L’incarcerazione di massa rimane la pietra angolare della politica di dittatura sanitaria che regna ancora in molti paesi, soprattutto in Occidente. Presto saremo a 50 giorni di coprifuoco a partire dalle 18 in Francia, una misura stupida a cui si aggiungono ora i confinamenti del fine settimana in alcuni dipartimenti con coste marittime, quindi favorevoli alla ventilazione.

La dittatura della salute, avendo raggiunto il suo secondo respiro (1), sta cercando modi per sopravvivere il più a lungo possibile. Di fronte a ciò, la resistenza si mantiene e va ben oltre ciò che anche i media possono delegittimare con il pretesto del complotto: gli appelli per un ritorno alla razionalità e al rispetto dei principi fondamentali della democrazia e dello Stato di diritto vengono da tutte le parti, da accademici, medici, sociologi, intellettuali e persino dal Consiglio di Stato:

Il divieto di uscita per i residenti di Ehpad (Ndt. Case di riposo) sospeso dal Consiglio di Stato. “I vaccini sono particolarmente efficaci per ridurre il rischio di essere contaminati e di sviluppare una forma grave in caso di contaminazione”, dice il Consiglio di Stato, che invita i direttori degli stabilimenti a prendere decisioni “caso per caso”.

https://www.lemonde.fr/planete/article/2021/03/03/le-conseil-d-etat-suspend-l-interdiction-de-sortie-des-residents-en-ehpad-qu-il-juge-disproportionnee_6071865_3244.html

Per un ritorno ad una vera politica di salute pubblica.

Un collettivo di accademici belgi ha pubblicato ieri un appello per un ritorno ad una vera politica di salute pubblica:

Un approccio diverso da quello attuato nel nostro paese esiste; è ben noto, padroneggiato e documentato (tra gli altri dall’OMS). Si tratta di ritornare alle basi stesse della Salute Pubblica: un approccio strategico prioritario, un monitoraggio e un’individuazione precoce con test sentinella, campionamenti casuali, test rapidi, analisi delle acque reflue… e una reazione molto rapida per limitare i contatti in caso di una recrudescenza esponenziale, ma con misure mirate. Infine, ma non meno importante, gli obiettivi di un tale approccio sono la cura dei malati e la protezione dei più vulnerabili. In breve, non tagliare un braccio a causa di una ferita, ma usare mezzi adeguati e proporzionati.

Molti medici ed epidemiologi si oppongono ormai frontalmente alle misure di confinamento, che si tratti del noto John Ioannidis (2) o di questo medico di Tolosa:

Patrick Lafforgue è capo dell’unità di terapia intensiva alla clinica Occitanie di Muret. Contro la corrente di certi colleghi che chiedono un irrigidimento del confino, per lui le conseguenze economiche, fisiologiche, psicologiche ed educative richiedono un’altra politica.

https://france3-regions.francetvinfo.fr/occitanie/haute-garonne/toulouse/covid-je-suis-pour-laisser-vivre-les-gens-qui-ne-sont-pas-a-risques-le-coup-de-sang-d-un-medecin-pres-de-toulouse-1979698.html

Il teatrino di indossare la maschera all’aperto è diventato una farsa completa. A parte gli ipocondriaci, i tecnocrati, i politici e i poliziotti, tutti sanno che è inutile dal punto di vista della salute. Per alcuni, come Véran o Lallement, è un simbolo di sottomissione al loro potere. Per altri, specialmente quelli in uniforme, è un’opportunità per aumentare i loro bonus attraverso gli obiettivi PV. (Ndt. Multe)

Invito a vedere la realtà della dittatura sanitaria.

Il Regno Unito si prepara ad uscire da un blocco di due mesi. Un giudice della Corte Suprema recentemente andato in pensione, Lord Sumption, denuncia apertamente l’inaccettabile abuso di potere e lo scivolamento verso l’autoritarismo rappresentato dall’incarcerazione di massa di persone sane colpevoli di nulla. Un giudice supremo che sostiene la disobbedienza civile è la misura del pericolo rappresentato dalla dittatura sanitaria.

Il recupero della pandemia a beneficio delle logiche totalitarie, argomento tabù fino a poco tempo fa riservato ai “cospiratori”, è oggi denunciato dall’OMS:

“Usando la pandemia come pretesto, le autorità di alcuni paesi hanno adottato dure misure di sicurezza e di emergenza per reprimere le voci dissenzienti, abolire le libertà più fondamentali, mettere a tacere i media indipendenti e ostacolare il lavoro delle organizzazioni non governative”, ha deplorato il capo dell’ONU nel suo discorso annuale al Consiglio dei diritti umani (HRC).

https://www.lefigaro.fr/flash-actu/la-pandemie-un-pretexte-pour-certains-etats-en-vue-de-reprimer-s-inquiete-l-onu-20210222

La dittatura della salute, che rende tanto servizio all’autoritarismo tecnocratico e sanitario – quella che Ivan Illich chiama iatrogenesi medica (3), oggi incancrenita, per di più, dalla corruzione a beneficio di Big Pharma – deve dunque trovare nuove declinazioni, Nuovi sonagli di paura da agitare davanti alle telecamere, nuove misure di apparenza “ragionevole” per non perdere l’avallo silenzioso di questa metà della popolazione disinformata, più o meno traumatizzata da un anno di discorsi agonizzanti, ancora pronta a seguire il pifferaio che li porta al fiume per il loro bene.

Zero covid o niente?

La filosofia zero covid è il passaggio dal “vivere con il virus” al “liberarsi del virus”. In linea di principio è ideale, ma dipende, per essere realistici, da condizioni rare: vivere su un’isola con la possibilità di chiudere le frontiere, una ricchezza sufficiente per permettere una lunga e severa reclusione, e iniziare molto presto, quando i casi sono ancora pochi. Condizioni che possono essere state soddisfatte in alcuni paesi asiatici, o in Nuova Zelanda e Australia, ma non qui in Europa.

Taddeï ne ha fatto uno spettacolo qualche giorno fa, come sempre molto interessante. Mostra che il “zero covid” sembra essere un ideale illusorio, e che dovremo fare bene i conti con esso, cioè vivere normalmente e gestire le cose in modo intelligente e rispettoso di ciò che costituisce questo “normale”.

E come diceva questo recente articolo di Le Figaro, il famoso giornale complottista, è fuori questione continuare ad accettare che i nostri “leader” importino qui il modello cinese:

Per i 24 intellettuali firmatari di questo forum, gli attacchi alle libertà individuali con il pretesto di combattere il virus espongono le nostre società a mali maggiori di un’epidemia imperfettamente controllata. I nostri leader hanno importato il modello cinese senza nemmeno rendersene conto.

https://www.lefigaro.fr/vox/societe/covid-19-en-democratie-on-ne-peut-lutter-contre-une-epidemie-a-n-importe-quel-prix-20210224

All’altra estremità, lo Stato del Texas ha deciso di abbandonare tutte le misure covidiane altamente restrittive (maschere e chiusure di negozi), nonostante 44.000 morti per una popolazione di 29 milioni:

Il governatore repubblicano del Texas, Greg Abbott, ha annunciato martedì la fine dell’uso delle maschere obbligatorie e la riapertura totale delle imprese, stimando che il secondo Stato più popolato degli Stati Uniti aveva “i mezzi per proteggere” la sua popolazione dal coronavirus.

https://www.rtbf.be/info/monde/detail_les-gouverneur-du-texas-abandonne-plusieurs-mesures-anti-covid-dont-le-port-du-masque-obligatoire?id=10710066

Il passaporto sanitario.

La segregazione delle popolazioni tra cittadini di prima e seconda classe è uno dei più antichi sogni bagnati delle tecnocrazie totalitarie. Costringere il nemico interno a mostrarsi pubblicamente, con qualche segno distintivo, permette la sua costante identificazione e stigmatizzazione, e rassicura la maggioranza.

La Cina lo ha implementato su larga scala con il suo sistema di credito sociale (4), di cui il certificato di vaccinazione è ovviamente una parte. Altri, tra cui molti paesi islamici, lo fanno sulla base della religione. Israele si sta accodando, avendo adottato una segregazione politico-religiosa che ora è accoppiata alla segregazione vaccinale (5).

Il passaporto sanitario, attualmente progettato dalla tecnocrazia europea, fa parte dello stesso barile, anche se è ovviamente venduto come un sesamo per il ritorno a una forma di normalità:

Un passaporto sanitario europeo renderà più facile viaggiare in Europa quest’estate? Gli Stati membri vogliono creare uno strumento digitale comune dove tutti possano registrare i documenti sanitari, come un certificato di vaccinazione contro il Covid-19, un test PCR negativo o un test sierologico che provi la presenza di anticorpi. L’obiettivo: armonizzare i criteri di ingresso tra i paesi dell’Unione Europea. “Stiamo preparando soluzioni europee per un approccio coordinato che non si limiti al vaccino e non crei discriminazioni”, ha annunciato Clément Beaune, segretario di Stato per gli affari europei.

https://www.francetvinfo.fr/sante/maladie/coronavirus/vaccin/covid-19-un-passeport-sanitaire-europeen-pourrait-bientot-etre-mis-en-place_4317413.html

Che un paese richieda ai visitatori un certo livello di vaccinazione non è una novità ed è spesso giustificato. Il problema qui è, da un lato, la creazione di un’ennesima disuguaglianza, con non tutti che hanno lo stesso accesso ai vaccini anche con il desiderio di farlo, e dall’altro, l’uso del passaporto come strumento di segregazione per l’accesso alla cultura, ai trasporti, ai ristoranti, etc. Ed è qui che rischia di sfuggire di mano:

Questo “lasciapassare” includerà i risultati dei test PCR “recenti”, così come il certificato di vaccinazione contro il Covid-19. Tuttavia, quest’ultimo non sarà obbligatorio. Emmanuel Macron rifiuta ancora l’idea di un passaporto vaccinale, che crea un’ingiustizia poiché non tutti hanno accesso al vaccino: “Se apriamo i luoghi di cultura in primavera, la vaccinazione non sarà ancora aperta ai giovani”, ricorda il presidente.

L’attuazione di questo “pass” e le informazioni che conterrà restano da definire, nel “rispetto dei dati individuali e dell’organizzazione delle libertà”, dice Emmanuel Macron. (Ndt. Lo applicheranno anche a Lampedusa?)

https://www.francebleu.fr/infos/sante-sciences/covid-19-emmanuel-macron-evoque-la-mise-en-place-d-un-pass-sanitaire-1614321688

La distopia del “mondo futuro”.

Il “prossimo mondo” visto dalla Macronesia, cioè dopo l’attuale campagna di vaccinazione, dove la “scusa” della scarsità non sarà più applicabile, è chiaramente segregazionista. È anche chiaramente una porta aperta per le banche e le compagnie di assicurazione per accedere al nostro stato covidiano per decidere, per esempio, se accettare o meno un particolare prestito.

È altrettanto chiaramente un’operazione a vantaggio di Big Pharma perché, sapendo che l’immunità acquisita dai vaccini dura al massimo otto mesi (secondo le conoscenze attuali), e non è garantita per tutte le varianti, un tale obbligo di vaccinazione de facto garantirebbe loro, come per le terapie trivalenti dell’hiv, un’eterna fortuna finanziaria. Anche contro alcune retro-commissioni (Ndt. Vedi mazzette e corruzione) non si dovrebbe fallire.

Questa vaccinazione obbligatoria sarà probabilmente un po’ difficile da imporre nella mente delle pecore e del personale infermieristico, ma il lavoro di propaganda sanitaria si sta lentamente, dolcemente, sicuramente avviando. Poco a poco, si sta spiegando che il vaccino permette di proteggere se stessi e gli altri, ma che bisognerà comunque imporre che tutti lo abbiano avuto, come se chi non è stato vaccinato potesse ancora rappresentare un pericolo per gli altri, vaccinati e quindi protetti, ma non abbastanza….

Nonostante l’evidente zoppicamento di questo imperfetto non-ragionamento, si spinge quindi una strategia “zero-covid” per ancorare nella mente della gente l’assoluta necessità di beccare indiscriminatamente tutti, anche se si sa che cercare di sradicare un virus moderatamente immunizzante è notoriamente difficile, moltiplicare i focolai endemici in diversi animali come visoni, pangolini, pipistrelli, cani, gatti, vitelli, criceti, scimmie, furetti, è una strategia destinata al fallimento sicuro.

La dittatura della salute è quindi ancora in pieno svolgimento. Non importa se la Svezia sta andando “bene” (o male, a seconda dei punti di vista) come la Francia senza tutta questa repressione. Non importa che seri studi indipendenti dimostrino l’inutilità (e persino la controproduttività se si tiene conto di qualcosa di diverso dal numero di morti) delle misure repressive (coprifuoco e confino). Non importa che tutta l’attenzione sul vaccino sia una pericolosa illusione.

Non importa che voci di istituzioni rispettabili si alzino ovunque per denunciare l’imperialismo e l’abuso di potere: gli psicopatici e i pervertiti al comando, assistiti dalle loro milizie armate, non si arrendono e inventano questo “dopo-mondo”, ideale per loro perché svuotato delle sue viscere democratiche, ma totalmente distopico per la maggior parte di noi.

Dalla dittatura sanitaria al collasso.

Questo ideale tecnocratico e poliziesco è così improduttivo che può sopravvivere solo se è alimentato da un debito tanto massiccio quanto insostenibile, che si fermerà per mancanza di creditori. È così inefficiente, a causa delle sue innumerevoli restrizioni alla creatività e all’impresa, a causa della sua corruzione, a causa della terza globalizzazione dei suoi sistemi educativi e di salute pubblica, che qualcosa dovrà necessariamente cedere. Una tale mini-URSS senza particolari vantaggi competitivi, senza un forte tessuto industriale, può solo crollare rapidamente.

La dittatura della salute ci sta mandando tutti contro il muro. La questione è quanto tempo ci vorrà prima che una minoranza sufficiente se ne renda conto e decida di reagire.

Links:

(1) https://zerhubarbeblog.net/2021/02/15/le-second-souffle-de-la-dictature-sanitaire/

(2) https://zerhubarbeblog.net/2021/02/26/covid-19-seminaire-de-john-ioannidis-a-lihu-mediterranee/

(3) https://zerhubarbeblog.net/2020/09/18/ivan-illich-et-la-fin-de-lhumain-singulier/

(4) https://zerhubarbeblog.net/2015/10/12/scoring-et-segregation-sociale/

(5) https://www.francetvinfo.fr/monde/israel/covid-19-israel-met-en-place-un-passeport-vaccinal-pour-les-loisirs_4311921.html

Scelto e curato da Jean Gabin.