BY Paul C. F. – Mentre il nostro inossidabile Ministro dell’economia Roberto Gualtieri, sfoggia grande ottimismo sulla ripresa nel 2021, molte voci autorevoli sembrano avere una visione leggermente più “pacata” sulla ripresa nel nostro Paese e nell’Unione Europea, segnalando numerosi punti dolenti che potrebbero diventare possibili focolai di crisi nell’immediato futuro.

Gualtieri, il professore di Storia fatto Ministro, con all’attivo solo pubblicazioni sulla storia del PCI, sfoggia grande ottimismo nelle interviste, come quella a Sky TG24:

Siamo fiduciosi che avremo una robusta ripresa nel 2021” e ancora “Sicuramente il peggio è passato dal punto di vista economico perché il lockdown generalizzato ha avuto un impatto più pesante sulla crescita economica e grazie alle misure si è visto come è possibile far ripartire l’economia”.

Da dove il Ministro tragga tutta questa sicurezza ci è sconosciuto, il clima infatti in Europa, soprattutto nel settore bancario, è tutt’altro che allegro. Oggi, 10 dicembre, si è infatti svolta la riunione annuale della Banca Centrale Europea, e durante la consueta conferenza stampa, Christine Lagarde ha detto a chiare lettere che la situazione economica non sembra affatto volgere in positivo, anzi la seconda ondata della pandemia ha raffreddato di molto le aspettative di ripresa (ma dai giura! N.d.R.), in estrema sintesi ecco le principali preoccupazioni della Lagarde:

  • l’economia è in contrazione nel quarto trimestre
  • il settore dei servizi è sceso gravemente
  • l’inflazione resta molto bassa
  • i dati macroeconomici in arrivo suggeriscono un impatto della pandemia a breve termine più pronunciato

Inoltre, come tutti si aspettavano, la BCE ha prolungato i programmi di rifinanziamento straordinario come il PEPP aumentandolo di ben 500 miliardi di Euro, ed estendendolo fino a marzo 2022, ampliato le condizioni di rifinanziamento delle banche come il OMRLT e ORLTEP mantenendo invariati i tassi di riferimento. Tutte azioni che non indicano certo aspettative di grande ripresa a breve, anzi dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che senza “l’idrante” finanziario delle BCE, che getta costantemente miliardi alle banche e agli Stati, la situazione precipiterebbe in un batter d’occhio.

Un’altra voce tutt’altro che ottimista è quella di Andrea Enria, capo dell’ente di vigilanza bancaria della BCE, che in un’intervista di novembre al quotidiano Belga De Tijd parla della situazione delle banche europee:

“…La chiave del problema, ora, è che cosa accadrà dopo. Il rischio di credito è molto alta e ci sarà un peggioramento patrimoniale delle banche di qualità. Sarebbe sorprendente vedere quant’altro, trovandoci in una delle peggiori recessioni che si ricordino. Ma non si può prevedere quando questo deterioramento apparirà bilanci bancari e quanto profondo sarà il problema. Abbiamo bisogno di supporto per assorbire l’impatto e di fare del nostro meglio per evitare che il sistema crolli durante questo periodo difficile”, Inoltre continua Enria Nel mese di luglio, le banche sono state avvertite che ci si doveva preparare per un significativo aumento dei crediti in sofferenza (Npl). Stiamo spingendo per una gestione proattiva dei clienti. Alcuni istituti saranno in temporanea difficoltà, ma potranno sopravvivere a questa crisi, mentre altri non sono in buona forma e non ne usciranno da questa crisiSe non è chiaro, ha appena detto che già ci si aspetta che alcune banche in Europa non sopravvivranno alla crisi.

Lo stesso Enria ha inviato a tutte le banche dell’Eurozona una lettera perentoria, in cui invita sin da ora gli istituti di credito a fare un’attenta selezione dei propri crediti più a rischio, anche quelli coperti da moratoria, al fine di evitare che le situazioni più compromesse possano crescere o degenerare.

Uno studio francese, della business school IESEG conferma che le grandi banche in Francia, Italia, Spagna, Cipro e Grecia sentiranno fortemente gli effetti della pandemia covid. Lo studio ha esaminato banca per banca, soprattutto quelle banche la cui attività è legata a settori particolarmente colpiti dal covid, tra di esse spiccano gli istituti italiani Credito Emiliano, Banco BPM, ma soprattutto il Monte dei Paschi (nonostante il salvataggio da parte del Governo). In Spagna le più a rischio sono Bankinter e Banco Sbadell, nella già martoriata Grecia Pireus Bank e Eurobank Ergasias.

Ma non solo in Sud Europa ci sono preoccupazioni, il presidente della Bafin (l’equivalente tedesco della Consob) Felix Hufeld, avverte che “”Alcune delle banche più deboli, potrebbero non sopravvivere alla crisi, con la possibilità di uscire dal mercato.” e continuala prima ondata di perdite su crediti è previsto per la fine dell’anno e nel primo trimestre del 2021. Con ulteriori ondate negli anni successivi.” Detto dal funzionario che non ha visto il più grande scandalo finanziario tedesco degli ultimi anni, quello di Wirecard da 1,9 miliardi, ci fa intuire che la preoccupazione del settore bancario sia molto più grande di quello che traspare dalle affermazioni di “pacata attenzione” dei banchieri. Hufeld sembra inoltre dimenticarsi dell’elefante nella stanza chiamato Deutsche Bank, che l’FMI ha definito “la più grande fonte di rischi tra le banche sistemiche del mondo”, oppure delle Landesbanken, di cui abbiamo parlato l’anno scorso su questo sito.

Dal tenore delle dichiarazioni del mondo bancario si evince che c’è moltissimo nervosismo, e che i banchieri sanno benissimo che il peggio deve ancora venire, dato che l’impatto della crisi covid, col crollo dei consumi e i lockdown che si protraggono in tutto il continente dispiegherà i suoi effetti nei prossimi mesi. Certo la sconfinata erogazione di denaro della BCE potrà tenere in piedi la baracca ancora per molto tempo, in fin dei conti andiamo avanti da anni a suon di QE, PEPP, PAA e via siglando, ma la realtà è che a ogni giro il rischio aumenta, e basta veramente poco a creare scompiglio in un settore bancario già in stato d’ansia.

Ma comunque noi in Italia possiamo dormire sonni tranquilli, ora con la possibilità di accedere al MES regalataci da questa maggioranza e con la mano sicura di Gualtieri al timone dell’economia, cosa può andare storto?

https://www.bankingsupervision.europa.eu/press/interviews/date/2020/html/ssm.in201105~eb07b2821e.en.html