Da oggi siamo tutt* liber* di dissacrare qualsiasi cosa, anche la lingua italiana. E per fortuna che non ci chiamiamo Theo van Gogh. Lui offese la religione “sbagliata” e qualcuno la prese un po’ maluccio.

Da sempre una certa sinistra si è scagliata violentemente contro l’oscurantismo della Chiesa, ma anche oggi si fanno vanto di essere dei “mangiapreti” e di offendere qualsiasi valore cristiano. Per assurdo però non applicano la stessa mentalità all’Islam, perché l’Islam NO, è la cultura degli immigrati che adorano. Non si rendono assolutamente conto dell’intrinseca contraddizione in questo loro pensiero. Forse hanno anche un po’ paura ad offendere la religione di Allah, perché sanno bene che i musulmani si incazzerebbero come belve se vedessero una vignetta così offensiva del loro credo. E organizzerebbero prontamente una azione in stile Charlie Hebdo.

Altrettanto inquietante è lo stupro della lingua italiana, in cui gli accordi di genere nella frase sono sostituiti con un asterisco, per non offendere nessuno. Chissà come si pronunciano. Bisognerà presto cambiare tutta la grammatica italiana.

Non importa se siete cristiani, buddisti, ebrei o atei, una cosa simile dovrebbe indignare tutti. Il politically correct però si applica sempre a senso unico. Alessia C.F.

 

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.