I democratici stanno accusando Trump per il suo approccio sbagliato nell’escalation delle tensioni con l’Iran. Lo accusano di non avere una strategia, di aver trascurato le consultazioni, i DEM chiedono che l’azione militare contro l’Iran avvenga con congrua approvazione del Congresso. Lo accusano di usare un “processo decisionale” troppo irregolare, di mancata consultazione e pianificazione. Sono molto preoccupati “perché non ci sono briefing sull’Iran programmati”. Ah questi democratici così preoccupati … hanno voglia di offrire validi consigli di …

Sarà pure difficile tenera a bada John Bolton (e altri funzionari) che spinge per una guerra contro l’Iran. Quando un POTUS annuncia una linea rossa e non è capace di farla rispettare, poi il popolo americano di solito si aspetta una guerra.

L’Iran sottolinea che ha deciso di non abbattere un aereo di sorveglianza degli Stati Uniti P-8 che stava volando a fianco del drone, non hanno voluto colpire un velivolo con equipaggio, quindi Teheran non desidera aumentare l’escalation.

Ha minacciato la Corea Del Nord, il Venezuela, ora l’Iran, ma Trump ha alcuni grossi motivi per cercare di stare fuori da un grande conflitto militare: farebbe infuriare molti dei suoi sostenitori, potrebbe questa guerra scatenare una grossa crisi economica e violerebbe la promessa fatta in campagna elettorale. Una guerra su larga scala e incontrollabile potrebbe portare instabilità sui mercati. Poi di sicuro perderebbe a Novembre 2020: nessuna probabilità di rielezione.

Quindi sta utilizzando una strategia pericolosissima per minacciare il nemico di turno, un grande bluff per costringere l’avversario a prendere certe decisioni. Purtroppo però in tanti stanno cercando di creare le condizioni che potrebbero fare scoppiare un conflitto che sfugge al controllo e che costringe Trump a prendere una certa decisione (tutti sanno che ha fatto una campagna presidenziale dove afferma di non voler entrare in un’altra guerra in Medio Oriente). Quindi Trump potrebbe aver bluffato dicendo che attaccare non ne valeva la pena (bisogna poi vedere “se lo obbligheranno a cambiare idea” nei prossimi giorni) e per rendere credibili questi continue strategie della tensione ha scelto John Bolton e Mike Pompeo: chi meglio di loro per spaventare gli avversari?

Unica nota negativa e triste presagio, la tattica adottata (con i soliti false flag, incidenti per avere un casus belli da sfruttare) assomiglia al Golfo del Tonchino del 1964, dove l’incidente originò la guerra in Vietnam. E i vietnamiti sono cocciuti caparbi e ostinati come gli iraniani, quindi speriamo che gli americani non ripetano lo stesso errore.

Diversamente… buona guerra a tutti, poi ci ritroveremo qui ad analizzare “come, chi si muove e cosa fa”. Scenari interessanti. Alessia C. F. (ALKA)

FONTI:

https://theintercept.com/2019/06/19/donald-trump-iran-and-the-gulf-of-tonkin-redux/

https://www.vox.com/2019/6/21/18700570/trump-iran-attack-drone-twitter

https://thehill.com/homenews/house/449771-democrats-wary-of-trumps-erratic-approach-to-iran

https://thehill.com/homenews/administration/449792-washington-braces-for-trumps-next-move-on-iran

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.