Il mio precedente post sui vaccini ha riscosso un certo successo.

Da studioso di tecnologie, business model ed economia, mi ha particolarmente colpito l’approccio di Moderna.

Disclaimer: io stesso possiedo azioni di Moderna, acquistate dopo le mie analisi di qualche tempo fa.

Ora, si parla tanto dei famosi effetti nefasti dei nuovi vaccini di Moderna e Pfizer-Biontech, rispetto ai vecchi approcci.

Come viene “validato”un vaccino? Per validazione, intendo che il vaccino a) si dimostra efficace nel contrastare o neutralizzare la malattia, b) causa eventuali effetti collaterali che non pregiudicano la salute del paziente e c) puó essere prodotto in sicurezza e in quantitá necessarie.

I trial clinici sono una modalitá per verificare nuovi livelli di diagnosi, trattamento, prevenzione di malattie. Lo scopo é quello di verificare, per test, se un farmaco é sia efficace che sicuro.

Immaginiamo di dover validare un nuovo farmaco. Il processo che tipicamente viene seguito é descritto qua sotto. Chiaramente possono esserci variazioni, ma grosso modo il fattore chiave é il numero dei volontari testati e il tempo necessario per analizzare i dati.

Fase 0:

un massimo di 15 volontari vengono testati. Il dosaggio é bassissimo per assicurarsi che non vi siano controindicazioni importanti, prima di passare a dosaggi maggiori nelle fasi successive.

Si studiano gli effetti, si possono modificare le formule, etc.

Se alla fine le cose vanno come sperato, si passa alla fase successiva.

Fase 1:

Questa fase richiede un numero di volontari fra 20 e 80, senza problemi di salute pregressi. Si verifica il massimo dosaggio che non produce effetti collaterali seri. Si verifica poi se il farmaco puó essere somministrato per via orale, intravenosa, inframuscolare, o con uso topico (gel, cerotti, pomate).

Percentuale di successo media : 70%.

Durata tipica: diversi mesi

Fase 2:

Qua le cose si fanno importanti, in termini di numero di persone coinvolte.

Questa fase richiede un numero di volontari di alcune centinaia. Si usano i dosaggi sperimentati in fase 1. Viene raccolta una enorme mole di dati, che va analizzata, prima di procedere alla Fase 3.

Percentuale di successo media : 30%.

Durata tipica: diversi mesi o qualche anno

Fase 3:

Il numero di volontari coinvolti é intorno ai tremila. A differenza delle fasi precedenti, i volontari soffrono della patologia che il nuovo farmaco sperimentale é chiamato a curare. Occorrono anni per validare i dati. Si adopera il criterio del doppio cieco, si randomizzano le selezioni dei partecipanti, si somministrano placebo o farmaci esistenti alternativi per la cura per avere dati il piú accurati e non polarizzati possibili. 

Se la fase 3 ha successo, in genere gli organismi di controllo del farmaco (FDA in USA, EMA in Europa) danno l’approvazione per l’uso.

Percentuale di successo media :  25%.

Durata tipica: anni.

Fase 4:

Dopo che la FDA o l’EMA danno l’ok, i farmaci continuano ad essere testati su migliaia di partecipanti, per verificare gli effetti sulla salute nel lungo periodo e la durata dell’efficacia del farmaco.  

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Ora, veniamo all’approccio del vaccino di Moderna.

In fase 3, sono state testate non 3mila persone, ma trentaquattromila. Un numero stratosferico. 

La durata é stata di sole 9 settimane. Questo perché statisticamente si é scoperto che gli effetti indesiderati di un farmaco insorgono in massima parte entro i due mesi dal richiamo.

Come é stato possibile? perché col nuovo approccio “software-industriale” del farmaco, che ho giá spiegato altrove, é stato possibile creare un enorme quantitativo di dosi in tempi ridottissimi. 

Ovviamente i finanziamenti statali sono stati necessari per accelerare gli acquisti dei macchinari, ma é proprio il modello industriale ad essere innovativo. E’ flessibile e altamente scalabile.

Si obietterá che la fase 3 é durata pochissimo. E’vero. Per di piú, per acceleare i tempi, molte aziende produttrici del vaccino hanno parallelizzato le tre fasi. Parallelizzare comporta un rischio: se qualcosa va storto, si ritorna velocemente al punto di partenza, anziché alla fase precedente. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza coi processi industriali, sa che parallelizzare aumenta i rischi che le cose vadano storte ma riduce il time to market significativamente.

Non entro minimamente nel merito etico della scelta se sia lo stato a dover imporre la vaccinazione, o se la decisione spetti all’individuo. Esula dall’articolo. Ognuno la pensi come vuole.

Questo articolo serve semplicemente, come il precedente, ad illustrare le differenze tecnologiche ed industriali che hanno consentito ai vaccini basati su mRNA di ottenere l’approvazione in cosí poco tempo. Semplicemente, c’era una quantitá di dati enorme a disposizione, e su un periodo di tempo piú breve. La parallelizzazione delle fasi di trial é stata considerata necessaria a causa della natura emergenziale della pandemia in corso. 

Un’ultima considerazione: non é che un vaccino efficace al 95% sia migliore di uno efficace al 94%. Dipende dal “dataset”, cioé dal campione testato. Moderna NON ha preso volontari con etá inferiore ai 18 anni, Pfizer-Biontech si, fin sotto ai 16 anni. Bisogna poi capire le patologie pregresse del campione.

Il CEO di moderna ha detto chiaramente che se un individuo é giovane e sano, é meglio risparmiare il vaccino Moderna e somministrare un altro tipo di vaccino. Il vaccino Moderna é meglio indicato per persone anziane o pazienti cardiopatici, ipertesi o in sovrappeso.

Al solito, i dati vanno analizzati e interpretati con cura, anche se i giornalisti buttano in prima pagina un tipo che ha uno schock anafilattico dopo il vaccino. 

In merito agli effetti collaterali (dolori muscolari, stanchezza, finanche vomito) essi sono stati documentati. 

Controindicazioni documentate da Moderna

Il vaccino non puó al momento essere considerato sicuro se viene somministrato a donne incinte, o a neonati allattati al seno. Quindi, meglio evitare in questi casi. Mancano i dati.

Mancano altresí i dati per sapere se il vaccino moderna é interoperabile con altri vaccini. Quindi, evitare l’uso di due vaccini diversi.

Il vaccino NON va somministrato a persone sofferenti di importanti reazioni allergiche ai componenti del vaccino. 

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Brevi mie considerazioni finali: ripeto, il mio articolo non vuole essere un invito a vaccinarvi, o a non vaccinarvi. Spiego solo come funziona la cosa. C’é molto altro da dire, ma tengo per me altre informazioni che sono troppo tecniche per un post generalista. 

Questo nuovo approccio alla produzione dei farmaci, potrebbe a breve dare inizio alla creazione di farmaci specializzati sulle patologie del singolo individuo, e a costi accessibili. E’ semplice economia di scala: anziché dover essere milionari per permettervi un’automobile ai primi del ‘900, Ford vi ha dato un’auto familiare dopo pochi anni, piú affidabile e piú economica. Nel campo big pharma, assisteremo, é mia convinzione almeno, ad un enorme shift in pochi anni. Non parliamo di vaccini, parliamo di cure a tutto campo.

Inoltre, cambia completamente il modo in cui un vaccino o un medicinale vengono sviluppati. E’il corpo umano a produrli. Gli si danno solo le istruzioni. Immaginate di poter produrvi, se siete diabetici, l’insulina da soli. Ad un costo di qualche euro. Ecco, questo per darvi il senso della cosa.

Se ci sono imprecisioni nell’articolo, considerando che é un condensato di studi che ho effettuato in rete, fatemi sapere. Grazie.

Posted by ExitEconomics https://exiteconomics.blogspot.com/2021/01/vaccini-trial-clinici-e-chances-di.html