Da più di due settimane sono scoppiate rivolte in tutta l’America, e sembra che non si fermeranno presto. Sono stati uccisi manifestanti e poliziotti.
La nuova religione Negrolatry fa capire che i bianchi meritano di essere ridotti in schiavitù o sterminati.
Nei ghetti neri di tutti gli USA si possono ammirare le rovine di magnifiche chiese, bellissime case ora carbonizzate, se si visita un quartiere o una città a maggioranza nera, si può essere sicuri che è un disastro, ma naturalmente è tutta colpa dei bianchi.
Negli USA le città vengono saccheggiate e bruciate, ma è errato pensare che si tratti di una ripetizione dei disordini razziali degli anni ’60.

Per capire meglio cosa sta succedendo andrebbe riesaminata la Rivoluzione culturale di Mao. Durante quel decennio in Cina fu distrutto gran parte del patrimonio culturale, fu fatta a pezzi la società, il tutto in nome della liberazione. Dovevano morire le vecchie usanze, la vecchia cultura, le vecchie abitudini e le vecchie idee.
In nome dell’utopia socialista fu instaurato un regime del terrore che rivoluzionò la società cinese. Non importava quanto sangue doveva scorrere, doveva essere fatto a qualunque costo.
Le truppe di Mao erano studenti delle scuole superiori e dell’università, la nuova Bibbia era il piccolo Libro Rosso. Furono denunciati professori, intellettuali e artisti, furono incendiati templi e monasteri, bruciarono libri e dipinti, distrussero oggetti d’arte, quasi tutto fu vandalizzato.
Le Guardie Rosse di Mao si recarono anche nelle zone più remote, cercarono di distruggere tutto. Alla fine della Rivoluzione Culturale, Mao come ricompensava i suoi fedeli? Li mandava a lavorare in lontane fattorie perché erano diventati una minaccia politica. Mao era spietato, calcolatore, paranoico, un tiranno che ha tentato di eliminare anche i compagni fedeli che erano stati con lui nella Lunga Marcia.

Come la Cina di Mao ora gli statunitensi sono immersi in questa nuova logica dove si gioca lo scontro tra due poteri. La popolazione bianca da anni è sotto assedio, dopo anni di duro attacco la loro mentalità è deformata.
Proprio come le Guardie Rosse di Mao, la nuova ribellione americana è gestita da un’importante cricca al potere.

Guardiamo gli obiettivi: stanno distruggendo i negozi, le comunità della classe media e della classe operaia, stanno sovvertendo la società, lo Stato ha perso tutta la sua decenza quando normalizza e addirittura celebra i criminali.
Per rifare una nazione prima bisogna distrugge interamente il suo patrimonio. In Occidente questo patrimonio è indissolubilmente legato al cristianesimo e alla civiltà occidentale. Tutto questo deve sparire e la nuova negrolatry professata dai bianchi si presta – in un Paese a maggioranza bianca – a creare il presupposto che si rinunci interamente alla propria eredità culturale.
Accademia, università e scuola da anni insegnano ai bianchi il senso di colpa e la vergogna, viene ripetuto all’infinito che solo i bianchi possono essere razzisti. (ma non ci avevano detto che le razze non esistono?) Bianco è criminale, e per la propria salvezza i bianchi devono rinunciare al loro biancore. In USA è stato creato il senso di colpa collettivo.
Il nuovo male assoluto è il bianco, di conseguenza sono presi di mira i poliziotti bianchi, le carceri gestite da bianchi, le statue di uomini bianchi, i confini che tengono fuori i non bianchi.

Il bianco è sporco. Il nero è puro. “Once you go black, you never go back”.

Nel 1989 Madonna allegorizza tutto questo nel video “Like a Prayer”, entrava in una chiesa nera e si inginocchiava davanti a un santo nero in lacrime, baciava i suoi piedi, l’uomo nero riprendeva vita e la vita esplodeva di gioia. Il nuovo salvatore è nero.

Non ci vuole molto per capire che tutta questa istigazione all’odio e alla violenza potrebbe facilmente sfuggire di mano anche ai suoi organizzatori, innescando una spirale di violenza e di contro-violenza, facilitata dalla crisi economica incombente che colpirà sia neri che bianchi. Più le prossime elezioni si avvicinano, più la tensione crescerà. Dopo le elezioni, sia che Trump vinca o perda, la cosa potrebbe totalmente degenerare per le reazioni della parte perdente, soprattutto se Trump vincerà.

Chissà se la lobby ebraica americana si è accorta di quanto è pericoloso questo gioco. Chissà se lo stesso Israele si è accorto di quanto è pericoloso permettere la disintegrazione degli USA, che non potranno più difendere Israele. Dmitri Orlov lo dice chiaramente https://cluborlov.blogspot.com/2020/05/the-fate-of-eastern-europe.html (SATURDAY, MAY 30, 2020): “C’è una regione autonoma ebraica molto bella e poco popolata all’interno della Federazione Russa, al confine con la Cina, verso la quale gli israeliani potranno evacuare una volta che il sostegno finanziario e militare degli Stati Uniti a Israele si sarà prosciugato”.

Se invece gli istigatori delle violenze riusciranno ad ottenere i risultati sperati, i neri e gli antifa verranno messi da parte e tutto tornerà come prima, ovvero faranno la fine delle guardie rosse di Mao.