In principio furono “i poveri negri”…..era estate il mare era calmo. Poi arrivò l’autunno e fù lo spread…….Poi si tentò con il TAP.

TAP. Ovvero “Trans-Adriatic-Pipeline”, un gasdotto in costruzione che dalla frontiera greco-turca attraverserà Grecia e Albania  per approdare in Italia, nella Provincia di Lecce permettendo l’afflusso di gas naturale proveniente dall’area del Mar Caspio (Azerbaigian) in Italia e in Europa. [nota 1]

Un progetto enorme che prevede di realizzare (negli altri paesi interessati è già in fase avanzata di realizzazione) una “via a Sud” in grado di portare il gas in Europa e diversificare così i “canali d’entrata” del combustibile nel Vecchio Continente. Lo studio di fattibilità risale al 2003 e i lavori di esecuzione arrivano ai giorni nostri. La parte di “competenza italiana”, ha suscitato grandi polemiche e sollevazioni dei Comuni del Leccese interessati. Gli stessi amministratori regionali pugliesi da Vendola ad Emiliano hanno sempre avversato l’opera. Erano però stranamente favorevoli (almeno Vendola), all’omologo del TAP, il South Stream, che in pratica faceva la stessa cosa del TAP ma era di origine russa e l’abbiamo perso in seguito alle sanzioni a quest’ultima, applicate dopo i fatti “ucraini”….Stranezze della vita vero Niky?

Ma torniamo ai giorni nostri. Infuriano le polemiche. I 5 stelle dopo aver sempre sostenuto in campagna elettorale di essere contrari al TAP e di poterlo stoppare una volta al Governo, si sono resi conto che la cosa è praticamente impossibile. Ovvero possibile lo è, ma al “costo” di penali difficili da quantificare, ma che viaggiano nell’ordine delle 2 cifre (da 15 a 70 miliardi di euro)….quindi insostenibili.

Ghiotta, anzi ghiottissima, l’occasione per i “sopravvissuti” di quello che fù il PD, di cercare di rimestare in questa storia, alla ricerca di qualche voto in più che ne scongiuri la definitiva sparizione (vivadio!) dal panorama politico italiano.

L’onere “del ridicolo” se lo vorrebbero spartire in parecchi a quelle “latitudini”…da Renzie a Martina…ma alla fine chi rompe gli indugi è Calenda…Si proprio LUI il Ministro dello Sviluppo Economico dell’era Renzie: “Aveva promesso di chiudere, addirittura in due settimane diceva Di Battista andando a fare un comizio infuocato in Puglia. Ora giustifica il suo cambiamento di idea, la sua promessa non mantenuta inventandosi una carta e delle penali. Non ci sono carte segrete. In un Paese normale un ministro che mente si dimette”…Tuonava ieri da Twitter l’ex ministro all’indirizzo di Di Maio. [nota2]

Quindi secondo Calenda e buona parte delle macerie del PD, non esiste nessun “contratto” che vincoli l’Italia alla realizzazione del TAP (voluto, accettato e firmato dai governi Renzi-Gentiloni), e pertanto non esistendo contratto, non si configurano penali…Uhmmm….

Di solito in natura c’è un limite quasi a tutto..anche le ere glaciali o gli eventi catastrofici che hanno investito nel passato il nostro pianeta, hanno quasi estinto la vita…ma arrivati al limite estremo sono regrediti.A quanto pare la sola cosa che non sembra conoscere limite è invece la capacità pervicace, che dimostrano gli esponenti di questo partito morente, imputridito da ogni sorta di bassezza, contrassegnato da procedimenti giudiziari in ogni ordine e grado, e riguardanti una platea di reati incredibilmente vasta, di continuare a mentire e mentire e mentire solo e soltanto per dare un segnale “di esistenza in vita”, nonostante le bastonate eletorali che il popolo gli ha tributato, ai loro epigoni neoliberisti europei.

Calenda afferma che non c’è un accordo, un contratto, una carta, una ratifica…

Queste sono le firme apposte sulla ratifica dell’accordo sul TAP apposte dai ministri di Albania, Grecia, Italia, postate dal deputato 5 stelle Di Stefano in risposta alle “presunte bugie” di Di Maio addotte da Calenda…Inutile dire che la firma del Ministro italiano dell’epoca è….Calenda. [nota 3].

Quindi accordo c’era eccome, addirittura dal 2012, come attesta il sito della Farnesina [nota 4], e quello della Camera dei Deputati-Servizio Studi- che riporta per intero il contenuto dell’accordo e il testo del disegno di legge di ratifica [nota 5].

Quindi un accordo c’è, c’è una ratifica, c’è in parole povere “un impegno” che come “i legulei” sanno bene, di solito ha carattere “obbligatorio”, e disattendere tali “obblighi” comporta “punizioni”…ovvero penali…Capito Calenda?

Ma non lo diciamo noi, che potremmo essere di parte, lo dice chiaro e tondo tale Iham Aliyev, ovvero il Presidente dell’Azerbaigian (paese da dove si origina il TAP) a Sergio Mattarella nell’incontro che hanno avuto a luglio scorso riguardante gli sviluppi degli accordi economici tra i 2 paesi: “Aliyev si è detto molto preoccupato per i ritardi dei lavori nel tratto di competenza italiana dell’opera già realizzata per oltre il 75%, 4,5 miliardi di euro di investimento per un progetto che completa il corridoio meridionale adriatico del gas da 40 miliardi di dollari. «Se non siete più interessati – avrebbe detto Aliyev – comunicateci le vostre decisioni perché ci sono soluzioni alternative, pagherete le penali e potrete uscire dal progetto». …Questo era scritto nero su bianco dal Sole 24ore dell’epoca, non proprio un giornale “filogovernativo”, almeno ora. [nota 6]

Ricapitolando: abbiamo un accordo, abbiamo un contratto, abbiamo un disegno di legge di ratifica, abbiamo controfirmato tutto, abbiamo anche la “via d’uscita” pagando però penali esorbitanti….E abbiamo assistito per l’ennesima volta alla grande, enorme, inarrivabile, capacità di raccontare stronzate, che gli esponenti di un “certo partito” hanno nel loro DNA.

Ma qualche “irriducibile” potrebbe obiettare che anche i 5 stelle hanno mentito quando hanno affermato sino “alla morte”, di poter stoppare il TAP e accontentare i cittadini/elettori pugliesi che sono contrari…Beh…hanno anche loro una parte di responsabilità. Ma non hanno mentito! Lo spiega il premier Conte quando ieri “ci ha messo la faccia” e ha chiarito le cose: “Ho rappresentato che si tratta di un’opera infrastrutturale deliberata dai governi precedenti, che ormai risultava in fase avanzata di realizzazione. Il complesso delle verifiche effettuate non ci offre alcuna possibilità di impedire la realizzazione del progetto Tap: allo stato, non sono emerse illegittimità o irregolarità dell’iter procedurale. Sarò chiaro, chi sostiene che lo Stato italiano non sopporterebbe alcun costo o costi modesti non dimostra di possedere le più elementari cognizioni giuridiche. […] Il Progetto Tap gode della qualifica di “Progetto di interesse comune” e per questo ricade nell’ambito delle previsioni di cui all’allegato VII del Regolamento europeo n. 1391/2013, che riconosce una corsia preferenziale a questi progetti imponendo agli Stati Membri di adoperarsi per consentirne una più celere realizzazione. Si aggiunga che il decreto legge n. 133 del 12 dicembre 2014 ha riconosciuto al Progetto Tap la natura di “progetto strategico” e quindi opera da realizzare con urgenza ai sensi del d.P.R. n. 327 dell’8 giugno 2001. Se il Governo italiano decidesse adesso, in via arbitraria e unilaterale, di venire meno agli impegni sin qui assunti anche in base a provvedimenti legislativi e regolamentari, rimarrebbe senz’altro esposto alle pretese risarcitorie dei vari soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera e che hanno fatto affidamento su di essa. Quanto ai costi, interrompendo il progetto Tap, lo Stato italiano verrebbe coinvolto in un contenzioso lungo e perdente, i cui costi potrebbero aggirarsi, in base a una stima prudenziale, in uno spettro compreso tra i 20 e i 35 miliardi di euro”. Una esposizione che risulterebbe disastrosa”….[nota 7].

Quindi i vari “governi resonsabili” che dal 2012 a Gentiloni, si sono adoperati nel concepire e rendere effettivo il TAP, hanno usato lo stesso “modus operandi” di Monti con il fiscal compact: l’hanno blindato, concedendogli le “patenti” di Progetto di interesse comune e progetto strategico. I 5 stelle si sono dannati l’anima per dar fede a quanto promesso: fermare il TAP (che poi sia giusto o meno è un altro discorso, e forse oggetto di un altro articolo), ma si sono dovuti arrendere di fronte “alle carte”. Si “le carte”. Quelle carte che in Italia devi andare al Governo, e forse neanche ti basta questo, per vedere. Non dimentichiamo “il contratto secretato” con cui “quelli bravi”, hanno regalato le concessioni autostradali ai Benetton…è roba di poco fà non possiamo già averla dimenticata no? Quindi alla domanda “hanno colpa i 5 stelle”? Rispondiamo di SI. Hanno la colpa di dimenticarsi ogni tanto, che vivono in Italia, il “paese delle nebbie”..”dei segreti”…”delle manine”, e di lanciarsi con troppo cuore ed esporsi in promesse (in questo caso), che non possono mantenere, perchè qualcun altro prima di loro ha fatto in modo che “le carte” fossero “ben congegnate”……Ovviamente assistiamo ai “roghi delle bandiere 5 stelle” e delle “tessere del movimento” come ha detto un tg (dimenticando che nei 5 stelle non esiste tessera), da parte dei comitati NO TAP pugliesi…e si da molta enfasi alla cosa sui media…Il fatto che ci sia un pddino che nega l’esistenza di “carte” che invece esistono, e che all’epoca aveva pure firmato, non turba nessuno…Del resto noi siamo quelli che in risposta ad un efferato delitto con stupro nei confronti di una minorenne ad opera di 4 negri immigrati, facciamo manifestare i “partigiani” alla spasmodica ricerca dei “fassssisti”…..E poi il comico sarebbe Grillo?

Nota 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Gasdotto_Trans-Adriatico

Nota 2 https://video.repubblica.it/politica/tap-calenda-risponde-a-di-maio-menzogne-sulle-penali-si-dimetta/318136/318764?refresh_ce

Nota 3 https://www.silenziefalsita.it/2018/10/29/tap-m5s-calenda-ha-dimenticato-la-ratifica-dellaccordo-pd-ecco-le-firme-che-provano-le-sue-balle/

Nota 4 https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2012/09/20120928_gasdotto_tap.html

Nota 5 http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Testi/ES0124.htm#763615

Nota 6 https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-07-26/la-rinuncia-realizzare-gasdotto-tap-puo-costare-all-italia-almeno-40-miliardi-214453.shtml?uuid=AEWJSxSF&refresh_ce=1

Nota 7 https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/28/tap-conte-ai-cittadini-di-melendugno-rischio-fino-a-35-miliardi-chi-lo-nega-non-conosce-legge-date-la-colpa-a-me/4726297/