Il caro amico B.M. mi scrive con sarcasmo “Ok, abbiamo capito anche oggi … che il mondo finisce domani” in riferimento a:
<<La stampa russa riferisce che l’annunciato discorso di Putin è posticipato a domani. Inoltre, alti esponenti della Duma di stato fanno sapere agli stessi media che non ci sarà nessuna mobilitazione generale. (Fonte: Angelo Gambella)>> https://t.me/rossobruni/24448
<<Media russi: “Il discorso registrato di Vladimir Putin sarà mostrato il 21 settembre, quando l’Estremo Oriente” si “sveglierà”. Lo dichiara Forbes, citando due fonti del Cremlino>> https://t.me/lantidiplomatico/20295

Sempre un altro caro amico, L.L. mi chiede: “parla il 21 settembre … quale significato?”
Così per pura curiosità scopro che <<Mercoledì 21 settembre, data da cerchiare sul calendario con un pennarello arcobaleno. Si celebrerà, come da 40 anni a questa parte, la Giornata internazionale della Pace. Fu istituita, infatti, nel novembre del 1981 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Obiettivo, invitare tutti i popoli a deporre le armi e a riaffermare il loro impegno a vivere in armonia gli uni con gli altri.>> https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/giornata-internazionale-della-pace-21-settembre-perch%C3%A9-si-celebra-e-tema-del-2022/ar-AA120w66
Ironia molto fine, tipicamente russa, visto che scelgono il 21 settembre per divulgare l’atteso discorso di Putin.
Sì, ma quali decisioni?
Cosa verrà fuori dal conciliabolo russo?

Il mondo occidentale freme e scalpita per la guerra. Forse ormai scontata e inevitabile, provocata in mille modi, ma alla fine sono i russi che decidono perché portati a prendere tale ineluttabile decisione. Tutto il mondo occidentale li spinge a tale decisione.
Per me la Duma dovrebbe rimandarla il più possibile, affinché l’inverno possa schiarire a molti le idee sulla guerra e sulle provocazioni occidentali che tanto bramano la guerra NATO-Russia su mandato americano. L’agenda occidentale ha tempi stretti per realizzare il suo reset, ma il resto del mondo NO!
Il reset necessita di guerra per realizzare i suoi progetti, ma le controparti interessate – Cina e Russia – non hanno nessuna fretta. Se poi lo stesso occidente cadrà vittima di fuoco amico, beh ditemi voi chi in una UE resettata, ebbene chi mai lo scoprirà? Nessuno, e ci berremo la solita propaganda, è una certezza ormai matematica.
Come analista cosa mi sorprende? Che molti analisti correttamente danno come inevitabile la guerra nucleare, ma non hanno pensato alla vera verità, ovvero che potremmo essere vittime di fuoco amico.
Ho letto l’ultima analisi di https://www.paulcraigroberts.org/2022/09/20/finally-perhaps-we-can-make-sense-out-of-putins-decisions/ e ho capito che ha le idee parecchio confuse. Gli americani hanno una scuola di guerra diversa da quella russa, spesso arrivano a conclusioni sbagliate. Gli americani hanno sempre fretta, altre dottrine militari non hanno mai fretta, sono scuole molto diverse.
In troppi non hanno capito che tale guerra (nel mondo occidentale) copre le manovre del WEF e del Reset, ancora una volta non hanno ben chiaro chi sono i bersagli e il target. L’autolesionismo schizofrenico, indotto su manovra americana, indica chi è il destinatario e colpisce chi si ribella al mondo unipolare americano.

Comunque arriviamo ai referendum che si dovrebbero tenere nelle zone ucraine nei prossimi giorni:

<<I confini della Russia con l’Ucraina dopo i referendum sulla riunificazione delle regioni DPR, LPR, Zaporozhye e Kherson.
E dopo il riconoscimento dei risultati dei referendum e il loro ingresso in Russia, si verificherà una situazione in cui il nemico invaderà questi confini>> https://colonelcassad.livejournal.com/7874093.html
E anche dopo il secondo referendum la Russia non potrà fermarsi, perché rischia tra pochi mesi un ulteriore conflitto in tutta la zona.

Forse il referendum gli serve solo per un motivo.
Analizziamo il referendum di fine mese sull’adesione alla Russia nelle quattro regioni occupate.
<<L’agenzia di stampa Tass del governo russo ha riferito che la LPR ha fissato un “referendum sull’adesione alla Russia” dal 23 al 27 settembre. Denis Pushilin, capo della DPR, ha affermato che un referendum sarà programmato nelle stesse date. Le due repubbliche separatiste filo-russe si sono staccate da Kiev nel 2014 in seguito all’annessione della Crimea da parte di Putin e quell’anno sono state parzialmente occupate dalla Russia. Nel suo post su Facebook, Simonyan ha suggerito che riconoscere le regioni orientali come appartenenti alla Russia consentirebbe a Mosca di minacciare più facilmente la NATO con attacchi di rappresaglia per eventuali contrattacchi ucraini. “Un referendum immediato: è uno scenario della Crimea, ed è tutto compreso”, ha scritto Simonyan, riferendosi all’annessione della Crimea a seguito di un referendum che era stato criticato come illegittimo da funzionari statunitensi e europei. “Oggi un referendum, domani – riconoscimento come parte della Federazione Russa, dopodomani – gli scioperi sul territorio della Russia diventeranno una guerra a tutti gli effetti tra l’Ucraina e la NATO con la Russia, sciogliendo le mani della Russia sotto tutti gli aspetti”, ha scritto.
L’Occidente vuole trasformare la guerra in Ucraina in un conflitto con la NATO. Anche perché Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha dichiarato martedì sul suo canale Telegram che i risultati dei referendum saranno irreversibili.>> https://www.newsweek.com/putin-ukraine-war-conflict-nato-referendums-donbas-1744586

Analizziamo il contesto: tutte le volte, post referendum, che tali zone verranno attaccate, la Russia potrà decidere di aprire una guerra perché è stato violato un suo territorio. Ed è esattamente il grimaldello che la NATO sta cercando.

<<Se votano per unirsi alla Russia, e se la Russia approva una legge che accetta la loro ascesa in Russia, allora quei territori diventeranno “Russia” e ciò che la NATO sta facendo attualmente aiutando l’Ucraina ad attaccare quei luoghi, diventerà una “guerra contro la Russia”. Da qui il voto della Duma di Stato russa, domani, sulla MOBILITAZIONE.>> https://halturnerradioshow.com/index.php/en/news-page/world/bulletin-russian-duma-to-vote-on-mobilization-tomorrow-defense-minister-shoigu-to-address-the-russian-nation-tonight

Nel frattempo <<Le forze armate ucraine hanno sparato di nuovo proiettili di artiglieria contro la centrale nucleare di Zaporozhye. I proiettili hanno colpito e rotto le linee di raffreddamento del reattore.>> https://halturnerradioshow.com/index.php/en/news-page/world/ukraine-attacks-nuclear-power-plant-again-cooling-lines-ruptured
Beh a quanto pare pagate per quello che tanto volete, l’Europa e l’intero occidente desidera un leggero venticello radioattivo, direi che siamo vicini a ricevere quello che volevamo. Tranquilli Drughi, i media diranno “ha stato Putin” e la vostra anima sarà affrancata sotto il venticello che da Est di norma si sposta verso Ovest. Drughi Golosi!

Viviamo gli sviluppi. Un giorno alla volta. Sempre Comunque Ovunque Alessia C. F. (ALKA) How I Live Now


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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.