11 maggio 2020. Posto una serie di esuli pensieri, forse troppi, senza il necessario approfondimento. Ognuno di questi temi meriterebbe una attenta analisi, ma il tempo, la nostra risorsa più importante, è quello che è.

Le nuove curve,

salvo improbabili mutazione del virus, saranno assai simili a questa simulazione B(D)SIR – Behavior (Death), Susceptible, Infected, Resolving – elaborata da alcuni professori di Stamford

Nel modello B(D)SIR, il tasso R0 varia con il Behavior che, nel breve periodo, prossime settimane/mesi, è soprattutto una funzione del tasso di mortalità D. Variabili chiave nella equazione rimangono anche:

  • (1) la nostra velocità di intercettare/spegnere nuovi focolai I (infected);
  • (2) la tecnologia medica (cocktails di cure, vaccini) che serve per ridurre D (Death) e S (Susceptibles);
  • (3) il livello di diffusione nel gregge e l’efficacia degli anticorpi che influiscono su S (Susceptibles) e I (infected).

Ma nel breve, le prossime settimane/mesi, sembrerebbe che la variabile chiave che influisce su R0 sarà soprattutto il tasso di mortalità D (Death). Ne deriva che siamo di fronte ad una onda a decadimento quasi sinusoidale con R0 che riprende vigore appena il nostro comportamento si allenta di fronte a notizie positive sul fronte dei ricoveri e delle morti. Probabilmente anche a partire dalla prossima settimana. 

E’ pronta una strategia per le nuove curve ? 

Direi che la risposta è no. Almeno in Italia, soprattutto in alcune regioni italiane, e in buona parte del mondo. La tecnologia medica è ancora insufficiente (vaccini, cocktail) e la nostra abilità di controllare i nuovi focolai in maniera mirata (tamponi/tracing) pure. Rimane solo la vecchia strategia del lockdown generalizzato, più o meno volontario. Che temo ritornerà nelle prossime settimane e/o in autunno.

Perchè c’è solo il lockdown generalizzato? 

Come quasi sempre, in Italia, si è buttato soldi e tempo appresso ai magic bullet che tanto garbano a politici e burocrati. Gente ormai del tutto a digiuno delle più elementari conoscenze tecnico-scientifiche e di buon management. Si è scelta la strada più facile; scarabocchiare centinaia di pagine di norme e squinzagliare i nostri reggimenti FDO per inseguire i runner, invece di potenziare l’apparato territoriale di testing e tracing.  Si sono finanziate aziende biotech di Pomezia, ben tre contigue alla Regione Lazio di Zingaretti, nella improbabile ricerca di vaccini (come se mancassero i fondi Big Pharma per i vaccini !). Si sono finanziate aziende informatiche per sviluppare improbabili App Immuni miracolose. Milioni buttati anche su tanti test anticorpi sierologici con scarsa utilità/attendibilità. Meno male almeno che, a livello regionale, tanti emuli di Zaia/Crisanti hanno assunto medici/infermieri, allestito nuovi reparti covid, comprato costose macchine di testing PCR e reagenti per decine di migliaia di tamponi/giorno. Ma purtroppo, anche nelle provincie più virtuose, la struttura territoriale di testing/tracing è ancora del tutto insufficiente per arginare eventuali focolai numericamente significativi.  Ancora oggi servono giorni per i risultati sui tamponi ed il contact tracing, per mancanza di umani,  viene fatto solo su conviventi e pochi altri. Per non parlare delle infrastrutture necessarie per una seria sanificazione/disinfestazione di luoghi pubblici e privati su larga scala. Non rimane quindi che la strada del lock-down più o meno generalizzato.

La tecnologia medica. 

Progressi non miracolosi, ma costanti. L’Occidente – i medici di New York, Mantova  e Marsiglia – hanno dimostrato una velocità e capacità di analizzare/sperimentare ed  aggiornare paradigmi/protocolli del tutto superiore ai colleghi cinesi. Adesso sappiamo che non è proprio una polmonite classica, che spesso si vai in ipossia senza accorgersene (e che quindi è importante monitoraggio/ossimetro e ricovero precoce), che i ventilatori vanno evitati fino all’ultimo, che serve l’eparina per ridurre coaguli polmonari e vascolari, che la idrossiclorochina come profilassi potrebbe funzionare, che le trasfusioni di plasma (del resto già iniziate a Wuhan e che si facevano con la Spagnola) possono avere un ruolo. Turba un tantino che FDA/EMA/AIFA ed il relativo circo mediatico siano quasi sempre, senz’altro casualmente, dalla parte di cure nuove e costose (vaccini, remdisivir) invece di vecchi ed economici rimedi (clorochina, plasma).

Gli altri Paesi, le poche cose certe. 

Analizzando le curve di oltre 100 Paesi e dei 50 Stati americani viene fuori che i lock-down funzionano. Però viene anche fuori che c’è pochissima differenza tra Paesi/Stati a lock-down tramite decreto/FDO e lock-down volontario tramite informazione/paura. I fattori chiave che determinano le differenze sono la densità urbana, la quantità/protezione della popolazione ad alto rischio (anziani)  e la struttura territoriale di prevenzione/testing/tracing (es. Germania). Viene fuori poi la grande efficacia di chiudere subito in modo serio le frontiere (es. Israele). Non butta bene per il turismo internazionale e Ryanair.

La nostra classe dirigente romana.  

Qui si sono raggiunte nelle ultime settimane nuove altissime vette. Che non conoscessero una beata fava di scienza-tecnologia, management e lingue straniere era cosa nota. Ma che ignorassero anche la storia degli editti di Diocleziano sui prezzi, loro tanto affezionati al diritto romano? Questo è Arcuri:  arcuri, il commissario che aveva il compito di trovare le mascherine, le ha rese più scarse  . Questo soggetto ha gestito per anni Invitalia, una sorta di CDP, investimenti pubblici con le vostre tasse e risparmi postali. Da leggere per tutti coloro che ancora pensano che lo Stato debba avere un ruolo rilevante nella economia e che i così detti investimenti pubblici, gestiti da Arcuri e colleghi, servano a qualcosa per migliorare la produttività del Paese.

1. ARCURI IN RITIRATA Luciano Capone per www.ilfoglio.it Nella sua prima uscita pubblica, a fine marzo, Domenico Arcuri – l’uomo chiamato da Giuseppe Conte a risolvere la crisi di approvvigionamento di materiale sanitario – si era presentato con un linguaggio bellico: tutto un parlare di guerra, alleati e munizioni. Quasi stesse preparando un’invasione militare, invece di procurarsi mascherine e ventilatori sul mercato mondiale…

Lo stato comatoso del nostro giornalismo.

Sui media mondiali si è anche raccontato/analizzato questioni di rilevanza medica ed epidemiologica, spingendosi un tantino oltre la domanda “quando si potrà riaprire?”. Sulle nostre TV raramente si è andati oltre la zuffa sui runner o sulle mascherine e l’encomio ai balconi danzanti o ai medici in prima linea (che però si sono raramente visti). Sarà solo colpa della quasi totale ignoranza, scolastica e giornalistica, di gran parte dei nostri reporter? O c’entra anche la credenza da parte delle nostre elite di considerare il popolo del tutto incapace di comprendere/gestire una qualsiasi analisi o un qualsiasi dato/notizia che possa turbarne la serenità ?  

Nuovo equilibrio economico

Mi sembra ormai chiaro che l’economia post-covid dovrà trovare un nuovo equilibrio. Tante professioni/attività del passato non torneranno più. Per l’economia italiana sarà particolarmente traumatico: turismo, lusso, cantieristica. Poi noi siamo il Paese che chiude in fretta settori decotti, senza lunghe polemiche ed aiuti pubblici, e lascia che sia il mercato, rapidamente, ad allocare risorse verso i settori emergenti.

 I drammatici passi indietro della nostra economia negli ultimi 30 anni. 

La cosa era già abbastanza nota. Ma la marea covid19 ha messo completamente in mostra tutta la nostra nudità nei settori industriali che contano nel XXI secolo. Non abbiamo più una singola multinazionale degna di questo nome in: hardware/elettronica/TLC, informatica/internet, biotecnologie e farmaceutica, apparecchiature medicali, fintech, chimica fine, aerospaziale. Ormai siamo una economia di serie B. Trenta anni fa non era così.

Ormai bisogna tutti chiamarlo il virus di Wuhan. 

Cadendo nel grave rischio di imprevedibili escalation a me sembra che l’unica strada per una vittoria di Trump  a novembre sia di parlare, sempre e solo, del virus di Wuhan. Virus causato dalle distrazioni/omissioni cinesi che ha distrutto l’economia americana e mondiale. Questa narrativa, più o meno vera che sia (vedi ottimo articolo apparso su questo blog un paio di giorni fa) –  Trump vuole chiedere il risarcimento danni alla Cina per il Coronavirus. È realistico? · Ora Zero – , mi sembra indispensabile per convincere 40M di disoccupati a votare Trump e conservare per i repubblicani presidenza/senato. Senza le quali l’Occidente libero subirebbe un gravissimo colpo.