Nell’Europa Orientale, la storica amicizia tra Polonia e Ungheria è risaputa. Dal Medioevo, passando dal periodo Imperiale Asburgico fino al giogo sovietico, i due paesi si sono spesso aiutati a vicenda militarmente, politicamente o simbolicamente. Un proverbio riassume abbastanza bene questa confraternita:

Polak, Węgier, dwa bratanki

i do szabli i do szklanki

Polacchi, Ungheresi, due fratelli – per la spada e il bicchiere (che combattono e bevono insieme).

L’epoca contemporanea non ha cancellato nulla di questa amicizia e troviamo regolarmente i due compagni a braccetto per opporsi ai diktat del Commissario di Bruxelles e per mettere in pericolo l’edificio Euro-scemo. Non è una novità e ne abbiamo già parlato nel 2016:

  • L’Europa americana sarà messa a morte proprio da coloro che avrebbero dovuto regnare? Si può seriamente porre questa domanda quando si nota il crescente divorzio tra l’UE e i Paesi dell’Europa centrale e orientale, punte di diamante della “Nuova Europa” tanto cara ai neoconservatori. Il piede destro di Washington sta calciando il piede sinistro di Washington e tutto il sistema vassallatico europeo rischia di cadere. È comprensibile che Obama preferisca pensare a qualcos’altro mentre gioca a golf…
  • Prima di tutto, ricordiamoci che la costruzione dell’Europa è stata, fin dall’inizio, un progetto americano. Gli archivi declassificati mostrano che i cosiddetti “padri dell’Europa” – Schuman, Spaak o il ben rinomato Monet, lavoravano in realtà per gli Stati Uniti. Per Washington, era infatti più facile mettere le mani sul Vecchio Continente attraverso una struttura globale incorporata dall’interno piuttosto che negoziare paese per paese con leader indipendenti.
  • La caduta del Muro e l’integrazione delle ex democrazie popolari nell’UE sono state solo la copertura per l’avanzata della NATO verso la Russia. Meglio ancora, questi Paesi appena liberati dal dominio sovietico e ferocemente Russofobi per comprensibili ragioni storiche erano suscettibili di stabilire un nuovo equilibrio di potere molto favorevole agli Stati Uniti all’interno dell’UE di fronte ad alcune possibili epidemie “di alleanze” ancora possibili nella “vecchia Europa” (De Gaulle, Chirac e Schroeder…).[Ndt. Vicini alla Russia]
  • In un momento in cui le istituzioni europee sono sommerse e sottoposte come mai prima d’ora ai “desiderata” degli Stati Uniti, il castello di carte sta crollando … Prima di tutto, sono state le sanzioni anti-russe a creare una spaccatura. Se la Polonia e i paesi baltici le hanno accolte con gioia, la loro accoglienza in Ungheria, Slovacchia e persino nella Repubblica Ceca è stata a dir poco molto più misurata. Prima frattura in seno alla “nuova Europa”.
  • E ora la questione dei rifugiati potrebbe suonare il campanello d’allarme. La Polonia, paese tanto favorevole agli Stati Uniti, si rifiuta completamente di obbedire agli ordini delle istituzioni, anch’esse tanto favorevoli agli “Stati Uniti di Bruxelles”. Ma questo, Brzezinski non l’aveva previsto…
  • Varsavia, così come Budapest o Bratislava, rifiutano totalmente quello che considerano un diktat di Bruxelles e le sue minacce di una multa (250.000 euro per ogni rifugiato rifiutato). Le loro affermazioni sono interessanti:
  • Jaroslaw Kaczynski, capo del PiS al potere: “Una tale decisione abolirebbe la sovranità degli Stati membri dell’UE. Noi rifiutiamo questo perché siamo e saremo responsabili del nostro Paese”.
  • Peter Szijjarto, ministro degli Esteri ungherese: “La minaccia di una multa da parte della Commissione è un ricatto puro e semplice”.

Prendiamo atto della confusa ingenuità di questi leader che apparentemente credevano che l’ingresso nell’UE avrebbe preservato la sovranità del loro Paese…

Sono passati più di quattro anni e non è cambiato nulla. Sarete sicuramente al corrente che la Polonia e l’Ungheria stanno bloccando il piano di ripresa da 750 miliardi di euro ideato dai piccoli nani di Bruxelles:

“Varsavia e Budapest sono ferocemente contrarie a un meccanismo che subordina il pagamento dei fondi europei al rispetto dello Stato di diritto (indipendenza della magistratura, dei media, ecc.). Deve essere ratificato da una maggioranza qualificata di Stati, dunque senza di loro.

Per ritorsione, lunedì si sono opposti alla decisione di permettere all’UE di raccogliere fondi per finanziare il suo piano di ripresa da 750 miliardi di euro, bloccando – per mancanza della necessaria unanimità – il bilancio UE 2021-2027 a cui si appoggia.

E la Slovenia, che non si era opposta all’adozione del bilancio, ha dato il suo sostegno ai due ribelli mercoledì. »

In realtà, ciò che si cela dietro il tanto decantato “Stato di diritto” è, a lungo termine, la fine dello Stato tanto caro a Soros: espropriazione del potere politico, governo dei giudici, smantellamento delle frontiere, media in mano all’oligarchia, ideologia Political Correct, etc etc. Non c’è da stupirsi che il giornale “Le Monde” [Ndt. L’immondo] si lamenti del rifiuto di questi vili Polacchi e Ungheresi, che sono forzatamente “Nazionalisti”.

Se Budapest e Varsavia sono d’accordo quasi su tutto, c’è però un punto in cui i due fratelli sono totalmente diversi. E come avrete intuito, l’ombra della Russia incombe… È sorprendente che questi due, così vicini in tutto, siano così antinomici quando si tratta di Mosca. Il contrasto è impressionante; alla maturità responsabile dell’uno risponde l’isteria prepuberale dell’altro.

I buoni rapporti tra Orban e Putin sono ormai entrati nell’ordine delle cose e le nostre Cronache ne hanno parlato più volte. L’ultimo esempio è il famoso vaccino contro il Covid. Se la nostra cara e “libera stampa” (vietato ridere!) si affretta a lodare con gusto il vaccino di Big Pharma, Pfizer in questo caso, lo Sputnik V è più avanzato, più economico e meno restrittivo. E al di fuori del circolo delle redazioni, è risaputo…

Circa 50 Paesi hanno già preordinato il vaccino Russo; uno dei più grandi ospedali Israeliani ha spazzato via le critiche occidentali e ha appena ordinato 1,5 milioni di dosi; per quanto riguarda l’Argentina, incapace di uscire dal panico della pandemia, ha deciso di non fare le cose a metà: 25 milioni di dosi di Sputnik V dovrebbero arrivare nei prossimi tre mesi per vaccinare l’intera popolazione. L’Ungheria ha logicamente seguito la stessa strada e ha guardato a Mosca, il che naturalmente ha provocato le grida di sdegno dei nostri scribacchini.

“Le Point” [Ndt. Quotidiano nazionale francese] ha avuto un divertente esaurimento nervoso…

… mentre “Le Temps” [Ndt. Quotidiano svizzero] cade nella più grottesca disinformazione, riportando un Orban: “criticato da tutti i suoi avversari politici per la sua errata gestione dell’epidemia”. È così? L’UE ha cinque paesi con una popolazione di circa dieci milioni di abitanti. Ecco il numero di morti per ciascuno di essi: Belgio (15.000) – Repubblica Ceca (6.900) – Svezia (6.300) – Portogallo (3.700) – Ungheria (3.500). Gestione “erratica”, dicono…

Non sorprende che l’Unione Sovietica Europea sia molto arrabbiata con il Primo Ministro Ungherese e stia cercando con tutti i mezzi di impedirgli di ricorrere al vaccino Sputnik, sotto l’argomento pretestuoso che tutti gli Stati membri devono rispettare le regole e comprare (quello più caro) dallo stesso laboratorio (occidentale). Ma Budapest non intende permettere che questo accada.

La Polonia, invece, nonostante il suo disprezzo per gli eurocrati, dovrebbe seguire saggiamente le loro raccomandazioni. Perché vedete, per lei l’abominio degli abomini rimane e rimarrà sempre l’orso. I piccoli geni di Varsavia hanno persino trovato una spiegazione formidabile per tutte le loro disgrazie: se il paese è nei guai con Bruxelles, in realtà è a causa dei Russi!

L’ “evidenza” è così fosca e contorta che un contorsionista si romperebbe le ossa, ma l’importante è salvare la faccia. Anche se è al costo di passare per uno zimbello…

http://www.chroniquesdugrandjeu.com/2020/11/hongrie-pologne-si-proches-si-differentes.htmlScelto e tradotto da Jean Gabin