Quando il M5S fece la sua prima apparizione sulle scene politiche italiane, non molti anni fa, parve veramente di assistere alla nascita di un movimento rivoluzionario e genuinamente anti-casta capace di portare una boccata di aria fresca nello stantio panorama politico italiano della cosiddetta Seconda Repubblica. Quelli erano i tempi in cui Grillo, dopo la pars destruens dei VaffaDay, sembrava aver imboccato la strada della pars constuens, con l’intento di rinnovare la politica italiana che da troppo tempo era dominata dall’infruttifera contrapposizione tra centrodestra, imperniato sulla figura di Berlusconi, e centrosinistra. Erano anche i tempi in cui sempre più elettori di destra iniziavano a rinfacciare a Berlusconi di non essere più in grado di badare agli affari dell’Italia, impegnato come era ad arginare le sue continue inchieste giudiziarie, rese ancora più difficili da gestire dall’eco degli scandali della sua più che discutibile condotta morale nella vita privata, mentre al contempo anche gli elettori del centrosinistra davano segni di disaffezione nei confronti dei propri rappresentanti, accusati di non essere portatori dei veri valori di sinistra (qualsiasi cosa questa vacua espressione voglia dire, giacché ancora non mi è capitato di incontrare un elettore di sinistra che sia stato in grado di spiegarmi compiutamente in che cosa consistano effettivamente questi valori di sinistra).

Sta di fatto che le continue frizioni tra PdL e PD, solo apparenti più che reali, avevano portato gli italiani a maturare la convinzione che i due opposti schieramenti si comportassero nei fatti come i proverbiali ladri di Pisa, quelli che di notte rubano assieme salvo poi litigare di giorno sul modo in cui spartirsi il bottino. Sempre lesto ad approvare i più controversi disegni di legge avanzati dal centrodestra, come quando si trattava di votare in Parlamento l’innalzamento delle prebende dei politici, o la riduzione dei tempi previsti per la prescrizione per cui tante malversazioni da parte di infedeli amministratori pubblici non sono state debitamente punite, od ancora l’adozione di provvedimenti economici di austerità imposti dall’Europa che hanno portato alla svendita dei diritti civili e sociali dei lavoratori italiani, ecc…, il PD venne prontamente etichettato da Grillo come PD-L; invero una battuta assai brillante, che fece rapidamente presa sull’elettorato italiano, sia di destra che di sinistra, ormai stufo della manifesta incompetenza e disonestà di una classe politica ormai non più rappresentativa nella sua interezza della volontà popolare.

I disastrosi insuccessi in politica economica dei due grossi partiti succedutisi al governo nel corso degli anni, il netto peggioramento delle condizioni di vita degli italiani a seguito soprattutto della cosiddetta cura Monti (chiamato da Grillo, anche in questo caso con notevole arguzia, Rigor Montis), l’appoggio stesso che costui, grazie alla supervisione dell’ex presidente Napolitano, ebbe dai due maggiori partiti italiani sempre convergenti nella difesa dei propri interessi di bottega, hanno letteralmente spianato la strada al M5S, capace in pochi anni di conquistare le poltrone di sindaco a Torino e Roma e di diventare alle ultimi elezioni politiche il partito di maggioranza relativa, con oltre il 30% dei voti. A distanza di solo poco più di due anni da queste votazioni – lo si può dire senza timore di smentita – sono oggi milioni i nostri concittadini che si pentono amaramente di aver dato a marzo 2018 la propria fiducia al M5S. I sondaggi, per quanto sempre da prendersi con le pinze e presentati in maniera oltremodo discutibile (vedasi il caso americano in cui l’evanescente Biden starebbe massacrando Trump, secondo quanto riferito dai sondaggi commissionati dai media mainstream1), sono però particolarmente impietosi nei confronti del M5S: i grillini rischierebbero oggi di diventare il quarto partito politico2, dopo che nel 2018 sono stati largamente il primo, e a livello regionale sarebbero sul punto di diventare completamente evanescenti3.

Non ricordo affatto una tale debacle politica da parte di un partito che, dopo aver vinto a mani basse un’elezione nazionale, si sia ritrovato a perdere nell’arco di appena due anni la metà del proprio consenso elettorale, e sicuramente molto di più in alcune realtà regionali. Certo, anche la Lega ed il PD, dopo aver largamente trionfato nelle ultime due elezioni europee, hanno avuto una forte flessione. Però un conto sono le votazioni europee, un conto quelle politiche nazionali. In queste ultime sono probabilmente centinaia di migliaia i cittadini che “devono votare” in un certo modo: il cosiddetto voto di scambio non è una leggenda metropolitana. Pertanto, vi è paradossalmente più “libertà di scelta democratica” alle elezioni europee che in occasione delle elezioni politiche nazionali, in occasione delle quali si tende ad andare in pellegrinaggio presso i potentati locali alla stessa maniera in cui, nella scena iniziale del film Il Padrino, ci si recava da Don Vito Corleone il giorno delle nozze della figlia sapendo che il boss non si sarebbe potuto esimere dal dispensare favori a destra e manca4.

Però il crollo dei consensi del M5S resta un fatto clamoroso. Evidentemente, milioni di italiani erano convinti che con il loro voto la vecchia politica, soprattutto quella palesemente contraria agli interessi nazionali del PD, sarebbe stata spazzata via. Invece si sono ritrovati, dopo la breve parentesi del governo gialloverde, ad essere governati dal solito PD, il quale oramai da tempo immemore riesce sempre a stare al governo pur prendendo sempre meno voti. Che sia con Monti assieme al Berlusconi o con Conte assieme al M5S, il PD governa sempre anche quando perde le elezioni. Eppure questa è una cosa della quale il M5S non sembra – ma più verosimilmente non vuole – rendersi conto. Loro sono a tutt’oggi, fino a prova contraria, il partito di maggioranza relativa. Senza di loro non si potrebbe governare. Ma i grillini si comportano come se il vero partito di maggioranza relativa fosse il PD, come se alle elezioni del marzo 2018 sia stato il PD a prendere oltre il 30% dei voti, mentre il M5S non sarebbe che un partitino qualunque, uno di quelli che contano solo nel momento in cui portano quella manciata di seggi con cui raggiungere la maggioranza assoluta. Infatti è il PD che ha occupato i posti più importanti nei dicasteri. Tutti i ministeri che sono strategici per implementare quelle politiche di cui i grillini si riempiono la bocca, come quello dell’Economia, sono stati occupati da membri del PD, a cominciare da quel Gualtieri che non potrebbe essere più filoeuropeista di quanto già non sia, e conseguentemente più anti-italiano.

Ricordo come molti nostri connazionali si dissero stupiti dell’ingenuità commessa dagli elettori francesi allorché alle ultime elezioni presidenziali d’Oltralpe del 2017 votarono per il delfino di Attalì ed ex manager della Banca Rothschild, il gerontofilo Macron, anziché per la sovranista Marine Le Pen. Dopo il successo del governo gialloverde in Italia, in molti si dissero convinti che noi italiani avevamo dimostrato ai francesi come si fa a votare. Che i francesi si siano tirati da soli la zappa sui piedi votando Macron è cosa certa: infatti, con ogni probabilità, tra i gilets jaunes non ci sono solo elettori del FN. Però bisogna considerare che in Francia:

a) esiste un sistema elettorale, quello che prevede appunto il doppio turno alle presidenziali, che è stato studiato apposta per mettere il bastone tra le ruote all’ex FN (i francesi sono indottrinati alla lotta anti-fascista anche peggio di noi italiani, tanto che buona parte di essi voterebbero persino Satana in persona pur di non ritrovarsi con un odiato facho all’Eliseo);

b) una sempre più larga parte dell’elettorato francese non è propriamente composto da gente autoctona ed è inverosimile che possa votare per un partito che fa della difesa della Francia tradizionale, cattolica e bianca, il suo cavallo di battaglia.

In queste condizioni, in Francia i sovranisti non potranno mai vincere un’elezione, a meno che prima non vi sia stata una terribile guerra civile. In Italia però le cose potevano andare diversamente. Purtroppo, però, tutti quegli elettori che hanno creduto che il M5S fosse a tutti gli effetti un partito sovranista, desideroso solo di anteporre l’interesse dei cittadini italiani a quelli dei potentati economici europei ed ostile per natura alle politiche del PD, oggi si ritrovano ad essere governati da quello stesso esecrabile partito di Bibbiano con il quale i grillini avevano spergiurato alla vigilia delle elezioni che non si sarebbero mai alleati. Come sono lontani i tempi del PD-L, in cui Grillo non perdeva mai occasione di rimarcare come i due principali schieramenti politici italiani fossero come i ladri di Pisa! Come sono lontani anche i tempi in cui Di Maio minacciava di impeachment non Napolitano, ma addirittura Mattarella, per il suo diniego ad accettare come ministro dell’economia Savona, inviso all’Europa! Come sono lontani i tempi in cui il M5S si professava No Tav, No Vax, No Muos, ed invece oggi è passato tutto in cavalleria! Cosa sarà mai successo in questi due anni perché vi possa essere stata una tale giravolta a 180° da parte dei pentastellati?

In realtà, non è successo nulla di particolarmente strano. Semplicemente, il M5S ha dato piena dimostrazione di ciò che doveva essere ed è stato sin dal principio. Tutti coloro che ancora intendono votare per il Movimento dovrebbero prendersi la briga di analizzare la genesi del partito di Grillo e Casaleggio. Ancora troppi tra di loro ignorano i passi che hanno portato alla fondazione del movimento, soprattutto ignorano gli uomini che sono dietro ad essi. Grillo ha sempre avuto contatti con l’ambasciata americana e con altri distinti politici di area anglosassone. Tutt’oggi si dibatte se Grillo sia stato effettivamente presente sul panfilo Britannia nel lontano 1992, allorché si decise per la fine del modello di crescita economica italiano. Ma soprattutto, hanno sempre destato sospetto i rapporti tra Gianroberto Casaleggio, vero deus ex machina del Movimento, col noto lobbysta Enrico Sassoon, uomo potente, amico di gente ancora più potente, gente contro cui in teoria il M5S ha sempre detto di volersi battere a favore del popolo italiano5. Sassoon non può essere etichettato come un socio qualsiasi della Casaleggio Associati. I Sassoon, famiglia di ebrei sefarditi, sono quelli delle guerre dell’oppio6 che l’impero britannico mosse alla Cina che voleva vietare il commercio di oppio da parte della Compagnia britannica delle Indie Orientali nel Celeste Impero. I Sassoon, da sempre legati ai Rothschild, accumularono enormi ricchezze grazie al controllo di questa forma di commercio7.

Vi sono molti autori, ben più bravi di me, che hanno saputo descrivere ciò che vi è realmente dietro il Movimento in maniera a dir poco impeccabile. Questo articolo, pertanto, non vuole essere un resoconto della genesi del M5S. Esso nasce dall’esigenza personale di esternare alcune domande che mi sento di indirizzare agli stessi pentastellati. Vuole essere, per così dire, una sorta di lettera aperta indirizzata a tutti quei grillini che oggi devono farsi un esame di coscienza perché non c’è più tempo.

Grillo ed il suo Movimento hanno consegnato il paese al PD, e tramite questo a quegli stessi potentati contro cui dicevano di voler muovere guerra. È questo ciò che i grillini hanno sempre voluto? Rendere i cosiddetti poteri forti più forti che mai? Non credo che questa fosse la loro reale intenzione. Di certo non è quello che hanno sempre voluto i loro elettori, soprattutto quelli tendenzialmente di destra, la cui dabbenaggine nel votare i grillini è forse costata la vittoria al centrodestra alle ultime elezioni. Non è certamente neppure questa la volontà di quei tanti militanti che, credendo in un progetto che reputavano rivoluzionario, hanno investito tempo, soldi e energie nella convinzione di poter migliorare l’Italia. E forse non era neppure questa l’intenzione, almeno originariamente, di molti degli eletti nelle file del M5S.

Ma i fatti parlano chiaro. Chi pensava che il PD potesse essere la peggiore sciagura per l’Italia, oggi si deve ricredere: i grillini sono molto peggio. Spero che noi tutti si capisca quanto deleteria sia la cosiddetta anti-politica, soprattutto quando a farla sono personaggi di basso livello intellettivo accecati da una furia ideologica. Io stesso devo fare mea culpa. Ça va sans dire, a nessuno piacciono i politici che rubano, che si fanno pagare tangenti e che abusano dei privilegi che le leggi da loro stessi votate assegnano loro. Ma qualcosa di molto peggio esiste, e sono appunto coloro che, non avendo alcuna qualità o esperienza, in maniera del tutto arbitraria si assegnano il compito di moralizzare il paese, confidando in capacità che non hanno, essendo loro stessi motivati da una stolta ideologia. Peggio di essere governati da ladri è essere governati da incapaci che si credono moralmente superiori. Da sempre il PD è così; ma il M5S si è confermato di gran lunga peggiore.

Ad esempio, quando un ministro come l’Azzolina asserisce di essere attaccata solo in quanto giovane donna8, ella ci crede veramente che sia così. Non è in grado di capire che a destare rabbia nelle persone comuni è la sua conclamata inettitudine. I genitori vogliono solo sapere se e quando potranno mandare i propri figli a scuola e se verrà a questi garantita un’istruzione adeguata, come è sempre stato il caso della scuola italiana, almeno fino a quando il PD post-sessantottino non l’ha completamente sventrata. Al contempo, chi lavora nella scuola vuole risposte ed indicazioni ben precise da parte di chi, essendo a capo del ministero, è da ritenersi come la sua guida. Ad aprile, in piena emergenza COVID, il ministro Azzolina ebbe un incontro in videoconferenza con alcuni assessori regionali all’istruzione sul come fare eventualmente ripartire la scuola. Dopo un’ora di scena muta, la Azzolina si alzò e se ne andò improvvisamente, senza neppure salutare i suoi interlocutori, che rimasero stupefatti9. Quindi, è proprio vero che la Azzolina viene criticata in quanto giovane donna, così come asserisce lei? O non sarà piuttosto che l’opposizione ha ragione nel definirla un’incapace?

D’altronde, questo è un atteggiamento tipico di altri ministri grillini: ritenendosi loro onesti e capaci all’inverosimile e moralmente superiori, non sono in grado di contemplare la possibilità di un loro errore. Le decisioni che prendono per il bene comune non possono che essere perfette e chiunque li critichi non può che essere un ladro, un corrotto ed un fascista. Si pensi a Toninelli: lui è convinto veramente che i suoi sgravi sui monopattini importati dalla Cina possano costituire un volano eccezionale per la ripresa economica dell’Italia. Glielo si legge negli occhi quanta sia profonda questa sua convinzione. Ad onor del vero, la luce che emana dai suoi occhi ogniqualvolta si scaglia contro un avversario politico, solitamente Salvini, denota una convinzione che però dà l’impressione di rasentare il fanatismo. Personalmente, trovo questa luce assai inquietante.

Si tratta di un modo di fare tipico della sinistra. All’inizio di questo articolo, facevo presente di non aver mai trovato nessuno in grado di spiegarmi in che cosa consistano realmente i valori di sinistra. Ho sempre trovato persone che mi dicevano, di volta in volta, che Prodi non è di sinistra, che D’Alema non è di sinistra, che Renzi non è di sinistra, ecc… Ma mai nessuno che sia andato oltre: tutti che mi facevano presente cosa non è di sinistra, ma senza arrivare mai a farmi capire cosa siano realmente i valori di sinistra. Il fatto è che valori propriamente di sinistra non esistono in quanto tali. Esistono semplicemente dei valori. Ma se sono effettivamente tali, non ha importanza che siano di destra o di sinistra. Giustizia sociale, eguaglianza dei diritti, aiuto ai bisognosi, miglioramento del tenore di vita dei cittadini, ad esempio, sono valori di sinistra? Se i veri valori di sinistra sono cose del genere, beh, si sappia che non sono poi cose così eccezionali. Bene o male, qualsiasi persona che non viva come un bruto non può che aspirare a cose simili. In poche parole, i valori cosiddetti di sinistra non sono di esclusiva pertinenza della sinistra, ma di un qualsivoglia essere umano in quanto tale.

Ma, allora, che cosa contraddistingue realmente il sinistrorso? Qual è quell’elemento per cui è possibile identificare un individuo come di sinistra se i valori di sinistra sono invece da intendersi come valori di carattere generale? In realtà, ciò che fa dell’uomo di sinistra uno di sinistra è la contrapposizione alla destra: la sinistra esiste solo in antitesi alla destra, il sinistrorso definisce se stesso come di sinistra sempre ponendosi in contrasto con chi è di destra. Ma nel momento in cui si definisce se stessi solo a partire dalla contrapposizione con chi viene percepito come altro da sé, ecco che l’elemento realmente dirimente diventa il sentimento di esclusione, che facilmente si può trasformare in odio. Curioso come l’odio sia il vero motore emotivo della sinistra, eh? Il che è persino paradossale, considerando quanto sia cara alla sinistra la lotta contro i cosiddetti hate speeches. Eppure è così: la sinistra può esistere solo nel momento in cui odia la destra. La demonizzazione dell’avversario è quindi una sorta di conditio sine qua non per la sinistra: senza, essa non esisterebbe. Anzi, maggiore è il grado di reductio ad hitlerum con cui viene attaccato l’avversario, maggiore è il senso di superiorità morale che il sinistrorso ne può trarre. Questo spiega perché il sinistrorso non può esimersi dal riversare ogni sorta di malevolenza nei confronti dell’avversario, sia esso Berlusconi o Salvini. Per quanto non un grosso estimatore di Salvini, devo però convenire che egli è fatto oggetto di una campagna di odio terrificante da parte della sinistra. Gli epiteti ingiuriosi che gli vengono vomitati addosso gridano vendetta al cospetto di Dio. Mettiamola così: se il personaggio di Salvini ha oggi, in questo dato momento storico, una sua funzione e utilità è quella di fungere in qualche modo da parafulmine, ossia di essere il soggetto su cui si concentra l’odio che la sinistra non può evitare di manifestare.

Ma cosa c’entra il M5S nel suddetto discorso? C’entra, perché il M5S deve essere considerato a tutti gli effetti di sinistra sulla base della descrizione sopra fornita. Si sa che è stato votato da tante persone di destra, le quali oggi però si sono pentite di averlo fatto. Parimenti, Grillo stesso diceva che il M5S non era né di destra né di sinistra, essendo a suo giudizio la tradizionale dialettica destra-sinistra superata. Ovviamente il comico genovese mentiva. Il M5S è intrinsecamente di sinistra. Non esiste all’interno del Movimento un’ipotetica ala di sinistra, capeggiata da Fico, ed una di destra, capeggiata da Di Maio e magari ancora propensa ad un’alleanza con la Lega. Esiste solo un Movimento che è di sinistra fino al midollo, perché al pari del PD anche i pentastellati hanno bisogno di trovare la propria ragion d’essere dalla contrapposizione verso qualcosa percepito come diverso e nel sentirsi investiti di una funzione messianica. Nel caso del M5S, è l’anti-politica l’elemento emozionale attorno cui si coagulano le forze e le volontà degli adepti, pardon, degli attivisti. Si tratta dell’avversione verso una classe politico-dirigenziale percepita come corrotta, inefficiente, ladra, irresponsabile, illiberale. Il che non è senza fondamento, certamente. Ma nel momento in cui ti credi migliore solo perché urli “onestà” (anzi, honestà, con la acca ben aspirata), quando invece le tue qualità sono comparabili a quelle di un ministro Azzolina (ossia imbarazzanti), il disastro è dietro l’angolo.

Ma c’è di peggio che essere semplicemente inetti. Si può essere anche degli inetti deboli ed invidiosi. In questo caso, si diventa facilmente manipolabili e soprattutto estremamente dannosi. Inutile girare attorno al problema: sappiamo benissimo che tantissimi parlamentari del M5S sono persone che hanno visto il loro reddito salire vertiginosamente da quando sono entrate in quel Parlamento che dovevano aprire come una scatoletta di tonno, mentre in precedenza facevano la fame, o quasi. Emblematico il caso di Di Maio: da venditore di bibite allo stadio a ministro degli Esteri. Non è una cosa questa che capita tutti i giorni. Soprattutto è difficile tornare indietro quando si assaporano certe comodità. Ad esempio, come fare a pagare il mutuo se la legislatura dovesse finire anzitempo? Sarà un caso, ma dopo le elezioni del marzo 2018 vi è stato un boom di richieste di mutui per l’acquisto di immobili presso l’unico sportello bancario presente in Parlamento; d’altro canto, in quale altro posto al di fuori del Parlamento trovi una banca che ti pratica un interesse di appena l’1% su un mutuo10? Il politico di professione, quello che non ha mai fatto un lavoro serio in vita sua, quello che ha sempre gozzovigliato dentro il partito e che dopo pochi anni di legislatura porta a casa una pensione da sogno, è una figura che non piace a nessuno. Anzi, disgusta. Ma a malincuore tocca ammettere che vi è di peggio: per esempio, ci potrebbe essere uno scappato di casa che contrae un mutuo ad un tasso incredibilmente basso per acquistare un immobile di pregio che in precedenza mai si sarebbe potuto permettere e che sa che nel momento in cui la legislatura dovesse finire in anticipo, avendo la certezza di non essere più rieletto, sia per la questione del limite dei due mandati, sia perché nessuno lo voterebbe più, perderebbe tutti quei privilegi ai quali si era abituato e sarebbe impossibilitato a far fronte ai propri debiti, in primis quello del mutuo. Quindi, che fare? Niente: pur di non perdere questi benefici facendo cadere il governo prima del termine della legislatura, questo scappato di casa voterebbe persino Stalin se solo glielo chiedessero (pare che un parlamentare grillino si sia espresso proprio in questi termini). O magari, più semplicemente, non avrebbe esitazione a votare per il MES dopo che per anni ha comunque sbraitato che non lo avrebbe mai accattato.

Non si facciano illusioni coloro che credono ancora in un fermo rifiuto del M5S contro il MES. L’abissale crollo del PIL italiano11 verificatosi negli ultimi mesi ha messo spalle al muro il nostro paese. Eppure ci sarebbe una chance per autofinanziarci senza dover far ricorso a questi “aiuti” dall’Europa che in realtà ci legherebbero mani e piedi all’usurocrazia finanziaria europeista: basterebbe emettere con continuità titoli di stato che in questo momento, anche per una serie di fattori contingenti, potrebbero essere venduti senza troppe difficoltà. Infatti, ora come ora la BCE si trova costretta ad acquistare titoli di stato dei paesi membri funzionando da prestatore di ultima istanza, esattamente come hanno sempre fatto le banche centrali dei singoli paesi europei prima dell’introduzione della moneta unica. Si dà il caso che il grande malato d’Europa sia oggi per certi versi più la Francia che l’Italia. La Francia è un paese che si è fortemente deindustrializzato negli ultimi decenni12. In più, le grandi banche transalpine detengono centinaia di miliardi di debito pubblico italiano (i francesi sono a tutti gli effetti i nostri principali creditori)13. In queste condizioni, la BCE non può fare a meno di dare una mano alla finanze italiane acquistando sistematicamente i titoli di stato emessi dal nostro paese (occorrerà peraltro vedere quello che succederà il 05 agosto, data entro cui la BCE dovrà dimostrare alla Corte Suprema tedesca di Kalrsruhe che i vari QE attuati nel corso di questi ultimi anni non sono in contraddizione con la legge fondamentale tedesca)14: se la BCE non lo facesse, assieme all’Italia salterebbe anche la Francia, e quindi addio all’asse franco-tedesco che è l’impalcatura portante dell’intero costrutto europeo, a maggior ragione dopo la Brexit.

Purtroppo per noi la gestione delle finanze pubbliche è stata demandata dai grillini a quel Gualtieri di cui si faceva accenno poc’anzi. Anzi Gualtieri, invece di approfittare di questa situazione particolarmente favorevole, ha iniziato ad esternare preoccupazioni circa un’eventuale crisi di liquidità delle finanze pubbliche italiane. Giustamente, gli è stato ribattuto che una simile avventata asserzione non solo non ha alcun fondamento, dato che i mercati finanziari continuano ad acquistare titoli di stato italiani senza richiedere un interesse più alto, cosa che avverrebbe di sicuro qualora questi avessero percezione della presenza di problemi di cassa; gli è anche stato fatto presente che tale sciagurata boutade rasenta la manipolazione dei mercati ed ha forse come fine inconfessabile quello di gettare discredito sullo stato delle finanze del nostro paese affinché gli stessi mercati finanziari si convincano che la situazione italiana è talmente critica da non potersi fare a meno del ricorso al MES15. Non risulta che il ministro dell’economia sia stato rimproverato per questa improvvida affermazione da quello che resta pur sempre il principale partito di governo. Anzi, solo pochi giorni fa sono stati rinnovati i vertici della Commissione Bilancio e della Commissione Finanze della Camera: sono stati eletti come presidenti rispettivamente i deputati del PD Melilli e quello di IV Marattin, tra gli uomini più vicini a Gualtieri e che con maggior forza chiedono di adottare i fondi del MES16. Non certo un buon viatico per i parlamentari pentastellati, i quali temono di aver concesso per propri demeriti sin troppo potere al PD, così che alla prova dei fatti non potrebbero non essere più in grado, forse, di opporsi al MES17.

D’altronde, anche col Recovery Fund appena concordato non che le cose vadano meglio. Tralasciamo il fatto che questi soldi arriveranno comunque quando sarà troppo tardi e che essendo l’Italia contribuente netto dell’Unione Europea alla fine, una volta detratti i soldi che saremo tenuti a dare a questa, ci verranno indietro come contributi a fondo perduto appena 4,2 miliardi di euro l’anno18. Principalmente, a destare preoccupazione sono le condizioni alle quali dovremo restituire i prestiti che contrarremo con l’Europa. Sempre Gualtieri pochi giorni fa, parlando tra il lusco ed il brusco, ha fatto intendere che la parte prestiti del RF è costituita da crediti privilegiati19, esattamente come quelli del MES. E questo è decisamente grave. In poche parole, qualora disgraziatamente il nostro paese facesse default, lo Stato italiano rifonderebbe per primi i creditori europei e solo in un secondo momento, sempre che vi siano ancora soldi, i possessori di titolo di stato. In pratica, in questa malaugurata evenienza, milioni di piccoli e medi risparmiatori italiani si ritroverebbero ad avere investito i risparmi di una vita in carta straccia. Per di più, si lancia un cattivo segnale a tutti quegli investitori che vorrebbero ancora acquistare titoli di stato italiani. Sapendo che in caso di fallimento dello Stato italiano rischierebbero di non veder tornare più indietro un soldo, sarebbero tentati a richiedere un tasso di interesse superiore per accettare questo rischio. Essendo stato calcolato che esiste una correlazione diretta tra quota debito pubblico sotto forma di crediti privilegiati e spread, va da sé che quest’ultimo è destinato ad aumentare se veramente i prestiti del RF risultassero essere di tipo senior. Le conseguenze per l’Italia sarebbero ovvie: le tensioni sui mercati internazionali diverrebbero ingestibili e per la gioia di Gualtieri si verificherebbero quei tanto da lui agognati problemi di cassa che comporterebbero l’inevitabilità del ricorso al MES con l’aggiunta della Troika. E meno male che si diceva che il prode Conte era stato capace di strappare in Europa il miglior compromesso possibile!

Ma siccome al limite non c’è mai peggio, vi è un ulteriore fattore da tenere in considerazione. Per una migliore comprensione si pensi alla tenacia con cui il M5S difende il reddito di cittadinanza. Vero è che i grillini hanno fatto di questo reddito di cittadinanza il proprio cavallo di battaglia: forse è questo l’unico risultato concreto che, seppur parzialmente, hanno portato a casa dopo aver abbandonato tutte le altre istanze di cui si erano fatti portatori durante la campagna elettorale. Ma il concetto di reddito di cittadinanza è in sé deleterio. Se da una parte uno Stato civile ha il dovere prima di tutto morale di non lasciare indietro nessuno dei suoi cittadini che si trovassero in difficoltà, dall’altra è altrettanto vero che il reddito di cittadinanza non va considerato come un diritto inalienabile della persona, come vanno dicendo i grillini. Altrimenti diventa un reddito di nullafacenza. Le persone devono avere il diritto di lavorare e guadagnarsi il pane lavorando: questo sì che è un diritto da difendersi a tutti i costi. Non a caso, l’articolo 1 della costituzione italiana recita che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma il reddito di cittadinanza deve essere al più considerato come una concessione perché, volenti nolenti, la sua erogazione dipende dai sacrifici di chi lavora e paga tasse tra le più esose al mondo.

Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere subordinato ad una serie di politiche economico-sociali finalizzate al raggiungimento della piena occupazione, cosa questa che è impossibile raggiungere allo stato attuale, date le limitazioni imposte dall’austerity europea e dall’adozione dell’euro, in realtà un marco tedesco camuffato. Fintantoché rimarrà in vigore la legge costituzionale 1/2012 che prevede il pareggio di bilancio, il raggiungimento della piena occupazione sarà solo una chimera. Questo di fatto non solo rende implicitamente vuoto l’articolo 1 della costituzione italiana, ma fa sì che il reddito di cittadinanza finisca sempre più col gravare sulle spalle del solo ceto medio produttivo. L’insistenza con la quale i grillini ribattono che il reddito di cittadinanza deve essere considerato come un diritto inalienabile della persona cela invece l’aspetto peggiore della loro ideologia comunisteggiante: l’avversione congenita verso questo ceto medio produttivo il quale ai loro occhi non ha mai diritti ma solo doveri, e che si deve svenare per garantire quel costante afflusso di cassa con cui sovvenzionare quelle politiche assistenzialiste di cui spesso beneficia quella parte della popolazione che non concorre al bene comune magari solo perché non lo vuole. Boss mafiosi20, spacciatori, truffatori, rapinatori21 e persino autori di crimini efferati come Pietro Maso hanno potuto beneficiare del reddito di cittadinanza22. Qualcuno si ricorderà di costui: non ancora ventenne massacrò i genitori per ereditarne le proprietà in modo da potersi dare alla bella vita.

In questo mi vedo perfettamente concorde con il dottor Blondet, il quale ha sempre fatto presente che l’idea che la maggior parte di grillini ha di questo ceto medio imprenditoriale è molto pericolosa. Per costoro infatti l’imprenditore è il prenditore, tipicamente colui che paga una tangente alla pubblica amministrazione per vincere in maniera fraudolenta un appalto. Invece la figura dell’imprenditore, soprattutto al Nord, è ben altra: si tratta perlopiù di una persona profondamente legata al territorio di origine che investe i propri risparmi personali, i propri beni materiali, energie e molto spesso la propria intera esistenza in un attività produttiva che lui stesso considera come capace di esprimere una funzione sociale perché in grado di generare benessere a vantaggio dell’intera comunità di appartenenza. Certamente i tempi sono cambiati, ma è questo il genere di imprenditore che ha fatto grande l’Italia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. I nomi più altisonanti sono quelli dei Ferrari, dei Lamborghini, degli Olivetti, dei Ferrero, ecc… ma sono stati a milioni gli italiani, nostri nonni o padri, che con sacrifici hanno creato quasi dal nulla un benessere diffuso avendo molto spesso nello Stato un ostacolo alla propria attività imprenditoriale. I grillini sono congenitamente incapaci di concepire la grandezza di questi sacrifici. Al pari dei comunisti, essi sono mossi soprattutto dall’invidia sociale. Si rifiutano di capire che una persona possa avere fatto fortuna semplicemente perché se lo è meritata, perché è brava, perché si è dannata l’anima per creare qualcosa di cui poter essere fiera. Invece per loro si tratta quasi sempre di un filibustiere, di un poco di buono, di un approfittatore, da punirsi a prescindere perché certamente nasconde degli scheletri nell’armadio, salvo poi esigere da lui il pagamento di quelle tasse con cui dare il reddito di cittadinanza ad un Pietro Maso. Il M5S è veramente il partito delle procure, quelle che dicono che “non esistono politici innocenti, ma colpevoli su cui non sono state raccolte prove”23. Similmente per i grillini non esistono imprenditori onesti e capaci, ma solo prenditori sui quali non si sono ancora raccolte prove del fatto che abbiano pagato una tangente.

Questo atteggiamento, si diceva, è molto pericoloso perché fa dei grillini i perfetti utili idioti di cui si servono coloro che vogliono devastare il tessuto produttivo italiano e consegnare il paese alla povertà più nera. Poco sopra, ho scritto come questo articolo voglia essere soprattutto una sorta di lettera aperta indirizzata ai simpatizzanti del M5S. Ribadisco il concetto: ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo è la speranza che essi si rendano conto della drammaticità di questo momento e di come poco tempo ancora manchi prima del collasso definitivo del paese. Non è rimasta loro che un’ultimissima occasione di riscatto e mi auguro per il bene di ciascuno di non che non la sprechino stoltamente.

Conte ha appena prorogato lo stato di emergenza fino al 15 di ottobre24 senza che ve ne sia alcuna necessità. Non è nostra intenzione passare per negazionisti ma c’è una verità incontrovertibile di cui si deve rendere conto: se a marzo si è reso necessario il lock down perché si temeva di non poter avere sufficienti posti in terapia intensiva per curare tutti i pazienti, oggi si è capito che l’aver tutti questi posti in terapia intensiva non è affatto così fondamentale dato che, essendosi scoperto che il COVID genera non polmoniti interstiziali ma trombi all’arteria vascolare, è possibile curare i pazienti facendo uso di semplici farmaci come l’idrossiclorochina o, in casi più gravi, l’eparina. Ormai non si contano più i casi di studi che dimostrano l’efficacia di questi farmaci25, nonché le proteste di medici di specchiata fama e onestà che lottano per far capire quanto inutili e dannose siano le misure adottate dai governi26.

Quindi, perché insistere con queste politiche restrittive? Perché prorogare uno stato di emergenza (l’Italia unico paese del mondo occidentale ad averlo fatto) in assenza di una reale emergenza? Perché punire con tanta severità gli esercizi commerciali che non rispettano le misure anti-COVID? Perché non rendere i cittadini edotti delle cure che oggi sembrano così efficaci contro la malattia? Perché insistere nel tenere segretati i verbali del Comitato Tecnico Scientifico sulla base dei quali Conte ha deciso per la chiusura dell’Italia27?

Ma le decisioni più importanti prese degli eletti del M5S non dovevano essere preventivamente discusse in streaming direttamente in collaborazione con la cittadinanza o attraverso le votazioni da parte degli iscritti sulla piattaforma Rousseau? Perché, al contrario, tanta segretezza? Si vuole forse nascondere qualcosa? O peggio, perché proporre un disegno di legge manifestamente liberticida per punire chi rifiuta trattamenti sanitari obbligatori come se si trattasse di un negazionista dell’Olocausto?

Ah sì, dimenticavo. Un’ultima domanda: perché Grillo in persona poco prima dello scorso Natale, a sole poche settimane di distanza dal suo incontro riservato con l’ambasciatore cinese in Italia, era stato visto indossare una mascherina, e tutto questo settimane prima che chiunque sentisse mai parlare del coronavirus?

Sono queste le domande a cui vorrei che i grillini mi dessero risposta. Forse non se ne rendono conto, ma il tempo stringe: dopo il pesante lock down che ci è stato imposto da Conte quest’ultima primavera sulla base di dati scientifici a cui noi cittadini italiani non abbiamo accesso e che ha portato al collasso dell’economia italiana, un altro eventuale lock down come quello che le ultime mosse del governo Conte (in cui il M5S è partito di maggioranza relativa) fanno presagire possa purtroppo esserci il prossimo autunno, sarebbe la pietra tombale sull’economia italiana. Nel volgere di pochi mesi ci saremo trasformati da una delle principali potenze economiche al mondo, seppure da anni in stato di palese difficoltà, in un paese letteralmente del terzo mondo, quasi completamente deindustrializzato, senza manifattura e senza lavoro, con decine di milioni di cittadini letteralmente alla fame, non solo per la mancanza di redditi da lavoro ma anche per il probabile rincaro del prezzo dei generi di prima necessità, giacché anche il comparto agroalimentare ha subito dal lock down primaverile un colpo così duro da poter portare al fallimento di circa il 30% delle industrie del settore28. Adesso capisco perché Mitt Dolcino consiglia di coltivarsi un orto: per tanti italiani potrebbe essere l’unica occasione per procacciarsi cibo a buon mercato.

Chi pagherà il reddito di cittadinanza di milioni e milioni di cittadini ridotti alla fame allorché il ceto medio produttivo, così tanto inviso al M5S, si sarà pressoché estinto? Come pensano i grillini di salvaguardare questo “diritto” al reddito di cittadinanza quando le casse dello stato saranno kaputt a tal punto che neanche gli aiuti del MES non potranno portare alcun giovamento? Ma soprattutto, come pensano di poter scansare la rabbia popolare che inevitabilmente si riverserà su di loro? Quelli del PD, almeno, sono più furbi. Molti di loro hanno un piano B: quando la situazione si farà esplosiva e dovranno dirigersi versi lidi più sicuri, troveranno pronti ad accoglierli tanti amici in Europa o al più emigreranno in Francia dal compare Enrico Letta. Ma i grillini? Pensano realmente di poterla sfangare? Come credono di poter scampare alle proprie responsabilità?

Ecco perché questo è realmente la loro ultima occasione di riscatto. Ma lo capiranno? Vogliono veramente un altro Holodomor? Vogliono veramente passare alla storia come i principali responsabili di un nuovo sterminio dei kulaki? Probabilmente no; anzi, sicuramente no. Non erano affatto queste le loro intenzioni. Ma è questo ciò che otterranno se non si faranno seduta stante un esame di coscienza: un nuovo sterminio dei kulaki di cui la posterità li riterrà diretti responsabili. E dire che sarebbe loro bastato fossero solo un po’ più svegli. Sarebbe stato loro sufficiente esaminare con attenzione il video Gaia del loro defunto guru Casaleggio: era stato già tutto detto lì. Evidentemente non si aspettavano che le politiche malthusiane di diminuzione della popolazione mondiale ivi descritte avrebbero avuto inizio proprio da noi.

1 https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sondaggio-Biden-in-testa-con-52-per-cento-consensi-Trump-al-37-3618a505-2e6d-4a78-b700-e8a98f74f2a3.html

2 https://www.affaritaliani.it/sport/milan-news/sondaggi-lega-pd-a-meno-di-un-punto-numeri-clamorosi-e-m5s-meloni-687565.html

3 https://www.ilsussidiario.net/news/sondaggi-politici-regionali-toscana-giani-al-45-e-ceccardi-al-42-e-flop-m5s/2054647/

4 https://www.youtube.com/watch?v=Ye12fBU00jc

5 https://www.maurizioblondet.it/casaleggio-cinque-stelle-la-stelle-strisce/

6 https://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_dell’oppio

7 https://www.databaseitalia.it/genesi-del-m5s-storia-di-uninfiltrazione-delle-elite-ultramondialiste/

8 https://www.ilgiornale.it/news/politica/azzolina-promette-scuola-non-chiuder-pi-poi-sfida-salvini-1877906.html

9 https://www.repubblica.it/cronaca/2020/04/08/news/coronavirus-253466084/

10 https://www.termometropolitico.com/1301329_governo-boom-mutui-casa-banca-parlamento.html

11 https://www.agi.it/economia/news/2020-07-31/crollo-pil-economisti-escludono-ripresa-v-9305142/

12 https://www.lefigaro.fr/vox/economie/la-france-est-devenue-le-pays-europeen-le-plus-desindustrialise-20200720

13 https://it.insideover.com/economia/quellasse-tra-bce-francia-e-moodys-per-salvare-il-rating-italiano.html

14 https://www.maurizioblondet.it/il-5-agosto-fine-delleurozona-e-possibile/

15 https://www.diariodelweb.it/politica/articolo/?nid=20200724-547091

16 https://www.milanofinanza.it/news/fabio-mellili-pd-eletto-alla-presidenza-della-commissione-bilancio-della-camera-202007292333173600

17 https://www.ilgiornale.it/news/politica/m5s-nel-panico-adesso-i-grillini-rischiano-limplosione-1880529.html

18 https://twitter.com/SMerler/status/1285538877269311489/photo/1

19 https://www.youtube.com/watch?v=gGt5IxUH_Ck

20 https://www.iltempo.it/politica/2020/05/20/news/reddito-di-cittadinanza-ndrangheta-governo-soldi-mafia-centrodestra-attacca-maurizio-gasparri-fratelli-ditalia-1326935/

21 https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/reddito-cittadinanza-guardia-finanza-1.5359565

22 https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/07/29/oggi-a-pietro-maso-reddito-cittadinanza_c6abff52-eb6b-4307-beb9-4a042a179780.html

23 https://www.ilsussidiario.net/news/piercamillo-davigo-presunzione-innocenza-piaga-italia-errore-aspettare-sentenze/2029069/

24 https://www.quotidiano.net/politica/stato-di-emergenza-conte-1.5365613

25 https://www.thegatewaypundit.com/2020/07/huge-development-51-global-studies-find-hcq-effective-treating-covid-19-16-find-hcq-not-effective-10-late-treatment-studies/

26 https://www.breitbart.com/tech/2020/07/27/facebook-censors-viral-video-of-doctors-capitol-hill-coronavirus-press-conference/

27 https://www.iltempo.it/politica/2020/07/29/news/stato-di-emergenza-covid-italia-governo-conte-proroga-15-ottobre-documenti-comitato-tecnico-scientifico-tar-24025540/

28 https://www.ilsole24ore.com/art/agroalimentare-rischio-sopravvivenza-30percento-imprese-italiane-ADIYxmc?refresh_ce=1