Salvini ha mantenuto poche promesse, a parte “Quota 100”. Sulla questione flat tax stendo un velo pietoso, sarebbe diventato un italico sistema per aumentare le tasse a chi ha pochi spiccioli per pagarle, ma le abbassa a chi guadagna di più: un sistema non troppo sano per risanare il paese. Sul versante immigrazione nulla è cambiato: tra rotta balcanica e viaggi avventurosi continuano ad arrivare. Semmai mi preoccupa la recente verve salviniana, è diventata meno politica, semina discorsi un po’ velenosi sui media, questa deriva un po’ mi preoccupa.

Del resto anche la goccia scava la roccia. E mentre pioveva in una Italia mezza allagata… sono arrivate le sardine avvelenate.

Comincio a temere che Matteo stia sbagliando la campagna politica, mi sa che la doveva impostare in modo completamente diverso. I media possono pompare quel cazzo che vogliono, ma la verità è che la gente non ama più il PD, il M5S si sta sgretolando per acefalia congenita, sono diventati due partiti che non sono più amabili. Ma il resto degli italiani non ha alternative. In pratica Salvini usa la tattica “Il nemico del mio nemico è amico mio.” Poi sono cazzi tuoi con chi ti ritrovi a letto.

Nel lettone mentre dormi vuoi un pescecane o una sardina?

Ma ColonItaly è sempre più marcia, del resto la politica è decisa su altri lidi che altrove ho spiegato, di fatto siamo agli ultimi calci al barattolo prima del baratro.
Il peggio puzzo di pesce marcio l’ho percepito al tradimento di Berlusconi verso Dell’Utri. Una scaricata senza precedenti ben silenziata. Bruttissimo segnale che non va dimenticato.
A furia di segare i rami, i coglioni hanno segato anche l’ultimo ramo su cui sono seduti, si sono guardati in faccia e mentre precipitavano nel burrone speravano di avere 1000 vite come Wile E. Coyote.
Fantastico se fosse un manga, ma il magna-magna ha logorato pure l’ultima poltrona, si dividono briciole secche e polverose, piccioni stremati che beccano la carta argentea del sacchetto delle patatine nella speranza di annusare l’ultimo vano briciolo di speranza, manco si accorgono di essere stercorari come i migranti che accogliono, mentre la Nota Espressione Geografica affoga sotto metri di pioggia.
Del resto è sempre poetico leggere i Fiori del Male di Rimbaud seduti sulla comoda tazza del water.

Ci siamo riempiti di persone che sentono l’urgenza di comunicare i pensierini in un intervallo di tempo che va dal primo pannolone alla menopausa, toccando una vasta platea di social che li targano dal primo vagito all’ultimo respiro. Pensierini e illuminazioni di gente che ciabatta affannosa tra cesso e cucina in meno di 50 mq senza balcone. Dal piccolo trollino al più illuminato, un fiume straripante dove tutti hanno sempre ragione.
Gli italiani non sono migranto-fobi, né migranto-fili, bensì sono migranto-infastiditi: ecco come spiegare con una frase semplice alle SARDINE perché non siamo xenofobi e nemmeno fascisti. Ci voleva così tanto ad esprimere questo semplice concetto?

Terrorizzati dal terrore di essere etichettati xenofobi in TV ti piazzano ovunque tantissimi Wilde Frank Cuesta della situazione, dalla Segre alle Sardine, un olio di ricino che ti fa digerire ogni avversione a tutto, un italico tratto caratteriale immutabile che sa digerire tutto: dalla ‘Nduja alla Cassoeula alla Milanese.
Xeno-infastiditi e politico-infastiditi, ma realmente incapaci di agire perché strafatti di politica anestetica, un duro zoccolo difficile da superare.

Dal discostamento si passa al dislocamento, ma anche se scappi sempre ti preoccupi di quelli che sono rimasti qua: parenti e amici che ami.
Ecco perché in Italia è facile sorbire e papparsi la solita omelia che non serve a un becero cazzo di nessuno, citano la Weltliteratur di Goethe come ponte di conoscenza tra i popoli, magliette rosse con Rolex che razzolano “da sapienti” dove i negri illegali si spezzano la schiena per raccogliere qualche pomodoro per la nostra conserva nostalgica “come nonna la faceva”.

Così si giunge al vero trash della poetica dei seduti sulla tazza del water.
Abbiamo raggiunto il limite più sleale, dove assecondiamo una Nazione che prima apre una tabaccheria e poi si rapina da sola, gente che racconta la stessa minestra al cojone di turno che i rapinatori erano immigrati albanesi o marocchini. Come fai a dar credito a chi sega il ramo su cui siede?

Alessia C. F. (ALKA) di Liberticida e OraZero