Giovanni, l’amore di Giovanni per Gesù fu la comunione di bene supremo capace di trasformare in Benedizione piena di Dio Amore tutto il male che era maledizione per gli uomini l’avere ucciso il Figlio di Dio fatto l’uomo. Luigi Gaspari – Giovanni il Prediletto – © CDOLG Via San Felice 91
  • 8 “Non allontanarti da Cristo nato nella carne, per poter giungere a Cristo nato dall’unico Padre, al Verbo che è Dio presso Dio, per mezzo del quale furono fatte tutte le cose: perché luce degli uomini è la vita che è in lui.” Agostino Commento al Vangelo di San Giovanni – Omelia 1