Tratto da tomluongo.me scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

Donald Trump ha finalmente vinto una guerra. Una guerra che si è preparato in maniera univoca a combattere, una guerra di propaganda, e l’ha condotta con successo contro la Cina attraverso la sua posizione di comando sui media occidentali.

Questa affermazione non implica alcun tipo di giudizio da parte mia sul fatto se questa guerra con la Cina avrebbe dovuto essere intrapresa o meno. Lui ne è emerso vittorioso, è il vincitore grazie alla sua trasformazione della minaccia del COVID-19 come un malvagio complotto cinese per uccidere milioni di persone.

Ora, sono convinto che le circostanze intorno al COVID-19 siano state un complotto di persone malvagie per uccidere milioni di persone e inaugurare un incubo cupo e autoritario che ha creato leggi e piani d’azione appositi che avranno esecuzione per anni. Non sono convinto soltanto sul fatto che dietro ci sia esclusivamente la Cina.

In effetti, il mio problema fondamentale con la guerra di propaganda anti-cinese di Trump riguardo al COVID-19 è che tralascia i veri responsabili di come si sia sviluppato in tutto il mondo. Ma, alla fin fine, questa è un’altra questione.

La discussione di oggi riguarda la situazione tra gli Stati Uniti e la Cina e ciò che è in ballo per il futuro. Perché penso che Trump abbia vinto la sua guerra contro la Cina?

Semplice, i numeri.

Un recente sondaggio di Bloomberg ha rilevato che il 78% degli americani è disposto a spendere di più per i prodotti realizzati “Non in Cina” che in “Cina”. Inoltre, quel sondaggio afferma che il 40% degli americani attualmente afferma di non acquistare nulla dalla Cina.

Posso affermare che sempre più persone con cui parlo personalmente negli Stati Uniti fa così. Non sono uno di loro. Mentre, personalmente, preferirei che il mio cibo, i vestiti e tutto il necessario fossero prodotti il ​​più vicino possibile a casa, e questo non ha nulla a che fare con l’antipatia verso la Cina o i cinesi.

Per me sarebbe cosa saggia e previdente vivere in questa maniera. In tempi di crisi, le necessità di base dovrebbero avere una filiera la più corta possibile. Onestamente, direi la stessa cosa sui prodotti provenienti dalla California o dall’ Idaho. Ma la realtà economica è che l’Idaho è più bravo a coltivare patate e la California le mandorle rispetto alla Florida e quindi è probabile che quelle filiere non cambieranno molto.

Ciò non significa, tuttavia, che mia moglie non coltivi patate quest’anno o che mi mancheranno se il mio Winn-Dixie [catena di supermercati, n.d.t.] locale dovesse rimanerne sprovvisto perché il camion ha fatto ritardo o a causa di un raccolto scarso.

Si chiama vantaggio comparato ed è la base di tutte le interazioni economiche produttive. E in alcune aree della sfera economica la Cina è attualmente superiore agli Stati Uniti e fino a quando la dinamica non cambierà, la gente si lamenterà del “Made in China”, ma comprerà comunque ciò di cui ha bisogno, soprattutto in un paese con oltre 40 milioni di disoccupati che sono molto sensibili ai prezzi.

Detto questo, i numeri del sondaggio proposto da Bloomberg aumenteranno nei prossimi due anni perché le cose diventeranno così disperate qui negli Stati Uniti che le persone saranno disposte a lavorare per meno, pur di lavorare.

Ciò può accadere, tuttavia, solo se vengono eliminati gli ostacoli al commercio locale. Ma di questo è responsabile il governo a tutti i livelli, che è, per definizione, finanziato dal settore privato. Piaccia o no, gente, il governo non ha soldi propri. Tutto quello che ha lo ha ottenuto attraverso il prelievo fiscale.

Trump sta chiaramente perseguendo politiche per dividere l’economia degli Stati Uniti e della Cina nella massima misura possibile per aiutare l’economia degli Stati Uniti a riacquistare la sua capacità produttiva interna. Ed è stato molto sistematico al riguardo. Questa guerra di propaganda e i suoi attacchi alla Cina sulla gestione di COVID-19 sono solo la fase successiva di queste politiche.

Ha iniziato il processo con il suo piano di riduzione delle tasse tagliando le imposte sulle società e quelle sulle piccole imprese e sul lavoro autonomo, invertendo decenni di rovinose politiche progettate per distruggere la classe media americana e la capacità produttiva offshore degli Stati Uniti. Ha silenziosamente ridotto i budget e il personale del dipartimento federale e revocato mandati agli stati.

Tale processo è lento, molto lento, seguendo le normali operazioni.

Ma non era abbastanza e ora si trova di fronte al compito successivo, cioè quello di tagliare di nuovo le tasse e incentivare la produzione interna. Il suo capo consigliere economico, Larry Kudlow, ha illustrato l’idea la scorsa settimana. Ai repubblicani al Congresso non è piaciuta. E necessario chiedersi il perché?

Non è che l’attuale budget sia simile a quelle che saranno le entrate fiscali totali quest’anno o nel prossimo. Il deficit sarà superiore ai livelli della seconda guerra mondiale. Molto probabilmente preferirebbero distribuire allegramente mazzette di denaro cash piuttosto che non raccogliere denaro in primo luogo. In questo modo il potere continua a fluire attraverso D.C. piuttosto che tornare alle persone stesse.

Ma per cambiare la rotta degli Stati Uniti ora in rovina ci vorrà molto di più e la volontà di Trump di usare i suoi più ampi poteri sotto l’egida dell’emergenza nazionale COVID-19 per dare una sforbiciata ai regolamenti del governo e alla burocrazia è il prossimo passo in avanti da compiere.

Non lasciare mai che una crisi vada sprecata, giusto? Bene, i democratici stanno spingendo per uno stato di sorveglianza totale alla maniera cinese e il Green New Deal si è trasformato in una mostruosità di $ 3 trilioni di dollari, che, se approvato, renderebbe gli Stati Uniti ancora meno competitivi e accelererebbe la loro scomparsa.

Trump sta finalmente facendo la stessa cosa, andando nella direzione completamente opposta.

La chiave per invertire i vantaggi comparativi della Cina rispetto agli Stati Uniti è rimuovere gli ostacoli al commercio che rendono poco attraente la produzione locale. È così semplice. E con i prezzi del petrolio ormai molto bassi e per molto tempo a venire, Trump ora sta combattendo contro costi di spedizione più bassi dall’estero.

Gli Stati Uniti mantengono un governo stravagante non solo a livello federale, ma anche statale e locale. Il popolo americano può seguire Trump incolpando la Cina di tutto ciò che vuole, ma la Cina è il sintomo, il governo è la malattia.

Per risolvere questo problema devono guardare se stessi e ammettere che questa dipendenza dal governo stesso è la barriera per il loro ritorno a vite produttive e felici.

In genere attribuisco la colpa di questa stravaganza all’intima relazione tra la Federal Reserve e il dipartimento del Tesoro, che ha creato denaro come matti permettendo a Congressi e Presidenti da due generazioni di corrompere gli elettori con dispense prelevate dal nostro futuro.

Quel futuro è ora qui.

E come individui dobbiamo affrontarlo.

Per molto tempo ho detto una parte tra il 20 e il 40% del PIL degli Stati Uniti è un fantasma nato da denaro finto. È spreco e pigrizia all’interno di un sistema progettato per svuotare la classe media e portare la ricchezza in una classe oligarchica internazionale. Rimuovilo e avrai un’idea migliore di ciò che il PIL e la base dei costi per la produzione sono realmente.

La stessa cosa vale per la Cina, comunque. Elimina la finanziarizzazione e quanta economia reale rimane?

Quella classe di oligarchi ha appena staccato la spina da quella parte dell’economia degli Stati Uniti e non ho dubbi sul fatto che la Cina abbia contribuito a ciò. Sarebbe nel loro interesse strategico farlo.

Grazie alla propaganda pungente di Trump, il popolo americano ora lo capisce nel modo più ampio.

Ed è disposto a fare cose grandi e terribili per cambiare la dinamica. Questo lo ha dimostrato a piene mani. Questa guerra con la Cina che sta conducendo è appena iniziata. Ha il popolo americano dalla sua parte, ora deve solo convincere gli scribacchini nel D.C. che il vecchio modo di fare le cose è finito.

Tom Luongo