La proposta di legge cinese sulla sicurezza ha scatenato proteste a Hong Kong che ormai durano da mesi. Proteste fortemente fomentate da USA e UK. Ora una nuova svolta: il Regno Unito potrebbe offrire ai titolari del British National Overseas (BNO) passport di Hong Kong un percorso verso la cittadinanza se la Cina non sospende i piani per la legge sulla sicurezza nel territorio, parola del ministro degli Esteri Dominic Raab.
Questo nuovo percorso britannico di fatto mina l’autorità di Pechino, quest’ultima ha detto che si riserverà il diritto di prendere “contromisure” contro il Regno Unito.

Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha detto che il Regno Unito e la Cina avevano concordato che i titolari dei passaporti British National Overseas non dovevano godere della residenza nel Regno Unito, con questo cambiamento verrà violato il trattato.

Al momento a Hong Kong i titolari del passaporto BNO sono 300.000, queste persone hanno già il diritto di visitare il Regno Unito per un massimo di sei mesi senza dover richiedere il visto. Ma ci sono 2,9 milioni di persone a Hong Kong che hanno diritto ad ottenere il passaporto BNO.

UK con questa nuova proposta consentirebbe ai cinesi che ne hanno il diritto di trascorrere 12 mesi nel Regno Unito senza visto, è una offerta valida a chiunque abbia lo status di BNO (i cittadini residenti ad Hong Kong dovranno farne richiesta e attendere che gli venga concesso il passaporto).

Voci – del tutto giustificate – affermano che questo è uno dei passi dell’alleanza angloamericana in guerra economica contro la Cina, in effetti sotto la bandiera “Continueremo a difendere i diritti e le libertà del popolo di Hong Kong” sotto ci sono altri sviluppi e interessi.
Da tempo Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Canada avevano condannato congiuntamente il piano di Pechino, la nuova legge mina il quadro concordato “un paese, due sistemi” deciso prima che Hong Kong passasse dal dominio britannico a quello cinese nel 1997. Questo quadro garantiva ad Hong Kong una certa autonomia e garantiva diritti e libertà che non esistono nella Cina continentale.

La Cina ovviamente respinge le richieste e le critiche straniere. Per Pechino la legge è in linea con gli interessi fondamentali di tutti i cinesi, compresi i connazionali di Hong Kong.
Ma i passaporti nazionali BNO furono rilasciati alla popolazione di Hong Kong dal Regno Unito prima del trasferimento del territorio alla sovranità cinese nel 1997. Ora Londra intende cambiare il permesso di sei mesi, vorrebbe estenderlo a dodici mesi, permettere ai titolari di passaporto BNO di andare nel Regno Unito, di fare domanda di lavoro e di studio, questo arriva in pratica a creare un reale percorso verso la futura cittadinanza.

Riassumiamo un concetto: a Pechino non importa se alcuni sostenitori della democrazia scappano nel Regno Unito (anzi di questo potrebbe esserne ben contenta), ma i primi desiderosi di scappare sono i ricconi e gli imprenditori. La Cina teme di perdere i “talented wealth creators”. Del resto questa è una guerra economica, ma dubito che gli studenti di Hong Kong capiscano che si salva chi ha denaro e capacità, i poveri straccioni rimarranno nelle anguste viuzze e nei microscopici appartamenti.

Vedremo se continua la follia UE di abbracciare la Cina (https://www.mittdolcino.com/2020/06/02/ue-e-cina-sempre-piu-allineate-litalia-retta-da-una-classe-politica-inetta-o-cooptata-non-comprende-dove-la-ue-tedesca-ci-sta-conducendo/#more-24512 ). La guerra tra FVEY (Five Eyes) e Cina inizia a farsi molto interessante visto che ora sono stati chiusi anche i voli diretti tra Cina e USA da ambo i lati. Pure la Russia ha cambiato le alleanze. Solo la UE non comprende che abbracciare la Cina è un suicidio sicuro?

Due ulteriori passi di escalation di guerra ibrida tra Occidente e Cina. E’ evidente che Pechino non resterà a guardare. Vedremo fin dove si vorranno spingere, quello che è certo è che l’Europa – in particolare l’Italia – potrebbero essere uno dei principali teatri dello scontro. Alessia C. F. (ALKA)