Si sa che Vaticano si occupa di gretinismo, ambiente e protezione, migranti e ius soli, ma forse al prossimo Sinodo sull’Amazzonia potrebbero emergere ben altre preoccupazioni. Molti Cardinali e gerarchi ecclesiali potrebbero occuparsi di altro dal 6 al 27 ottobre.

Siti/blog americani e tedeschi parlano che in questo Sinodo potrebbero essere introdotte accese discussioni: la fine del celibato per i sacerdoti, il sacerdozio femminile, le delicate posizioni in materia di etica, la comunione ai divorziati.

In effetti mi ricordo di un vecchissimo articolo molto controverso, ma che spiega alcune posizioni https://www.marcotosatti.com/2017/07/11/cosi-e-stato-cacciato-muller-rivelazioni-di-1p5-sullultimo-colloquio-cinque-domande-e-poi-via/comment-page-1/

Cosa veramente si dibatte?

“i tedeschi Dopo i tedeschi Walter Brandmuller e Gerhard Muller, esprimono dubbi e preoccupazioni il cardinale Robert Sarah, originario della Guinea, prefetto della Congregazione per il culto divino, Raymond Burke, statunitense, già presidente del supremo tribunale della segnatura apostolica, e il venezuelano Jorge Urosa Savino, arcivescovo emerito di Caracas. Uomini diversi, per esperienza, formazione, sensibilità, ma uniti dalla stessa preoccupazione”

Si parla di sinodo «un laboratorio per la Chiesa universale», infatti non si può parlare di evangelizzare l’Amazzonia perché sono pochi i vescovi (coinvolti) invitati a partecipare. Parrebbe essere che questa assemblea porti avanti altri progetti. Con Bergoglio emerge il desiderio – ed io essendo di altra fede non entro nel merito, ma vivendo in Italia ne capisco la portata – di ordinare uomini sposati, di creare ministeri femminili o di creare una giurisdizione a dei laici.

Francamente mi sembra che si parli di ritoccare la struttura della Chiesa universale.

Se questo fosse vero, del reso lo vedremo in Ottobre, non si parla di esigenze locali, viene fatto un sinodo poco evangelico, dove non si discute dei bisogni spirituali degli abitanti dell’Amazzonia, potrebbe essere un incontro infuocato dove si introduce un nuovo cristianesimo. Forse più vicino all’uomo moderno, ma molto lontano dal mondo del Vangelo.

Studiando il Mondo Cattolico, non meno complesso del Mondo Islamico, emerge in modo travolgete un problema, ovvero la trasformazione della religione in relazione alla società moderna che avanza. E’ una società che avanza in modo feroce-veloce, ma la religione non offre e non è in grado di seguire tempi così veloci e rapidi. Altre fedi hanno saputo coniugarsi alla velocità o ad un mondo che muta, ma partono da basi completamente diverse. E anche lì ci sono grossi incidenti di percorso.

Religione e società spesso sono un binomio inscindibile, ci sono molte comprensioni, ma la rapidità di certi mutamenti aggrediscono come sempre le contro parti più povere, e dove c’è povertà di solito riscontro problemi di fondamenti. E qua se volete capire… non spreco altre parole.

Esiste poi un capitolo davvero difficile da trattare, le chiese ricche finanziano le chiese povere, le prime tendono ad imporre il proprio punto di vista ideologico.

Però Bergoglio è un gesuita, e qua mi fermo.

Qualcuno sa dirmi se questa notizia è vera o fake? Per favore aiutatemi: “Bergoglio è entrato nella compagnia di Gesù che è un ORDINE GESUITA ed ha ottenuto posizioni importanti in quest’ordine. Infatti nel 1973, venne nominato “Provinciale” d’Argentina per la Compagnia di Gesù. In questa veste, Bergoglio divenne il gesuita di più alto livello nel Paese durante la dittatura militare guidata dal generale Jorge Videla (1976-1983). (fonte: http://www.neovitruvian.it/2013/03/15/chi-e-papa-francesco-i/) Quindi Bergoglio, il nuovo papa della chiesa cattolica romana, è un GESUITA di livello importante nell’Ordine dei Gesuiti. Ma chi sono i Gesuiti?

Beh sì in Italia ne abbiamo tanti che hanno frequentato scuole di gesuiti, parrebbe qualcuno. A volte capita in tempi interessanti. Sinodo interessante. Vedremo. Alessia C. F. (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.