Il Fatto Quotidiano sottolinea la presenza di molte mani tese. Dimentica però un paio di pugni chiusi.

C’era da aspettarselo. Anzi mi meraviglio che non sia successo prima. I ristoratori, almeno una piccola parte rappresentativa comunque della categoria, hanno inscenato una protesta veemente a Montecitorio contro le chiusure dei ristoranti. Dopo un lockdown durissimo l’anno scorso, durato quasi 3 mesi, le riaperture in sicurezza, con diminuzione della capienza consentita, le spese per sanificazioni e protocolli vari, il governo ha deciso che una intera categoria di lavoratori, ormai da ottobre, non potesse più lavorare e guadagnarsi da vivere. In pratica li ha etichettati come gli untori di questa peste (per la verità piuttosto all’acqua di rose) e quindi sono loro, insieme a qualche altra categoria di lavoratori, a sacrificarsi per “il bene comune”. Qualcuno penserà che è giusto tutelare la salute pubblica impedendo che certe attività rimangano aperte, a patto che i lavoratori ricevano il giusto indennizzo. E invece nisba, i famosi ristori del governo Conte, diventati poi “sostegni” con Draghi non coprono nemmeno le spese per le utenze che i titolari di un ristorante sono costretti a pagare anche se rimangono chiusi i loro locali, figuriamoci pagare stipendi e procurare il giusto sostentamento per la vita degli esercenti stessi e le loro famiglie. Come si può vedere, cambiano i nomi delle cose ma in sostanza non cambiano un cazzo, oltre al danno la beffa. Siamo al trollaggio manifesto, alla presa per il culo.

Per questo io personalmente mi meravigliavo della passività di tutte quelle categorie massacrate da provvedimenti senza senso e, soprattutto, senza una strategia valida per poter tenere sotto controllo una pandemia che ha dimostrato la totale impreparazione e la totale incapacità dello Stato, quale che sia il governo che lo guida, limitando il più possibile i danni della “cura”. Hanno subito in silenzio che, pensavo, sarebbe durato in eterno fino alla chiusura totale di una buona parte di queste attività e la totale miseria di centinaia di migliaia di persone. 

Invece ieri un rigurgito di dissenso è improvvisamente esploso. Era comprensibile perché, come canta Gianburrasca

La storia del passato
Ormai ce l’ha insegnato
Che un popolo affamato
Fa la rivoluzion

E se una parte del sonnacchioso e rintronato (dalla propaganda e da decenni di “valium mediatico”) popolo italiano è sceso in piazza vuol dire che il limite è stato raggiunto.

Certo c’è voluto l’interessamento, l’intervento e il coordinamento di quei cattivoni di Casapound (ovvove, ovvove) altrimenti dubito che la manifestazione avrebbe avuto un risalto significativo, difficilmente “il popolo” può inscenare una manifestazione di protesta spontaneamente. Ci vuole sempre qualcuno che coordini, organizzi, metta in campo tutte le tecniche di protesta capaci di attirare l’attenzione. In questa occasione è stata Casapound, mentre, come sostengono alcuni da più parti, avrebbero dovuto essere le organizzazioni di categoria, i sindacati, le forze politiche di sinistra a prendere l’iniziativa. Ma la sinistra è impegnata in ben più importanti lotte tipo la legge Zan, lo ius soli e altre cose indispensabili, soprattutto in questo momento. Purtroppo l’intervento di Casapound ha polarizzato la manifestazione e ha dato la scusa a tutti gli opinionisti radical chic con la bocca piena di caviale, per giudicare la protesta come la solita “gazzarra fascista”. Ecco che una protesta sacrosanta viene smontata dai media e dai benpensanti e le motivazioni che l’hanno indotta, assolutamente condivisibili, passano in secondo piano. Insomma ci voleva la scusa, e il complottista potrebbe dire che la partecipazione di Casapound è stata “favorita” proprio per disinnescare l’ordigno della protesta contro il meraviglioso governo dei miracoli, il governo Draghi che un miracolo lo ha fatto, ha fatto sparire letteralmente l’opposizione!

Se rimarrà un fatto isolato dipende: come dice Borghi su Twitter tutto dipenderà dalla legge di scostamento di bilancio. Se lo scostamento approvato sarà consistente è probabile che i sostentamenti saranno più generosi. In caso contrario “bambole non c’è una lira” e allora ci sarà da mettere in conto una serie di manifestazioni a macchia d’olio. La breccia è stata aperta, e quando succede, se non si mette subito una pezza in grado di reggere, l’effetto cascata è dietro l’angolo.

Passando ad un altro argomento, che non ha attinenza con le manifestazioni dei ristoratori ma ce l’ha con la tragedia della pandemia, leggendo qua e la mi sono accorto che quando si parla di “possibili cure domiciliari” per i malati di covid, che permetterebbe agli stessi di essere curati a casa senza appesantire i reparti ospedalieri e le terapie intensive, spesso mi imbatto in siti in cui si cerca in tutti i modi di demolire questa pratica. Uno dei medici simbolo di questa iniziativa, Stramezzi, spesso sui social viene fatto letteralmente a pezzi, le cure domiciliari vengono sminuite o smontate con crudele accanimento, anche i personaggi politici che sostengono l’iniziativa finiscono nel tritacarne.

Anche un criceto capirebbe che l’azione combinata tra vaccino, soprattutto per i soggetti a rischio e comunque per tutti coloro che desiderano essere vaccinati, e le cure per chi sviluppa una malattia abbastanza seria da essere a rischio ricovero, sarebbe una micidiale arma per sconfiggere la pandemia e ritornare praticamente subito alla normalità. E invece…sembra di assistere al derby tra due fazioni che sostengono cose opposte ma lo fanno con la stessa violenza e la stessa pervicacia. 

Che spiegazione scientifica ha il sostenere che le cure antivirali sono difficili da sviluppare? Chissenefrega se sono difficili, se ci si dedica seriamente a una determinata ricerca scientifica, specialmente oggi che la tecnologia, le conoscenze e le tecniche hanno fatto passi da gigante, qualche risultato positivo lo si ottiene. Il vaccino, in luogo dei canonici 5-8 anni è stato ottenuto in 5-8 mesi! Che cosa impedisce di trovare una cura efficace, o una serie di cure efficaci? non dico in 5 mesi ma in un anno sì! Pare invece che si sia preferito fare un all-in sui vaccini trascurando la ricerca su possibili cure.  Ma se, come diversi scienziati sostengono, un vaccinato potrebbe rimanere infettivo e trasmettere la malattia, se i vaccini non si sa se sono efficaci contro le varianti attualmente in giro e quelle che gireranno in futuro (già si parla di una pericolosissima variante giapponese in grado di resistere a qualsiasi vaccino) puntare tutto solo sul vaccino è quanto meno una scommessa azzardata. Ma per tornare ai fanatici anti cure domiciliari o anti cure tout court, che problema hanno? Qualunque sia il loro problema deve essere uno bello grosso. Non si accorgono questi imbecilli, che il loro atteggiamento è uguale sputato a quello dei no vax duri e puri, quelli che rifiutano in toto il vaccino, quale che sia. Il no vax pensa che il vaccino lui non se lo fa, ma se tu vuoi farlo, fallo pure. L’anti cure domiciliari sostiene invece che TU NON DEVI farti curare a casa, e il medico che lo fa è per lo meno un ciarlatano, alla peggio uno che si approfitta della situazione per ottenere vantaggi, e sempre TU DEVI farti il vaccino. In pratica una lotta tra bandacce in cui una crede di essere dalla parte de Lascenza (senza i ovviamente). Ma è solo una lotta politica per l’affermazione di un determinato protocollo. Del resto se il guru di costoro scrive nel suo libro fantasma “ lockdown ideologico per rifondare la sinistra” si capisce il perchè di tanti fanatici del lockdown e l’0avversione per le cure.