Oh, say does that star-spangled banner yet wave
O’er the land of the free and the home of the brave?

Alla data attuale (Marzo 2019) sono 27 gli Stati americani che hanno adottato leggi progettate per scoraggiare il boicottaggio contro Israele. Sono leggi che puniscono le imprese che scelgono di boicottare Israele, ma un grosso numero di persone sostengono che le leggi sono incostituzionali perché violano la libertà d’espressione. Comunque una cosa è chiara: la politica che circonda Israele sta cambiando, è obbligatorio sostenere Israele incondizionatamente. Questi regolamenti anti-BDS richiedono alle imprese – che lavorano con i vari stati americani – di non fare parte a un boicottaggio contro Israele.

Quindi iniziano ad esserci persone – laureate, molto preparate e che magari parlano più lingue – che per motivi personali si rifiutano di firmare il giuramento dove ci si vincola a non boicottare Israele. Attualmente negli USA tutti parlano del caso Bahia Amawi, ma a me non interessa parlare di questo caso specifico. Parliamo di cittadini americani colti, istruiti, specializzati e che vivono negli USA. Persone che se vogliono proseguire con i loro contratti di lavoro devono fornire questa nuova certificazione. La certificazione chiede, al rinnovo del contratto, che chi firma si impegna a “non boicottare Israele”, che “non boicotta Israele durante il periodo di validità del contratto”, e che è necessario astenersi da qualsiasi azione “che è destinata a penalizzare, infliggere un danno economico, o limitare le relazioni commerciali con Israele, o con una persona o entità che fa affari in Israele o nei territori controllati da Israele”.

USA la terrà della Libertà promessa?

E poi ti trovi in una fantastica demokrazia orwelliana. In pratica poi è “una sorta” di nuovo giuramento che devi sottoscrivere, pena ritrovarsi in un circuito che puzza molto di apartheid. Insomma devi firmare per mettere in evidenza la tua opinione politica e se fai attivismo. Non male se questo è il posto dove vivi e lavori.

E poi chicca delle chicche: puoi continuare a lavorare, sei libero/a di impegnarti in qualsiasi attivismo politico, partecipare a un qualsiasi boicottaggio economico di un qualsiasi stato, accanirti contro le politiche di un qualsiasi altro governo al mondo… TUTTO ma non toccare Israele.

Non parliamo di leader di movimenti politici, parliamo di semplici cittadini che optano (spesso come consumatori) di non acquistare prodotti o servizi (di qualsiasi genere) provenienti da imprese israeliane. Peste ti colga se decidi di attivarti in difesa dei diritti dei Palestinesi!

Ti commuove la sofferenza dei Palestinesi? Sei convinto che sono vittime di repressione? Se lo pensi negli USA non te la senti di firmare il giuramento, ma poi ti ritrovi senza lavoro e magari diventi anche un sorvegliato speciale.

Comunque il concetto è che la maggior parte dei cittadini americani è ufficialmente impossibilitata dal sostenere un boicottaggio a Israele, se lo fanno incorrono in sanzioni o perdita del posto di lavoro. I pochi americani ancora liberi di formulare opinioni rischiano di perdere anche questa libertà. Una nuova barriera di censura. Il maccartismo sfonda nuove frontiere.

Un nuovo design dallo schema persuasivo, sei libero ma non troppo, là fuori “questi sono i nemici” ovvero quelli che io ti indico e ti devi allineare alla politica degli Stati Uniti… Ah la mitica libera espressione, libertà di parola e di associazione. Alessia C. F. (ALKA)

https://theintercept.com/2018/12/17/israel-texas-anti-bds-law/

https://palestinelegal.org/righttoboycott/

https://forward.com/fast-forward/370725/texas-becomes-17th-state-to-pass-law-outlawing-bds/

https://www.vox.com/policy-and-politics/2019/1/9/18172826/bds-law-israel-boycott-states-explained

https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2019-02-06/anti-bds-bill-approved-by-senate-avoids-first-amendment-questions

https://www.jewishvirtuallibrary.org/anti-bds-legislation

https://www.haaretz.com/us-news/.premium-u-s-senate-passes-anti-bds-legislation-with-strong-majority-1.6912547

https://bdsmovement.net/

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.